Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro è tornato poco sotto quota 1,13 dopo aver fallito il tentativo rialzista ieri. C'è il rischio di nuovi cali a breve?

Come avevamo già segnalato nelle ultime interviste, l'euro-dollaro continua a mantenersi in un trading range che per adesso è confermato tra 1,12 e 1,135, ricordando che ieri il massimo è stato chirurgico a 1,1348.

Ora il cross è rientrato sotto area 1,13 e la movimentazione almeno per il momento continua a mantenersi in quest'ottica di oscillazione molto compressa tra i due livelli segnalati prima.

L'euro-dollaro si trova ora sulla parte mediana in attesa dell'appuntamento di domani, quando è prevista la riunione tra la Von der Leyen e i responsabili economici della Commissione UE con la Merkel, per capire quali possibilità ci sono che il piano sul Recovery Fund passi effettivamente entro il 18 luglio, giudicata come data ultima per l'approvazione affinchè entri in vigore da gennaio 2021.

Per il momento c'è un po' di apprensione sul mercato e mi aspetto lateralità per l'euro-dollaro nelle prossime giornate, con le oscillazioni racchiuse tra 1,12 e 1,135.

L'unico consiglio operativo che mi sento di dare è quello di comprare i minimi e di vendere i massimi.
Difficilmente avremo discese rilevanti dai livelli attuali, anche perchè la questione dei contagi negli Stati Uniti si sta intensificando e quindi ci potrebbe essere un po' di forza relativa dell'euro contro il dollaro.

Tra l'altro le Borse continuano ad essere piuttosto resilienti a mantenersi a ridosso dei massimi relativi, per cui in un contesto del genere il dollaro viene scaricato e questo ha un effetto positivo sul cross.

Ricordo in ogni caso che siamo in presenza di scenari facilmente invertibili, per cui invito a fare molta attenzione.

L'oro è ormai ad un passo da quota 1.800 dollari l'oncia. Si aspetta ulteriori rialzi?

L'oro come da lei appena detto viaggia in direzione dei 1.800 dollari e sembra ormai abbastanza scontato che ci arriveremo.

Si parla già di capire se il metallo già avrà la forza e la direzionalità di arrivare in area 1.900/1.915 dollari.

Il trend continua a mantenersi rialzista, ci sono elementi fondamentali che remano in direzione di un oro ulteriormente in salita, quali ad esempio la sua alternatività ai tassi americani che sono previsti a zero fino al 2022 a detta della Fed.

C'è poi un contesto in cui i mercati sono ancora sostenuti, ma il Vix segnala ad esempio che gli operatori sono piuttosto guardinghi.

Se a ciò aggiungiamo la consueta mancanza di liquidità dei periodi estivi, ecco che possiamo vedere delle oscillazioni anche importanti dell'oro.

Il petrolio sta provando ad attaccare nuovamente la soglia dei 41 dollari. Quali i possibili scenari nel breve?

Parlando del petrolio, almeno per il momento si fa fatica a vedere un vero e proprio recupero verso prezzi più elevati che portino a recuperare livelli sui quali si era rimasti in precedenza e mi riferisco ai 45-50 dollari al barile.

Sembra esserci però una certa forza relativa legata alle speranze per una ripresa dell'economia e quindi della dinamica della domanda di petrolio.

A ciò si aggiunga l'interesse dei Paesi produttori di procedere ad ulteriori tagli della produzione in caso di eventuali pressioni al ribasso sui prezzi.

L'oro nero quindi dovrebbe mantenersi su livelli prossimi a quelli attuali, fermo restando che vedo difficile una ripartenza vera e propria.

Mi aspetto un po' di compressione della volatilità intorno ai 40-41 dollari, quindi su livelli un po' più alti delle ultime settimane, ma a mio avviso non è ancora il momento di una ripartenza vera e propria.

Cosa può dirci in merito al recente andamento delle Borse e quali le prospettive per le prossime sedute?

Parlando delle Borse ci sono diversi elementi da tenere in considerazione e il primo è quello relativo al Vix di cui parlavamo prima.

L'indice di volatilità mostra segnali di nervosismo degli operatori, con le Borse in prossimità dei recenti massimi, basti pensare ai nuovi record storici del Nasdaq Composite.

Tendenzialmente quindi c'è forza, guidata dall'enorme massa di liquidità immessa dalle Banche Centrali.
Queste ultime però stanno iniziando a comprare meno titoli di Stato e non si può ignorare che la ripresa dell'economia sembra meno forte del previsto, quindi il famoso rimbalzo a V sarà più probabilmente una U per molti dei Paesi mondiali, inclusi gli Stati Uniti.

Tendenzialmente le Borse potrebbero essere arrivate e ciò è dimostrato anche dal fatto che l'S&P500 ad esempio fatica a superare i 3.200 punti.

Siamo ancora in quel contesto del mercato canguro in cui oscilliamo anche di diversi punti percentuali, ma non ci spostiamo particolarmente e non riusciamo a superare i massimi.

E' difficile fare una previsione perchè siamo sui top di periodo, il trend continua ad essere positivo e se da una parte non si va contro il trend per il momento, dall'altra si sta attenti ad eventuali pressioni ribassiste che potrebbero sfociare in un ritracciamento anche piuttosto importante.

Per l'S&P500 terrei sotto controllo i 3.200 punti, superati i quali si aprirà la strada ad ulteriori rialzi, ma se l'indice non dovesse farcela probabilmente andrà incontro ad un consolidamento che potrebbe riportarlo verso i 3.100 e i 3.000 punti.

E' reale a mio avviso il rischio di brutte sorprese per le Borse, anche perchè sappiamo che in estate la liquidità è minore.