Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

I mercati azionari continuano a rimanere con i nervi scoperti malgrado gli interventi delle Banche Centrali e dei Governi. La negatività in atto è destinata a durare per le Borse?

Proprio ieri all'apertura dei mercati Usa, davamo un titolo ad una nostra pillola inviata ai nostri fedeli abbonati alla lettera ed alla consulenza ed assistenza operativa, e titolavamo: "Grande confusione".

Il motivo di questa scelta va spiegato alla luce di una grande difficoltà nell'interpretare, ed ancor prima analizzare, i mercati finanziari di ogni parte del mondo.

In modo particolare quello domestico, ma il riferimento è più in generale all'Europa e anche agli Stati Uniti<.
La prima seduta della settimana ci porta subito a constatare come sia reattivo il Ftse Mib al solo minimo variare del numero degli infettati dal virus,  venerdì e ieri in modesta stabilizzazione/diminuzione.

Staremo a vedere poi se i prossimi dati saranno forieri o meno di una prosecuzione positiva in tal senso.

Ieri, dopo la forte negatività dei futures sugli indici Usa nella fase di pre-apertura, alla notizia di misure "illimitate" da parte della Fed a sostegno dei mercati e delle imprese, gli indici si sono ripresi con un'apertura poco sopra la parità.

Dopo pochi secondi però i listini sono sprofondati, segnando perdite anche superiori al 4%, per poi limitare in qualche modo i danni prima del close.

Piazza Affari ieri è stata la Borsa migliore, mantenendo però pur sempre un ragionevole segno negativo, com una chiusura attorno all'1%.

Sarebbe inutile in queste fase parlare di numeri e di livelli, poiché l'analisi tecnica qui c'è entra ben poco!
Appunto, come dicevamo in apertura, "grande confusione".

A Piazza Affari il Ftse Mib sta provando ad allungare la distanza dai minimi della scorsa ottava ad un passo dai 14.000 punti. Si aspetta ulteriori recuperi nel breve?

Tutto sommato un buon risultato quello di ieri a Piazza Affari, con l'indice Ftse Mib e il relativo future con scadenza giugno che hanno registrato escursioni di circa 1.000 punti.

L'indice si è fermato in area 15.500 e il future a ridosso dei 15.250 punti, ben sopra i minimi dei giorni scorsi toccati rispettivamente in area 14.500 e 14.000.

Da segnalare che al momento siamo poco lontani dai 16.000 punti di indice Ftse Mib e dai 15.500 di future, che costituirebbero la base di costruzione di un più ampio range di medio termine tra i 16.000 e i 18.000 punti, già indicato da tempo ai nostri abbonati.

Vorresti scoprire come trarre il massimo profitto da Piazza Affari?

Iscriviti da qui per rimanere sempre aggiornato sugli eventi di formazione gratuita di Trend-Online.com

Abbiamo suggerito da metà della scorsa settimana di iniziare ad accumulare in piccole quantità alcune blue chips come Intesa Sanpaolo, Telecom Italia nella versione risparmio, ENI, e con un poco più di prudenza FCA e Leonardo.

L'esposizione su questi titoli dovrà essere realizzata assolutamente solo con acquisto di opzioni call out the money con scadenza giugno o successive.

ENI e Saipem restano sotto i riflettori sulla scia del pesante sell-off che ha colpito il petrolio. Quali indicazioni ci può fornire per questi due titoli?

Tra i due titoli del settore oil continuiamo a preferire sempre e decisamente la più liquida e solida ENI, che dovrebbe però a breve riappropriarsi di un'area, quale quella degli 8 euro, più consona ad un titolo che da anni viaggiava in un range ben definito fra 12,50/13 e 15,50/16,50 euro.

Anche se per l'esercizio 2020 ENI dovesse limare l'ottimo dividendo, ai prezzi attuali staccherebbe nel 2021 una cedola con un rendimento a doppia cifra.

Pensiamo che mantenendo invece la cedola proposta per l'esercizio 2019 , si andrebbe nella migliore delle ipotesi, anche sopra il 10%.

Accumulare quindi ENI con le sole opzioni call in acquisto, leggermente out the money e con scadenza giugno.

Tra i bancari qual è la sua view su Banco BPM e Ubi Banca e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

A Banco BPM preferiamo decisamente Ubi Banca, che dovrebbe ancor di più stringere i tempi ed accordarsi più facilmente sul concambio con Intesa Sanpaolo.

Per Ubi Banca non suggeriamo lo strumento delle opzioni, poco liquide e quindi con spread esagerati, ma un piccolo acquisto tattico a questi prezzi molto sacrificati.

Poi dopo lo scambio, ricevendo azioni Intesa Sanpaolo, e con un probabile mercato meno sacrificato, ma certo non euforico, se mao sarà il caso di alleggerire/vendere Ubi Banca, e/o acquistare opzioni call.

Il nostro consiglio è di rimanere fuori comunque da altri titoli bancari, mantenendosi fedeli esclusivamente al numero uno del settore, Intesa Sanpaolo, e forse al numero due, Unicredit, con acquisto sempre più di opzioni.

Il petrolio continua a perdere terreno, mentre sa risalendo la china l’oro che si è riportato sopra quota 1.500 dollari. Cosa si aspetta per questi due asset?

Analizziamo da sempre il WTI che stimiamo, vista anche la poca intenzione di Trump di far fare la pace a Russia e Arabia Saudita, possa ritestare per la terza volta area 20/20,50 dollari ed andare anche poco sotto la stessa.

Su questa soglia ci sarà probabilmente una difesa di Trump, ma per salvare dalla bancarotta le centinaia di società che si erano rimesse nell'estrazione dello Shale oil.

Questo grazie anche al livello dei 60-65 dollari raggiunto dal WTI nel 2019, soglia di prezzo che consentiva l'economicità ed il guadagno, con un prezzo di estrazione fra i 35 e 40 dollari.

Consigliamo di stare alla larga dal petrolio, un asset poco decifrabile e sensibile a troppe variabili, tra cui la fluttuazione del dollaro che ne inficerebbe in parte l'eventuale guadagno.

Oro ed Argento, finita la fase di alleggerimento, dovuta a cessione di posizioni per compensare perdite su azioni e titoli di Stato e margini, potrebbero  riprendersi, ma difficilmente dovrebbero ritornare e ancor meno superare i massimi raggiunti ad inizio 2020.