Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Alessandro Cocco, trader di Tag Group, al quale abbiamo rivolto delle domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro sta risalendo la china dopo aver testato ieri area 1,075. si aspetta ulteriori rialzi nel breve?

Fino a quando l'euro-dollaro si manterrà al di sopra di area 1,08 rimarrà ben impostato per dare vita a nuovi rialzi verso la prossima resistenza a quota 1,09.

Se il cross riuscisse a superare questo ostacolo getterebbe le basi per un allungo verso gli 1,10 prima e in seguito in direzione di area 1,11 più in là nel tempo.

Incoraggiante per ora la tenuta di quota 1,08, mentre una chiusura al di sotto di questo livello aprirà le porte ad un test di 1,078/1,077 prima e in seguito dei minimi di ieri a 1,075.

Negativo sarà l'abbandono di quest'ultima soglia che vedrà l'euro-dollaro scivolare verso i recenti minimi toccati a quota 1,065, ultimo baluardo da difendere prima di un approdo in area 1,05.

Nel breve però sono più propenso a credere in una prosecuzione del rialzo e conferme positive in questa direzione giungeranno ancor più dalla riconquista di area 1,09.

L'oro oggi indietreggia dopo il forte rialzo messo a segno nelle ultime due sessioni. Cosa può dirci di questo asset?

Per l'oro la resistenza chiave da violare è quella rappresentati dai recenti massimi in area 1.700 dollari.

Al di sopra di questo livello ci sarà spazio per un rialzo verso i 1.750/1.760 dollari prima e in seguito in direzione di area 1.800, il raggiungimento della quale sarà anche possibile se la volatilità si manterrà su livelli elevati come quelli attuali.

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Nel breve sarà importante la tenuta dei 1.600 dollari, perchè un ritorno del gold al di sotto di questa soglia aprirà le porte ad una discesa verso il supporto dei 1.560 dollari.

Oltre questo livello la flessione dell'oro proseguirà verso area 1.500 dollari e successivamente fino ai recenti minimi a ridosso dei 1.460/1.450 dollari.

Anche il petrolio oggi si muove in calo dopo i forti recuperi delle ultime sedute. C'è spazio per ulteriori salite dai livelli attuali?

Dopo il rimbalzo fino all'area dei 28 dollari al barile, il petrolio è crollato nuovamente, scendendo a lambire la soglia dei 20 dollari, da cui sta provando a ripartire.

Ora la prossima resistenza di rilievo è proprio sui massimi della scorsa settimana in area 28 dollari, violata la quale il petrolio potra estendere il recupero fino ai 34 dollari.

Segnalo i massimi dell'11 marzo a circa 36,45 dollari, da considerare come tappa successiva del rimbalzo e solo oltre questo livello si potrà pensare ad una chiusura del gap del 9 marzo in area 42 dollari.

Al momento però il raggiungimento di queste soglie di prezzo appare decisamente lontano e per poter pensare ad un ritorno su tali valori bisognerà assistere ad un drastico mutamento dello scenario complessivo, cosa al momento altamente improbabile.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali indicazioni ci può fornire per le Borse? Cosa si aspetta nel breve?

Sembra che le misure messe in campo dalla Fed e dalla BCE nelle ultime giornate stiano iniziando a creare qualche effetto positivo sui mercati azionari.

Questi ultimi reagiscono anche per il fatto di aver toccato dei supporti importanti e sarà ora importante verificare se si tratterà di un semplice rimbalzo o di un rialzo più corposo e duraturo.

I timori però restano e personalmente non mi fiderei tanto, nel senso che non darei per scontato un rialzo delle Borse ora.

C'è il rischio infatti di assistere ad una o due sedute di recupero seguite da un ritorno delle vendite, vista anche l'elevata volatilità.

Siamo nel pieno della pandemia di coronavirus e se da una parte sta arrivando liquidità sul mercato da Banche Centrali e e Governi, dall'altra ciò non è sufficiente a considerare scampato il pericolo.

Non dimentichiamo che gli effetti collaterali di un'abbondante liquidità sui mercati rischiano di far male, motivo per cui, pur non negando i segnali di positività inviati nelle ultime giornate dalle Borse, manteniamo una view cauta.

Siamo in una fase in cui anche una semplice dichiarazione o un dato più negativo del previsto possono far crollare nuovamente i mercati azionari.

C'è una fragilità di fondo che costringe a mettere in preventivo nuovi affondi dei listini.