Di seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione di Piazza Affari e sulle strategie da seguire per diversi titoli.
Pietro Paciello vi aspetta il lunedì e il venerdì alle ore 16 con il Market Talk OPENING BELL - NewTraderLab. Per info clicca qui.

L'euro-dollaro continua ad arretrare dopo il mancato superamento di area 1,10, mentre il dollaro-yen è poco mosso in area 107,5. Quali indicazioni ci può fornire per questi due cross?

Dal punto di vista pratico quello che abbiamo rivelato negli ultimi giorni è che il mercato ha apprezzato una svalutazione del dollaro per sostenere le quotazioni degli indici azionari.

A differenza della correlazione storica che è sempre stata: dollaro forte/Borse forti, in una fase particolarmente critica dell'economia, evidentemente anche agli americani conviene svalutare.

La svalutazione evidente del dollaro, soprattutto contro l'euro fino a poche ore fa, è servita agli indici nordamericani a realizzare un allungo da cui ora stanno ripiegando.

Proprio nel pomeriggio si è evidenziato un euro-dollaro in fase di decelerazione e contestualmente anche Wall Street innesta un po' la retromarcia.

Non sono ancora nelle condizioni di classificare questo movimento come un'inversione di lungo periodo, ma è utile constatare la nuova correlazione che sta guidando l'andamento dei mercati e la propensione al rischio degli operatori.
Attualmente possiamo affermare: dollaro debole/Borse forti e dollaro forte/Borse deboli.

Guardando da vicino il grafico dell'euro-dollaro su una dinamica H4, notiamo un'area supportiva in zona 1,08, livello che in passato ha garantito ottimi recuperi da parte della moneta unica.

Come resistenza abbiamo invece area 1,10 e come è facile desumere dal grafico allegato, il mercato in questo momento è nella zona mediana di questo triangolo, quindi un'area in cui è difficile posizionarsi.

Bisognerà attendere che l'euro-dollaro si riporti nella zona inferiore o in quella superiore del range che ho citato, per innescare delle dinamiche operative.

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Se l'euro-dollaro dovesse recuperare, potrei attendermi un recupero anche dell'azionario, mentre se il cross dovesse dirigersi verso area 1,08, a quel punto credo che la discesa partita ieri a Wall Street potrebbe proseguire.

Passando al dollaro-yen notiamo che in queste ore ha un modo di muoversi un po' più neutrale.
Quando ho citato la nuova correlazione tra dollaro e Borse, devo dire che non trovo la stessa fluidità grafica e di ragionamento sul dollaro-yen.

Il cross sembra essere entrato in una dinamica di trading range abbastanza definita, visto che ormai è noto che si è creata una figura di doppio massimo intermedio in zona 108 che rimane quindi l'ostacolo da superare per poter pensare a nuovi allunghi.

A livello supportivo il dollaro-yen appare un po' più sporco e in questo caso parlerei di livelli statici.
Credo che nuovi spunti direzionali di questo cross siano subordinati al rialzo dalla rottura di area 108/108,1 e al ribasso dalla violazione dei minimi della scorsa notte a 107,3, sotto cui partirebbe una correzione abbastanza profonda.

Anche per il dollaro-yen siamo in un'area poco significativa per muoversi, quindi aspetterei evidentemente il touch o la violazione dei livelli indicati prima di avviare un nuovo posizionamento operativo.

L'oro non è riuscito a confermare sopra i 1.750 dollari violato nei giorni scorsi. Cosa aspettarsi dai valori attuali?

Mi sembra che l'oro si stia muovendo in maniera graficamente molto tecnica: ha presentato una gigantesca divergenza ribassista in zona 1.765 dollari, quindi sui massimi di periodo.

Da lì il gold ha iniziato a decelerare e ricordo che contestualmente a ciò c'è stata la realizzazione di nuovi massimi relativi in Borsa e questo se vogliamo ha restituito un po' quel ruolo di bene rifugio che sembrava aver perso.

Penso che il gold abbia recuperato un po' di questo concetto operativo perchè l'ho visto di nuovo brillante ieri sera sull'indebolimento delle Borse che però è stato appena accennato e non c'è nulla di confermato al momento.

Operativamente ci sono dei livelli molto facili da identificare: un'area di resistenza a 1.742-1.743 dollari, superata la quale l'oro tornerebbe a salire con forza, mentre una chiusura sotto 1.720 dollari pregiudicherebbe fortemente la dinamica attuale.

Il petrolio torna indietro dopo il recente rally. Ritiene sia giunto il momento di passare alla cassa?

Come è noto lavoro molto con il pattern sulle divergenze che ho creato e che ho descritto nel mio libro "Trading Plan".
Sono rimasto anche io sorpreso da quanto il petrolio abbia recuperato, probabilmente era sceso troppo, quindi metà del rialzo è da ricondurre ad un annullamento di un eccesso precedente.

Al momento però vedo in H4 fare capolino una bellissima divergenza ribassista che però non è ancora innescata, in quanto il petrolio si è fermato in maniera precisa sul primo supporto dinamico come è visibile sul grafico allegato.

Nel caso in cui l'oro nero dovesse scendere sotto i 32/31,8 dollari, darebbe consistenza alla divergenza che ho citato perchè andrebbe a rompere il supporto dinamico che al momento ne contiene le quotazioni.
Questo farebbe innescare lo short, fermo restando che al momento si tratta di un working progress.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali indicazioni ci può fornire per le Borse?

Direi di guardare con attenzione a quello che succede a Wall Street, dove ieri in tarda serata c'è stato un timido segnale di prese di beneficio.

Sul grafico dell'S&P500 si è creata una zona di doppio/triplo massimo e normalmente si tratta di figure di inversione.
C'è da dire che nessun in questo momento sulla Borsa Usa sta spingendo su una dinamica ribassista, quindi per il momento sono semplici assaggi.

Fino a quando l'euro-dollaro si manterrà sopra 1,08 l'azionario sarà da comprare sulla debolezza, mentre sotto il livello appena indicato del cross mi aspetterei un ribaltamento delle posizioni.   

Per il momento mi sembra che sugli indici azionari ci sia una sorta di calma piatta, molto in alto, ma dovessi ipotizzare un concetto di storno darei un'occhiata all'euro-dollaro e anche ai livelli citati dell'oro.

Al momento gli indici azionari Usa mi sembrano ben costruiti al rialzo, salvo che l'S&p500 non perda area 2.900, visto che questo sarebbe un segnale di indebolimento.

Quest'ultimo però avrebbe profondità di azione solo qualora le variabili intermarket citate si muovessero in stretta correlazione.
Se non vedo un dollaro tornare a rafforzarsi, dubito che Wall Street stornerà.