Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro è stato respinto da quota 1,18 e si trova ora circa una figura più in basso. Quali le attese nel breve?

Mi aspetto una parziale risalita dell'euro-dollaro per due motivi: il primo è che molto probabilmente avremo una situazione in cui prima delle elezioni presidenziali Usa il famoso accordo su nuovi stimoli fiscali non arriverà, quindi il dollaro perderà di valore.

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Il secondo motivo per cui mi aspetto un recupero del cross è che gli investitori in questo momento si stanno decisamente posizionando a favore delle valute europee, quindi euro e sterlina.

Questo perchè pensano che lo cambio incrociato di ultimatum tra Regno Unito e Unione Europea sia soltanto un fuoco di paglia e che alla fine si arriverà ad un accordo.

Mi aspetto quindi un euro-dollaro in ripresa e come primo target vedo quota 1,18, cui dovrebbe seguire poi una fase di stabilizzazione tra 1,18 e 1,185.

L'oro non è riuscito a confermarsi per ora sopra quota 1.900 dollari. Cosa può dirci di questo asset?

Anche l'oro segue la stessa dinamica di indebolimento del biglietto verde e la mia idea è che possa tornare abbastanza stabilmente sopra quota 1.910-1.915 dollari, con la possibilità di arrivare fino a 1.920 dollari anche piuttosto rapidamente.

Ci sarà poi anche in questo caso un consolidamento delle quotazioni perchè non vedo fortissimi rialzi per l'oro in questa fase in cui tutto è in attesa di vedere gli sviluppi.

Le Borse nel complesso stanno andando bene e questo probabilmente veicolerà parte degli investimenti dagli asset sicuri a quelli di rischio.

L'oro di fatto sale per effetto inverso, cioè per la sua alternatività ai tassi americani e alla forza del biglietto verde.

Il petrolio ha provato a spingersi anche oltre i 41 dollari, salvo poi tornare indietro. Quali indicazioni ci può fornire?

Tutto dipenderà dalle azioni dell'Opec che ha già annunciato la possibilità eventualmente di estendere i tagli alla produzione o di riportare un regime degli stessi di circa 900mila barili al giorno.

Questa notizia, insieme all'indebolimento del dollaro, ha spinto al rialzo le quotazioni del petrolio per i quali i 41 dollari rappresentano il livello di guardia da monitorare con attenzione.

Se l'oro nero dovesse superare la soglia dei 41 dollari avrà come primo target i 41,5 dollari, con obiettivo successivo a 41/41,2 dollari.

Nel complesso l'outlook per il petrolio lo vedo in rafforzamento, ma gli equilibri e i movimenti sono sempre limitati nel tempo.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali indicazioni ci può fornire per le Borse?

Le Borse oggi stanno vivendo una seduta negativa per via dei rinnovati timori legati al coronavirus.

Mi aspetto però la conferma di uno scenario positivo, anche in vista della pubblicazione delle trimestrali societarie che dovrebbero essere altrettanto positive.

Le prime già pubblicate hanno consegnato numeri incoraggianti e le altre in arrivo dovrebbero seguire questo trend.
C'è fiducia sui mercati che però non possono non fare i conti con le incertezze legate alla diffusione del coronavirus.