Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Angelo Ciavarella, Head of Global Markets, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

L'indice Ftse Mib continua a misurarsi con la resistenza dei 22.800/22.850 punti, al momento ancora inviolata. Si aspetta ulteriori progressi nel breve a Piazza Affari?

Come già indicato nell'intervista della scorsa settimana, al superamento dei 22.200/22.300 punti ci aspettavamo un'ulteriore accelerazione al rialzo da parte del Ftse Mib. Al momento mi sembra che il tono dei mercati sia tornato abbastanza positivo, basti pensare che non più tardi di ieri il Nasdaq Composite ha aggiornato i suoi massimi storici. Resta un po' più indietro l'S&p500 che è zavorrato da alcuni settori, ma i tecnologici e i bancari tirano.

A Piazza Affari l'area dei 22.800/23.000 funge ancora un po' da tappo per il Ftse Mib che potrebbe mantenersi intorno ai livelli attuali per qualche altro giorno, prima di dare vita ad un nuovo movimento direzionale.
Oltre quota 23.000 punti l'indice potrebbe spingersi verso i recenti massimi in area 23.800/24.000, mentre nel caso in cui l'S&P500 non dovesse riuscire a rompere i 2.800 punti, si potrebbe assistere ad un ritorno del Ftse Mib verso area 22.500 o anche poco sotto.

In Europa è un po' più debole il Dax per via dei dazi Usa che peserebbero sul listino tedesco più che su altri. Il Dax non riesce ancora ad avvicinare i 12.600 punti, che equivalgono più o meno ai 23.000 punti di Ftse Mib, quindi manifesta un po' di debolezza di fondo rispetto al nostro indice e ancor più in confronto a Wall Street.
Quando l'S&p500 si trovava sui livelli attuali il Dax viaggiava intorno ai 13.000 punti, quindi mostra ora una maggiore debolezza, malgrado l'euro-dollaro sia tornato indietro dopo la mancata rottura di area 1,25.