Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Angelo Ciavarella, Head of Global Markets, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Nelle ultime giornate c'è stata un po' di incertezza sui mercati azionari, basti ricordare il calo accusato ieri dal Nasdaq Composite. A Piazza Affari invece il Ftse Mib si muove in trading range al di sotto dei 22.500 punti: quali le attese nel breve?

Come avevo evidenziato nell'intervista della scorsa settimana, pensavo che il Ftse Mib sarebbe riuscito a violare al rialzo i 22.500 punti, anche perchè di fatto gli indici americani hanno continuato ad aggiornare i loro massimi storici. 

Sinceramente credevo che ci fossero gli estremi per una rottura del livello segnalato prima, ma pare che si sia un po' calmata l'ondata di acquisti, basti guardare anche al Dax30 che non riesce a mantenersi sopra i 13.000 punti per lungo tempo e questo è singolare. 

Wall Street nel breve potrebbe anche mollare un po' e l'S&P500 potrebbe scendere verso i 2.590/2.580 punti: nelle prossime giornate sarà importante seguire il dato sui non farm pay-rolls, per poi spostare lo sguardo al meeting della Fed la prossima settimana. 

L'impostazione di fondo resta comunque positiva, anche considerando che il Ftse Mib non ha rotto al ribasso valori importanti quali quelli dei 22.000 e dei 21.800 punti, quindi si potrebbe ancora avere qualche spunto positivo. 

Mi aspetto ancora una rottura rialzista di area 22.500, superata la quale ci sarà spazio per un allungo verso i massimi dell'anno in area 23.000/23.100. Al ribasso la soglia dei 21.800 punti dovrebbe reggere, anche perchè se ciò non accadesse lo scenario diventerebbe negativo, ma al momento ritengo poco probabile che ciò avvenga nel breve.