L'ultima bufera su Trump potrebbe aver scosso le certezze degli investitori Usa su un'agenda fiscale ed economica che è sempre più complessa. I timori aumentano e il primo a farne le spese è il dollaro. Ma potrebbe non essere il solo. La view di Vincenzo Longo, Market Strategist di IG. 

Il nuovo presidente francese, Emanuel Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno dichiarato che, se occorresse, i trattati potrebbero essere cambiati. E' l'alba di una nuova Europa? 

Questo è l’auspicio dei mercati. Dopo aver brindato allo scampato pericolo populista, gli operatori vedono nell’elezione di Macron la possibilità che cambino gli equilibri all’interno dell’eurozona e della stessa Ue. Certo è che le elezioni tedesche di settembre costituiscono un punto centrale in materia, pertanto nulla di significativo potrà esserci prima di quella data. Il cambiamento potrebbe essere di ampia portata se la Merkel dovesse uscirne sconfitta o se dovesse ricorrere ancora una volta a una “grosse koalition”. Non dobbiamo dimenticare, poi, che nel 2018 per l’Europa ci sarà un altro importante test: l’Italia. È in questo arco di tempo che va dall’autunno alla primavera del prossimo anno, che l’Europa dovrà impegnarsi verso una maggiore flessibilità per non rischiare di inciampare proprio sul Bel Paese, terza economia dell’area che da sola è in grado di minarne la stabilità.

Intanto Wall Street non smette di correre: nuovi record per l'S&P 500 e il Nasdaq. Quanto è ancora sostenibile la corsa?