Di seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione di Piazza Affari e sulle strategie da seguire per diversi titoli.
Pietro Paciello vi aspetta il lunedì e il venerdì alle ore 16 con il Market Talk OPENING BELL - NewTraderLab. Per info clicca qui.

L'euro-dollaro è sceso di oltre tre figure dai recenti top in area 1,20. E' stato raggiunto un livello da cui ripartire al rialzo o è presto per dirlo?

Per l'euro-dollaro la logica ribassista si sta accentuando in quanto, dopo una evidente divergenza ribassista su dinamica giornaliera, il cross ha violato al ribasso un'area supportiva importante, ossia quella di 1,175.

Sotto questa soglia non ci sono particolari configurazioni tecnico-grafiche degne di interesse e quindi ora va valutato se l'euro-dollaro cercherà un pull-back ribassista in area 1,175 o se al contrario proseguirà nella sua discesa verso il prossimo supporto che vedo in are a 1,15.

Da monitorare con molta attenzione i movimenti dell'euro nelle prossime sedute perchè saranno molto significativi e non dimentichiamo che è la valuta primaria con cui si quota la forza o la debolezza del dollaro.

I mercati azionari non stanno apprezzando un biglietto verde in rafforzamento, quindi un euro che prosegue la sua discesa verso area 1,15 porterebbe ancora debolezza sulle Borse.

Se al contrario una ricerca di forza vero area 1,175 dovesse concretizzarsi per l'euro-dollaro, questo restituirebbe per qualche ora/giorni un po' di tranquillità all'azionario.

La verità è che se l'euro è il driver, c'è da dire che in questo momento è in una situazione grafica molto compromessa al ribasso e ancora non completa fino a 1,15.

I rischi al ribasso ci sono e mi sembra che i mercati in questo ore stiano guardare con attenzione a quello che fa il dollaro.
Se quest'ultimo continuerà a rafforzarsi, l'azionario soffrirà ancora.

Il dollaro-yen appare meno rilevante dal punto di vista intermarket in questa fase?

Dal punto di vista intermarket il dollaro-yen si è mosso con un discreto anticipo allorquando il biglietto verde ha iniziato il recupero contro yen ed euro.

Contro la valuta nipponica il recupero del dollaro è partito con divergenza rialzista in zona 103,9/104.
Mentre l'euro-dollaro lascia davvero spazio di interpretazione, per il dollaro-yen la situazione è più tradizionale.

In questo momento il cross sta impattando una piccola resistenza di breve a 105,5 e la successiva la stimo a 105,8/105,85.

Il pericolo però i mercati però non è dato tanto dalle oscillazioni del dollaro-yen, quando dell'euro-dollaro che ha una configurazione tecnica più compromessa. 

L'oro sta risalendo dopo essere sceso sotto i recenti minimi. La fase di negatività si può considerare conclusa?

L'oro è quotato in dollari, quindi la recente decelerazione è sicuramente figlia del rafforzamento della valuta Usa.

Sul gold c'è da evidenziare che ha tentato in maniera molto evidente una strenua difesa del supporto statico in zona 1.900 dollari, ma non ci è riuscito ed è sceso al di sotto di questo livello.

L'oro nelle ultime ore, complice un moderato tentativo di indebolimento del dollari, sta provando a rimbalzare un po'.
Lo scenario tecnico è operativo è molto simile a quello dell'euro: l'oro è chiamato ad un test di area 1.900 dollari che sarà potenzialmente un pull-back ribassista.

Al momento vedo quindi un tentativo di recupero del gold verso la precedente zona di supporto e quando arriverà in quell'area i nodi verranno al pettine.

Il petrolio si sta riposizionando al di sopra di area 40 dollari. C'è spazio per ulteriori rialzi nel breve?

La situazione del petrolio è molto complicata in questo momento, anche se guardando il grafico di lungo termine è abbastanza evidente che sta per esplodere.

Credo che l'oro nero sia al momento un asset neutrale, nel senso che ai valori attuali non da fastidio a nessuno, ma attenzione perchè sta caricando una grande molla.

Un petrolio che sale sarebbe un segnale positivo per le Borse, mentre una discesa sotto i 36 dollari sarebbe un'indicazione molto negativa.

I tempi mi sembrano maturi visto che il triangolo in cui si sta muovendo il petrolio si è chiuso, quindi mi aspetto che la prossima settimana possa essere quella dell'oro che diventerà un po' il driver della situazione.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali indicazioni ci può fornire per le Borse?

Credo che in questo momento la logica corretta di interpretazione del mercato azionario sia vendere la forza.
Un po' tutti hanno ormai compreso che determinate accelerazioni delle Borse ce le possiamo dimenticare.

I mercati azionari sono compromessi al ribasso e credo che sia abbastanza esemplificativo guardare in questo momento al Nasdaq come indice di riferimento.

Il listino tecnologico ha portato su tutto e ora sta portando giù tutto, dopo essere partito con accelerazione ribassista con una bella divergenza short.

In questo momento stiamo valutando la prima ondata che mi sembra abbastanza consistente e profonda.
Personalmente voglio vendere la forza ed entrare short ma non sugli attuali livelli di prezzo che a mio avviso non offrono convenienza in termini di rischio-rendimento.

Spero che ci sia un buon rimbalzo dei mercati azionari, ma sarà da vendere e non da comprare.
Lo scenario mi sembra compromesso, salvo che poi il petrolio non sorprenda al rialzo e l'euro-dollaro smetta di scendere.

Al momento attuale il Nasdaq chiama short e dopo un'eventuale fase di accumulo che mi auguro ci sia, ritornerà la distribuzione perchè vedo i mercati compromessi al ribasso.

Non vedo prossime nuove vendite, ma su livelli più alti degli attuali dobbiamo prepararci a dei flussi di vendita importanti.