Di seguito riportiamo l'intervista a Davide Biocchi, professional trader, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'Euro-dollaro sta tornando indietro dopo il bel rialzo della scorsa settimana. Il recupero visto fino ad ora è da considerarsi concluso?

In più occasioni nelle scorse settimana abbiamo parlato del canale laterale-ribassista che ci ha accompagnato da tempo.

Poi abbiamo visto un aumento della volatilità prima verso l'alto, con l'euro-dollaro balzato verso area 1,14, cui ha fatto seguito un boom verso il basso fino a nuovi minimi sotto quota 1,07 e ora siamo nel mezzo.

Con tutte le iniziative messe in campo dagli Stati Uniti conto l'emergenza coronavirus, in un primo momento tutti volevano dollari.

La scorsa settimana invece il biglietto verde è stato più debole nei confronti non solo dell'euro, ma di tante altre valute.

Mi aspetto che l'euro-dollaro cerchi di trovare un maggiore equilibrio, dopo che la volatilità è esplosa un po' su tutte le asset class.

C'è stato un bisogno di fare liquidità, basti pensare alla fuoriuscita pesante dal Bund, e ciò è da ricondurre non solo all'iniziativa dei privati, ma anche degli istituzionali.

La caccia al cash ha favorito la fuoriuscita anche dagli asset considerati solitamente porti sicuri e questo ha riguardato anche il mercato valutario.

Vorresti diventare un bravo come trader come Davide Biocchi?

Iscriviti da qui per rimanere sempre aggiornato sugli eventi di formazione gratuita di Trend-Online.com

Per l'euro-dollaro ora mi aspetto un trading range un po' più ampio di quello visto fino ad ora.
A parte gli eccessi, direi che questo intervallo dovrebbe collocarsi tra 1,08 e 1,12, con possibili movimenti verso 1,06 al ribasso e 1,14 al ribasso in caso di eccessi.

Guarderei all'euro-dollaro ora come ad un pendolo che ha raggiunto un'ampiezza di oscillazione abbastanza elevata e ora mi aspetto che tornerà ad oscillare intorno a quella media, speriamo meno violentemente.

Mi attendo quindi un assestamento del cross intorno a quota 1,10 e poi l'ampiezza dell'oscillazione sarà dettata dal nervosismo.

L'oro indietreggia anche oggi, mantenendosi per ora sopra quota 1.600 dollari. Cosa può dirci di questo asset?

L'oro presenta una situazione grafica molto chiari: i supporti li troviamo intorno ai 1.525 e ai 1.480 dollari, con estensioni fino a 1.440 dollari, come abbiamo visto 10 giorni fa.

Al rialzo la resistenza forte, da cui le quotazioni sono state respinte già tre volte, è in area 1.680/1.700 dollari.
Siccome il trend di fondo dell'oro è al rialzo, se ci sarà una rottura al rialzo dei 1.700 dollari, allora probabilmente ripartirà forte veros l'alto e nel frattempo tutta questa fase è un consolidamento.

Anche l'oro, come le altre asset class, è diventato più volatile e quindi possiamo aspettarci che si vada a cercare un maggiore equilibrio.

Il petrolio si sta riportando in area 20 dollari. Prevede ulteriori affondi nel breve?

Il petrolio può avere i suoi movimenti basati su due fattori: uno è dalla parte della domanda e dell'andamento del ciclo economico, l'altro è dal lato dell'offerta, con l'Opec che può limitare la produzione giornaliera e questo può avere un effetto favorevole sui prezzi.

I produttori hanno più o meno rinunciato a calmierare le quotazioni agendo sulla leva della riduzione dell'estrazione, in questo momento il prezzo risponde solo alla dinamica della domanda.

Detto che il petrolio è una commodity e non un'azione, e quindi il suo prezzo non può andare a zero, ci sono dei limiti nella discesa in cui anche l'ultimo dei produttori capitola.

Più scende il prezzo e più aumentano i siti che fermano la produzione perchè costa loro più di quello che incassano.

Sappiamo che i russi stanno facendo una guerra sui prezzi con l'Arabia Saudita, ma le quotazioni del petrolio con il tempo saranno destinate a salire, visto che la guerra in atto prima o poi troverà una soluzione e che la domanda tornerà a salire.

Credo che l'oro nero non sia molto lontano dal trovare un fondo alla sua crisi, ma è altrettanto vero che non si può pensare ad una ripresa a V.

I prezzi ripartiranno al rialzo nel momento in cui le condizioni della congiuntura globale spingeranno a riattivare la produzione, ma è difficile dire quando ciò potrà avvenire.

Se il petrolio fosse un'azione personalmente penserei anche ad acquistarlo ora, tenendo presente che è uno degli asset crollati di più, ma è anche uno dei pochi che ha in atto una formazione di una L che sa di un consolidamento del prezzo.

Mi sembra palese che i 20 dollari rappresentino un baluardo importante per l'oro nero e non sarà così facile allontanarsi di molto al ribasso da questo valore.

Se il petrolio dovesse tornare a recuperare, potrebbe anche salire parecchio, segnalando una prima resistenza di brevissimo periodo a 27-28 dollari al barile.

Per pensare invece ad un ritorno intorno ai 55-60 dollari al barile sarà necessario un periodo di tempo piuttosto lungo. 

Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali indicazioni ci può fornire per le Borse?

Parlando di Piazza Affari, abbiamo capito che per il Ftse Mib ora si trova intorno ai 14.000 punti, il raggiungimento dei quali ha portato ad una bella reazione.

A mio avviso se il Ftse Mib dovesse tornare in area 14.000, credo che le persone potrebbero tornare ad acquistare lì, segnalando che la soglia appena indicata è anche uno spartiacque.

Sotto i 14.000 punti infatti nulla di proteggerebbe dai minimi del 2012 e del 2009 in area 12.300. Verso l'alto si è creata una fascia di prezzo che va dai 17.600 ai 18.900 punti per il Ftse Mib.

Vedo come possibile per l'indice un tentativo di consolidamento a questi livelli e se ciò avverrà più in alto o più in basso dipenderà probabilmente dai numeri macro che arriveranno nel frattempo.

Questa settimana sono attesi alcuni importanti dati di sentiment e mi riferisco all'indice PMI servizi che in Italia in particolare potrebbe crollare a 21 punti.

C'è poi l'indice ISM negli Stati Uniti e venerdì i pay-rolls che, con una fotografia a fine marzo, ci diranno dove sarà finita la disoccupazione Usa che potrebbe essere salita notevolmente.

Come detto prima mi aspetto che il Ftse Mib consolidi nel range indicato prima e a seconda di come verranno fuori i dati questa settimana, potrà essere che la congestione avvenga nella parte alta o in quella bassa del range.

Se però il Ftse Mib dovesse avere la forza di andare al rialzo oltre il range 17.600-18.900, allora vorrà dire che il mercato fino ad ora ha scontato un eccessivo pessimismo.

Da questa settimana inizieremo ad avere dei dati macro che risentiranno già dei primi effetti del coronavirus, quindi ora la Borsa inizierà ad interrogarsi nuovamente sull'andamento della macroeconomia.

Per il Ftse Mib non ho al momento la percezione che si andrà sotto i 14.000 punti, ma se si scendesse oltre si andrà sui minimi in area 12.300.

Al rialzo mi sembra abbastanza illogico per ora un superamento deciso dei 18.900/19.000 punti al rialzo, perchè a mio avviso il danno vero l'economia lo deve ancora percepire.

Qualche sorpresa nelle prossime sedute potrebbe esserci perchè si andranno a valutare i primi impatti del coronavirus sulla macroeconomia e il Ftse Mib, al pari degli altri indici