Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Angelo Ciavarella, Head of Global Markets, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Il nuovo anno è partito nel segno dell'incertezza per le Borse, con il Ftse Mib sempre a poca distanza dagli ultimi minimi. Cosa prevede per le prossime sedute?

Ieri sono arrivati dati negativi dalla Cina con particolare riferimento all'attività manifatturiera che ha mostrato una frenata anche in Europa. L'unica nota positiva è stata quella dell'Italia dove l'indice PMI a dicembre si è rivelato leggermente migliore delle attese.

Le indicazioni macro hanno contagiato anche Wall Street ieri che però dopo una partenza negativa è riuscita a risalire la china, favorendo una rimonta anche dalle Borse europee.

Mi sembra in ogni caso che la turbolenza e la volatilità dell'ultimo trimestre del 2018 continueranno ad essere predominanti nel primo trimestre del 2019. Solitamente i primi tre mesi dell'anno sono abbastanza volatili, anche se i dati societari sono tendenzialmente buoni soprattutto per il settore retai, sulla scia dello shopping natalizio.

Il 2019 però sembra essere partito un po' con il piglio negativo e a Piazza Affari il Ftse Mib si mantiene a poca distanza dai minimi segnati poco sopra i 17.900 punti.
La mia idea è che i mercati azionari andranno a fare nuovi minimi prima di recuperare terreno, motivo per cui per il momento eviterei di fare acquisti strutturali di lungo periodo.

Per il Ftse Mib avremo primi segnali di positività solo con ritorni al di sopra dei 18.500 punti in chiusura di sessione, diversamente il trend rimarrà short. Al ribasso non è facile indicare dei target precisi visto che sono stati rotti dei livelli abbastanza importanti, ma come primo riferimento possiamo individuare per il Ftse Mib l'area dei 17.200/17.000, raggiungibile in caso di ritorni dell'S&P500 al di sotto dei 2.400 punti.