Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Alessandro Cocco, trader di Tag Group, al quale abbiamo rivolto delle domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro continua ad arretrare a grandi passi, scendendo anche sotto quota 1,10. Si aspetta ulteriori ribassi?

L'euro-dollaro potrebbe anche tentare di dare vita ad un recupero, ma al contempo segnalo che c'è ancora spazio al ribasso.

Notiamo che l'Rsi è praticamente al 50% e questo vuol dire che il cross potrebbe accusare ancora una spinta ribassista.

La volatilità oggi è in calo rispetto alla giornata di ieri e questo potrebbe offrire un'opportunità per un tentativo di inversione.

Al momento però la strada resta segnata al ribasso e una prosecuzione delle vendite avrà come primo target ora per l'euro-dollaro quota 1,087, sotto cui si guarderà ai minimi di febbraio a 1,0796.

La rottura di questo livello potrebbe spingere il cross addirittura fino a quota 1,057, ma è possibile che i supporti intermedi indicati poc'anzi riescano a frenare la caduta.

Con un ritorno al di sopra di area 1,10, l'euro-dollaro punterà subito alla prima resistenza di rilievo a 1,1098/1,11, oltre cui si potrà avere un allungo in primis verso area 1,124 e poi fino ad area 1,14/1,1410, senza escludere una puntatina fino ai recenti massimi poco sotto quota 1,15.

Come detto prima, oggi stiamo assistendo ad una leggera stabilizzazione della volatilità, ma questo non vuol dire che da domani l'euro-dollaro schizza al rialzo.

Potrebbe segnalare la fine del trend ribassista, come potrebbe essere anche una presa di fiato prima di una continuazione della tendenza in atto, visto che la forza relativa è poco sotto il 50%.

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L'oro oggi è tornato a scendere dopo il forte recupero della vigilia. Quali indicazioni ci può fornire per questo asset?

L'oro ha azzerato praticamente i guadagni conquistati con l'ultimo movimento rialzista che lo ha portato a toccare un massimo a 1.700 dollari.

Ora le quotazioni sono tornate al di sotto dei top di inizio settembre 2019 e si stanno muovendo nelle ultime giornate tra i 1.450 e i 1.550 dollari l'oncia, rispettivamente supporto e resistenza di un certo rilievo.

Se l'oro dovesse continuare a scendere, scenario da non escludere, potrebbe arretrare fino ai 1.380 dollari prima e i 1.350 dollari in seguito.

In caso di ripresa e di rialzo sopra la resistenza a 1.550 dollari, il gold si spingerà in avanti verso i 1.625 dollari prima e successivamente fino ai massimi di periodo in area 1.700 dollari.

Il petrolio continua ad affondare, spingendosi ad un passo dai 24 dollari al barile. Quale livello a suo avviso potrà frenare la caduta?

Onestamente già ieri non mi aspettavo la violazione dei recenti minimi da parte del petrolio che oggi peraltro continua a perdere pesantemente terreno.

A questo punto al rialzo un prima resistenza è in area 30,41 dollari, media dei prezzi battuti dei minimi del 2016.
Al di sopra di questo ostacolo il petrolio potrebbe spingersi a 36,63 dollari, massimo toccato esattamente una settimana fa.

Con la riconquista dei 36,63 dollari sarà credibile una chiusura del gap lasciato aperto a 41,65 dollari, ma è prematuro pensare alla materializzazione di un simile scenario.

Sul fronte dei fondamentali siamo su dei livelli di prezzo assurdi e mi aspetto che l'Opec farà qualcosa per risollevarli.

Volendo dare un target al ribasso per l'oro nero, la volatilità prevista sul grafico settimanale mi indica area 21/20,9 dollari.
In sintesi il petrolio può scendere ancora, malgrado la forza relativa sia ormai molto bassa.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali indicazioni ci può fornire per le Borse?

La Germania ha annunciato un importante stimolo fiscale, mentre è ben più contenuto quello dell'Italia.
Misure che al momento però non stanno avendo l'effetto di risollevare le Borse, anche perchè le notizie sul coronavirus restano negativo.

A livello mondiale continua a salire il trend dei contagiati e dei deceduti, per cui lo scenario dei mercati azionari resta ribassista.

Da considerare che le Borse non rispondono alla liquidità iniettata dalle Banche Centrali e dai Governi.

C'è da dire che i vari indici azionari sono su dei livelli di supporto che in teoria dovrebbero contenere i ribassi, ma l'incognita del coronavirus è davvero pesante e non è facile prevedere al momento la fine delle vendite.
Wal Street in particolare è entrata in un mercato orso e ha davvero tanto spazio per scendere.