L'Europa, dopo essersi accodata agli Usa nel 2017 e nel 2018, con una timida ripresa, a macchia di leopardo, sta stentando e si sta avvicinando ad una preoccupante stagnazione, dovuta anche alla Brexit.

Tensioni politiche e sociali per la Francia e blocco dell' export per Germania, anche per il dieselgate.

A Piazza Affari il Ftse Mib ha trovato un duro ostacolo in area 20.000 da cui è stato respinto con violenza. Quali scenari sono possibili nel breve?

Ancora peggiore la situazione per l'Italia, sempre fanalino di coda, che è tecnicamente in recessione, senza aver mai visto una seppur minima ripresa.

Per il future sul Ftse Mib con scadenza marzo, i 19.800/19.900 punti difficilmente saranno superati, perlomeno nel primo semestre dell'anno, tenendo presente che il future più attendibile in questa proiezione, quelli con scadenza giugno, non li supererà di certo, e neanche i 19.500 punti.

E' più facile che in questa fase pre-elettorale europea, a Piazza Affari si arrivi a toccare invece area 18.800 e successivamente, sempre con riferimento al future con scadenza giugno, i 18.200/18.300 punti, minimi già segnati lo scorso anno.

Quali indicazioni ci può fornire su Unicredit e Intesa Sanpaolo anche alla luce dei conti diffusi dai due gruppi nei giorni scorsi?

Si stanno verificando delle correzioni di ipercomprato di medio termine su Intesa Sanpaolo e di ipervenduto di medio termine su Unicredit.