Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro sta mettendo sotto pressione l'area degli 1,17, aggiornando i minimi di periodo. Come cambia lo scenario per il cross e quali le attese nel breve?

Il ribasso dell'euro-dollaro era partito in occasione dell'ultima riunione di politica monetaria della Fed di cui avevamo parlato la scorsa settimana, sottolineando il fatto che il mercato aveva creato grandi aspettative di ulteriori pacchetti di stimolo.

Attese che sono state più o meno deluse da Powell che ieri nell'audizione alla Camera ha reiterato il messaggio già inviato ai mercati, che era di scarica barile nei confronti del Congresso relativamente ad ulteriori misure di stimolo all'economia.

Questo ha provocato un riacquisto di dollari iniziato la scorsa settimana, dopo che Powell ha detto chiaramente che la Fed sta facendo la sua parte e ora la palla passa alla politica.

Come sappiamo quest'ultima è in piena campagna elettorale, quindi molto difficilmente si troverà per ora un accordo sul nuovo pacchetto di stimoli.

L'ulteriore massa di liquidità su cui scommetteva il mercato e su cui si era spostato vendendo dollari, è improbabile che arrivi nell'entità annunciata o stimata dagli analisti.

Già da qualche giorno l'euro-dollaro premeva al ribasso, dopo le dichiarazioni di alcuni esponenti della BCE che avevano fatto notare che il cambio era un po' troppo elevato.

Si è avuto così un rapido calo verso quota 1,17 e ulteriori flessioni per l'euro-dollaro sono anche possibili, ma a mio avviso non saranno molto pronunciate.

Probabilmente il nuovo territorio di stabilità del cross, che prima viaggiava tra 1,18 e 1,19, sarà tra 1,165 e 1,175/1,18.

Ci siamo spostati quindi più in basso di un notch, ma non prevedo grandi estensioni al ribasso dai livelli attuali, comunque non oltre area 1,165.

C'è da dire che la discesa dell'euro-dollaro ci ha tirati fuori da un'area laterale abbastanza precisa tra 1,175 e 1,195.

Ora se dovessimo guardarlo dal punto di vista tecnico, il cross potrebbe scendere molto, ma sotto il profilo fondamentale è molto difficile che ci saranno scossoni particolari almeno nelle prossime sedute.

L'oro continua a perdere terreno scivolando sotto quota 1.900 dollari. C'è il rischio di un ritorno sui recenti minimi di periodo?

L'oro è uscito dalla trendline rialzista di lungo periodo, seguendo al ribasso il movimento dell'euro-dollaro, ricordando cue il rialzo precedente è stata guidato dall'alternatività rispetto al biglietto verde e ai tassi di Fed Fund, che il mercato non prezza più con lo stesso livello di accomodamento che si registrava prima di fine agosto.

Questo ha riportato il prezzo del gold intorno ai 1.900 dollari e anche al di sotto: ora si potrebbe assistere ad una discesa fino ai 1.870 dollari prima di una stabilizzazione.

Anche il petrolio ha frenato il suo recupero, muovendosi poco sotto area 40 dollari. Quali le attese nel breve?

Il petrolio è uscito al ribasso da area 41-45 dollari e questo proietta i prezzi su livelli decisamente più bassi di quelli che ci si aspettava.

La ripresa del coronavirus e le stime di un'attività economica minori di quelle indicate ad agosto, hanno contribuito a deprimere un po' l'oro nero.

Quel tentativo di recupero di area 45 dollari per il momento è fallito, ricordando che quello che conta nel medio termine è la dinamica della domanda che ancora langue.

Se andiamo a guardare gli elementi a disposizione degli analisti in questo momento, si nota una ripresa più debole di quella che ci si aspettava, per cui questa discesa del petrolio è giustificata.

Probabilmente le quotazioni si manterranno ancora sotto i 40 dollari al barile e uno stazionamento al di sotto di questa soglia vedrebbe come area di stabilità i 39/38,5 dollari.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali indicazioni ci può fornire per le Borse? Cosa aspettarsi?

Vedo tanta cautela sui mercati azionari, nel senso che il trend rialzista è forse lontano ormai e sicuramente siamo entrati in una fase di consolidamento delle quotazioni. 

Le Borse stanno seguendo una dinamica analoga a quella delle materie, considerando che i due asset sono molto concatenati.

Quando c'è una sensazione di mancata ripresa o di indebolimento della dinamica di quest'ultima sulle materie prime, ciò si riflette anche sull'azionario.

C'è molta cautela anche perchè tante persone che avevano visto una ripresa a V dei listini dopo ogni discesa, ora si stanno un po' ridimensionando.

Nella mia visione i mercati stanno cercando di prezzare quella che sarà l'economia in vista delle elezioni presidenziali Usa prima e poi della chiusura dell'anno.

C'è molta preoccupazione che si traduce poi in discese improvvise come quelle viste negli ultimi giorni e che per ora non hanno dei rimbalzi importanti.

Da un punto di vista tecnico si parla di trend ribassista quando non si riesce a superare il massimo precedente, come di fatto sta accadendo ora.

Siamo molto probabilmente in una fase di correzione che potrebbe perdurare, anche e soprattutto perchè quella liquidità attesa è stata smentita almeno per il momento.

Non escludo quindi ulteriori ribassi dell'azionario, anche se difficilmente vedremo dei crolli perchè in prossimità delle elezioni Usa la stessa Fed non permetterà scossoni come quelli visti a febbraio e marzo scorsi.