Di seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione di Piazza Affari e sulle strategie da seguire per diversi titoli.
Pietro Paciello vi aspetta il lunedì e il venerdì alle ore 16 con il Market Talk OPENING BELL - NewTraderLab. Per info clicca qui.

L'euro-dollaro è stato respinto di recente ancora una volta da quota 1,20. Quali le attese per le prossime sedute?

Per l'euro-dollaro la situazione è ben definita, nel senso che teoricamente dovrebbe essere partito un impulso correttivo anche abbastanza consistente.

Il suddetto impulso, come peraltro anticipato, ha trovato il primo target in area 1,175, quindi due figure e mezzo dai massimi.

Sulla soglia di prezzo appena segnalata il cross è tornato altre due volte, a conferma di quanto la stessa sia diventata una zona statica importante.

Per le prossime ore farei davvero molta attenzione all'euro: mi sembra che si siano un po' chiuse le potenziali dinamiche attendiste.

Un euro-dollaro che dovesse riportarsi stabilmente sopra area 1,19 dovrebbe a quel punto non solo provare a rivedere area 1,20, ma anche superare la stessa.

Viceversa, al ribasso una chiusura giornaliera dell'euro-dollaro sotto quota 1,175 farebbe partire una dinamica ribassista molto profonda, capace di spingere le quotazioni anche fin verso area 1,13.

In sintesi sopra 1,19 si va long e sotto 1,175 si va short, ma al momento nell'attuale area prezzi si può fare solo del trading di breve e non un posizionamento di lungo sull'euro-dollaro.

La situazione è diversa per il dollaro-yen?

La situazione è differente, ricordando che nella scorsa intervista avevamo parlato di un dollaro-yen neutrale che non dava indicazioni particolari.

Quella che si conclude oggi, almeno per le Borse, è stata la settimana del dollaro-yen, con il forte apprezzamento della valuta nipponica rispetto a quella statunitense.

Un segnale molto forte è venuto dalla rottura di area 105 e in questo momento non vedo grandi livelli di supporto in grado di arrestare la discesa del dollaro-yen, se non un precedente minimo relativo che possiamo stimare in zona 104,15/104.

Qualora neanche questo livello dovesse tenere e non è da escludere, il prossimo punto di contatto è molto lontano e ambizioso perchè parliamo di area 103/102,9.

Tra i due cross, nel rappresentare in questo momento una misurazione della forza del dollaro, questa settimana è lo yen che dichiara palesemente come il biglietto verde sia molto venduto.

L'oro continua a muoversi anon molta distanza da area 1.950 dollari. Cosa aspettarsi da questo asset?

Il mercato in questo momento sta cercando dei riferimenti più chiari da quello che è stato l'innesco di questa fase di valutazione, ossia la discesa dei tecnologici americani.

Sono tutti in attesa di capire se questa è stata una flessione occasione o se la stessa si trasformerà in un'inversione di lungo periodo.

Tutti gli strumenti correlati a valutazioni di questo tipo, come ad esempio il dollari, ma anche l'oro, si sono messi in un grande ed estenuante laterale.

Sul gold ad esempio vedo una struttura triangolare abbastanza definita che mi porta a pensare un ritorno ad una potenzialità long solo qualora l'oro dovesse riuscire a superare 1.975 dollari.

Viceversa, pericolo molto forte qualora l'oro dovesse sfondare la base inferiore del triangolo che oggi stimo in zona 1.920 dollari.

Una perforazione di questa soglia potrebbe aprire uno spazio di correzione molto profonda almeno fin verso area 1.775 dollari.

Attenzione a questa fase apparentemente noiosa che in realtà è una mossa in carico: non è ancora il momento di farla scattare al rialzo o al ribasso, ma un po' tutte le variabili osservate si dimostrano con lo stesso approccio.

In altre parole si tratta di asset pronti ad esplodere nel momento in cui il dilemma del mercato tecnologico Usa si andrà a sciogliere in un senso o nell'altro.  

Il petrolio si è riportato sopra quota 41 dollari al barile. La correzione vista di recente è da considerarsi conclusa?

Credo che il petrolio abbia fatto quello che poteva fare in una situazione di normalità e con il target raggiunto con il top di oggi ha approcciato una resistenza dinamica abbastanza interessante e iniziano ad emergere delle logiche divergenziali ribassiste.

Non sarei stupito se il petrolio dovesse innescare una piccola correzione verso i 38,5/38 dollari, segnalando una struttura triangolare di congestione.

Un via libera a nuovi acquisti si avrà qualora venissero superati i massimi odierni, quindi sopra i 42,2/42,3 dollari.
Viceversa, c'è un bel supporto in zona 38,5 dollari, sotto cui potrebbero partire ondate di vendita significative.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, cosa può dirci indicarci per le Borse?

Le Borse devono far capire cosa vogliono fare da grandi, anche se temo che si entri in questa fase poco significativa, magari accompagnando l'attesa del nuovo ciclo elettorale Usa.

Fidiamoci intanto dei grafici, segnalando che l'S&P500 ha definito, insieme al Nasdaq Composite e al Dow Jones, delle strutture supportive intermedie molto interessanti.

Per il momento gli indici, anche se a fatica, si stanno mantenendo al di sopra di queste aree supportive, quindi teoricamente sono ancora in una dinamica rialzista.

Nel caso in cui dovessimo vedere l'S&P500 abbandonare l'area dei 3.270, farei attenzione perchè potrebbe partire una dinamica short anche abbastanza significativa.

Per ora c'è debolezza, ma non c'è pressione ribassista che vado ad identificare con un eventuale gold molto forte, con un euro che inizia a scendere contro dollaro e con un S&P500 sotto 3.275/3.270 punti.
Fino ad allora quindi o trading range veloce o sarà meglio stare fuori dai mercati.