Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

I dati sul lavoro Usa di dicembre hanno allentato i timori degli investitori sulle prospettive dell'economia americana. Ritiene che l'entusiasmo di venerdì scorso possa trovare un seguito nel breve sulle Borse UE e Usa?

In effetti si sono creati un po' di "incroci" anticipati o ritardati.
Mi spiego: prima c'è un intervento ufficiale della Fed e di Trump, spaventato da tanta aggressività del Board guidato da Powell, anche se non può accadergli nulla, per statuto e legge.

Visto il temuto rallentamento della locomotiva Usa e di alcuni importanti dati che lo fanno prevedere, il presidente della Fed ha annunciato che sarà molto cauto ed accomodante, se si dovessero prendere delle decisioni diverse da quelle annunciate non più tardi del mese scorso. Si parla quantomeno di un paio di aumenti dei tassi nel 2019, anche se senza fretta.

Abbiamo avuto quindi un uno/ de micidiale, che riporta il Dow Jones dai 21.700 punti del ponte di Natale, ai 23500 odierni, con la contemporanea uscita dei dati stratosferici sull'occupazione del mese di dicembre, con oltre 300.000 nuovi posti di lavoro, quasi il doppio del previsto.

Tanto è bastato per riscaldare ulteriormente i mercati Usa ed influenzare in parte in chiusura quelli europei.
Anche se l'inflazione Usa rimane "ottimamente ragionevole" e sotto la linea di guardia, come farà il povero Powell a non aumentare i tassi ed a rimangiarsi il tutto? Fino a qualche giorno fa il mercato prezzava anche un 50% di possibilità addirittura di un piccolo taglio dei tassi!