Di seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione di Piazza Affari e sulle strategie da seguire per diversi titoli.
Pietro Paciello vi aspetta il lunedì e il venerdì alle ore 16 con il Market Talk OPENING BELL - NewTraderLab. Per info clicca qui.

L'euro-dollaro sta vivendo una seduta molto positiva nel giorno del meeting della BCE. Quali le attese ora per questo cross?

Il movimento dell'euro-dollaro è in linea con le parole pronunciate oggi da Christine Lagarde a commento delle decisioni prese dalla BCE.

Abbiamo avuto un sostanziale nulla di fatto e la presidente dell'Eurotower ha sottolineato che da parte del Board da lei guidato non c'è e non ci sarà un'attività di controllo del cambio.

Questo ha restituito all'euro-dollaro una verve rialzista perchè non dimentichiamo che quando il cross è arrivato in area 1,20, realizzando peraltro una bellissima divergenza ribassista, qualcuno ha iniziato a parlare di un cambio troppo forte.

Questo ha portato ad un sell-off abbastanza violenta sull'euro che proprio ieri però in maniera precisa ha toccato l'area supportiva di medio periodo a 1,175.

Oggi, aiutato dalla dinamica di passività della BCE, il cross rispetta il supporto, rimbalza con forza e si porta vicino ad area 1,19.

Probabilmente rimarremo ancora a lungo in questo trading range ben definito, quindi per il momento mi sembra giusto rimanere long sull'euro.

L'ingresso migliore era ieri a 1,175, con obiettivo ora verso area 1,20, mentre una chiusura dell'euro-dollaro sotto 1,177/1,176 porterebbe al breakout del supporto dinamico a 1,175 e forse ad un'inversione anche molto violenta.

Fino a quando 1,175 reggerà, l'euro-dollaro sarà da considerare long e quindi sulla debolezza andrà sempre comprato.

In questa fase sembra meno interessante il dollaro-yen o sbaglio?

Assolutamente sì: se il grafico dell'euro-dollaro è quasi illuminante nella sua chiarezza e praticità di interpretazione, il dollaro-yen continua a muoversi in un estenuante trading range.

Il cross è in un grande triangolo delimitato da un'area di supporto molto ben definita che possiamo stimare in area 105 e una zona di resistenza a 106,5.

Fino a quando non usciremo da uno di questi due livelli, dubito che il dollaro-yen esprimerà un movimento direzionale serio, tale da andare ad impattare sul quadro intermarket.

L'oro si è riportato sopra quota 1.950 dollari e sta provando ad allungare nuovamente il passo. Cosa può dirci di questo asset?

A dimostrazione della stranissima correlazione che oggi c'è tra i mercati azionari e il gold, che straordinariamente viaggiano di pari passo, negli ultimi giorni c'è stato un tentativo di di pressione ribassista anche sull'oro.

Le quotazioni hanno provato ad abbandonare area 1.900 dollari e abbiamo avuto due giornate molto significative in cui il gold ha viaggiato sotto area 1.930/1.925 dollari per l'intera sessione, per poi andare a recuperare nel finale di seduta.

Tecnicamente questa è una falsa violazione ribassista che in questo momento va ad incontrare un piccolo ostacolo resistenziale in area 1.958/1.959 dollari.   

Una volta rotta questa soglia l'oro riprenderà a salire in maniera prepotente e per chi volesse andare a confrontare questa analisi con i livelli operativi, faccio notare che il buy è scattato sulla creazione di questo piccolo doppio minimo intraday in zona 1.910 dollari.

Al di sotto di quest'area andrà piazzato lo stop, mentre a livello di target vedo un ritorno del gold almeno in area 2.070/2.071 dollari.

Il petrolio si è allontanato con decisione dai recenti top di periodo. La discesa proseguirà nel breve?

Se guardiamo al movimento visto prima di questa accelerazione ribassista, credo che il petrolio potrà cercare di nuovo stabilizzazione.

L'accelerazione è partita in maniera molto tecnica, è stata attesa con pazienza da tanti e allorquando il petrolio ha rotto al ribasso area 42,8/43 dollari, è partito un movimento correttivo importante.

Dal punto di vista operativo non sono in grado di fare grandi pronostici sul petrolio, il cui grafico è tra quelli meno facile da leggere negli ultimi tempi.

Se dovessi cercare un innesco operativo valuterei l'ipotesi di un pull-back in ara 43/43,5 dollari, dove potrebbe regalare nuovi ribassi.

L'unica alternativa è quella di entrare sulla forza, ribassista in questo caso, quindi in caso di rottura dei recenti minimi si può provare a piazzare l'operazione short.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali indicazioni ci può fornire per le Borse? Inizia a cambiare qualcosa per il rally visto fino a qualche seduta fa?

Spero davvero che non stia cambiando nulla per il rally perchè ho comprato i minimi del recente ribasso.

Mi sono posizionato al rialzo nell'ipotesi di un recupero che spero prosegua, ma è giusto definire il movimento per quello che è.

Stiamo parlando di un rimbalzo di un mercato che almeno per quanto riguarda gli indici primari, quali ad esempio l'S&P500, è tecnicamente compromesso al ribasso.

In questo momento quindi ci stiamo muovendo "contro trend", misurando la forza di un eventuale recupero dopo la prima ondata ribassista, ma tecnicamente i mercati sono compromessi al ribasso.

Non sarebbe nè la prima nè l'ultima volta in cui siamo sorpresi da un potente recupero: al momento sono long perchè valutavo eccessivamente violenta la prima fase di innesco e guardo con attenzione eventuali ipotesi di pull-back ribassisti.

Un eventuale avvicinamento dell'S&P500 in zona 3.490/3.500 sarà un test molto probante e forse lì dovrebbero riaffacciarsi i venditori.   

Al momento sono long sia su Piazza Affari che su Wall Street, ma sono consapevole che i recenti movimenti hanno innescato più di un dubbio negli operatori.

Godiamoci il rimbalzo per ora e monetizziamo con intelligenza quanto comprato adesso, ma facciamo attenzione perchè qualcosa nel mercato sembra essere cambiato.