Di seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione di Piazza Affari e sulle strategie da seguire per diversi titoli.
Pietro Paciello vi aspetta il lunedì e il venerdì alle ore 16 con il Market Talk OPENING BELL - NewTraderLab. Per info clicca qui.

L'euro-dollaro in chiusura di settimana ha strappato al rialzo spingendosi oltre quota 1,11. Cosa si aspetta nel breve?

Vedo in questo momento che i mercati stanno intraprendendo una nuova strada, figlia della situazione complessiva.
Allorquando le Banche Centrali, Fed e BCE, hanno messo in campo le mosse possibili e immaginabili, il mercato sta riscoprendo un vecchio tema, in cui peraltro noi italiani eravamo abilissimi, ossia quello della svalutazione competitiva.

Nelle ultime giornate, fino a giovedì, abbiamo visto un andamento quasi gemellare dell'euro-dollaro e dell'S&P500, con i due asset saliti e scesi insieme.

Un mercato che premia un dollaro debole non è riscontrabile storicamente ed evidenzia il fatto che le piattaforme continentali stanno iniziando una vera e propria guerra valutaria sulla svalutazione competitiva.

Nella sessione di giovedì il dollaro si è indebolito e questo si è tradotto in un poderoso allungo dei listini azionari, cosa non avvenuta invece venerdì quando le Borse sono scese parallelamente alla flessione del biglietto verde.

Da vedere ora se nei giorni a venire dovesse perdurare la nuova correlazione vista fino a giovedì, dollaro debole-Borse forti, o se al contrario sarà ripristinata quella vecchia, dollaro forte-Borse forti.

Quanto all'euro-dollaro, nel breve vedo un target molto vicino ora a 1,116/1,117, mentre al ribasso il supporto dinamico è in area 1,09, la cui rottura porterebbe a riconsiderare un crosso verso quota 1,08.

Il dollaro-yen ha perso quota chiudendo l'ottava sotto area 108. Quali indicazioni ci può fornire per questo cross?

Il tutto è coerente perchè se è vero che il dollaro si sta indebolendo contro euro, altrettanto sta facendo contro yen.

I due cross sono storicamente con correlazione negativa, nel senso che avendo l'uno il dollaro al denominatore e l'altro al numeratore, non possono andare entrambi nella stessa direzione, ma vanno uno in senso opposto all'altro.

Da notare che sul grafico dell'euro-dollaro c'è stata una bellissima divergenza rialzista H4 e contestualmente una ribassista sul dollaro-yen.

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I due cross sono quindi molto ben correlati e vanno a testimoniare che siamo in una fase storica di vendita dollari contro tutte le basi.

Per il dollaro-yen ho un target dato dal primo livello di Fibonacci, quindi un terzo della salita precedente, stimabile in zona 107,7, e come seconda estensione i 106,5.

Se il dollaro-yen dovesse centrare uno di questi due obiettivi, sarà inevitabile aspettarsi un movimento verso l'alto dell'euro-dollaro per la correlazione inversa di cui abbiamo parlato poco fa.

L'oro è sceso venerdì, ma per ora si mantiene al di sopra dei 1.600 dollari. Si aspetta ulteriori cali o un ritorno degli acquisti?

Sull'oro vedo la formazione di una discreta figura di divergenza ribassista, quindi non sarei sorpreso se iniziasse una fase correttiva abbastanza consistente.

Per il gold vivrei un po' alla giornata: c'è una carenza sistemica di liquidità, segnalata anche da diversi operatori che invitano a stare molto attenti perchè i book del mercato si sono straordinariamente impoveriti.

Non ci sono grandi flussi di liquidità, quindi il mercato è diventato molto volatile e pericoloso, segno probabilmente che qualcosa sta per succedere e io personalmente ne sto volentieri alla larga.

Per chi dovesse tentare di intercettare la dinamica in atto, che credo sia con una propensione ribassista, segnalo un primo livello di supporto dinamico in zona 1.595 dollari, sotto cui la discesa diventerebbe più consistente.

Per ora il gold va considerato un asset long, quindi eventuali fasi di indebolimento verso i 1.595 dollari dovrebbero essere considerate potenzialmente delle occasioni di acquisto.

Il petrolio è tornato a perdere terreno a poca distanza dai recenti minimi in area 20 dollari. C'è il rischio di una violazione di questa soglia?

Quello che stiamo vedendo sul petrolio è la conferma di quanto il comportamento di molti investitori continui ad essere molto banale.

Tutti pensano che non possa succedere nulla, ma il petrolio è sceso sotto i 27 dollari e ora sta puntando verso i 20 dollari.

Il mercato ora sta presentando il conto di questa approssimazione di fondo, tutto può accadere e se si inizia a dire che non può succedere, probabilmente accadrà.

In tempi non sospetti avevo segnalato la perdita di un importantissimo supporto dinamico addirittura in area 48 euro, quindi l'oro nero ora sta crollando, ma la discesa è iniziata molto prima.

Non dimentichiamo che sul petrolio è in atto una vera e proprio guerra tra Putin e il resto del mondo, quindi il grafico in questione, più che seguire in questo momento dei dettami di analisi tecnica tradizionale, è molto manipolato.

E' il classico grafico da cui è meglio stare alla larga, ma ribadito che i segnali di debolezza non sono sorti dopo la riunione Opec e dopo il crollo in area 27 dollari.

La debolezza strutturale e quindi il segnale short è venuto dalla perforazione di un triangolo simmetrico con supporto dinamico in area 48 dollari.

Per quanto riguarda potenziali target di medio-breve, premesso che al ribasso tutto può succedere fino a quando non finisce la battaglia commerciale in atto, al rialzo farei attenzione ad area 27,5/28 dollari, vecchio supporto statico che sarà il primo livello con cui il mercato dovrà fare i conti. 

In caso di superamento dei 27,5/28 dollari il petrolio troverà una resistenza successiva a 36/37 dollari: valori molto lontani, ma questa è la volatilità attuale dei mercati.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali indicazioni ci può fornire per le Borse?

Osservando l'indice S&P500 notiamo che si sta comportando con una precisione grafica straordinaria.
Sul massimo di giovedì scorso l'indice ha centrato il primo livello di Fibonacci, ossia il 38,2% della discesa precedente.

Alcuni si sono fatti prendere dall'idea che il mercato abbia smesso di crollare e sia un'occasione buy.
Io la penso diversamente e credo che nel lungo termine le Borse sconteranno gli effetti reali del coronavirus.

Se oggi potessi vendere il Ftse Mib, ma non è possibile perchè il divieto di vendite allo scoperto, lo avrei già fatto.
Attenzione quindi all'S&P500 che in termini squisitamente tecnici presenta un bel supporto in zona 1.470 e se dovesse mollarlo continua a scivolare verso il basso.

A livello di resistenza segnalo l'area dei 2.680/2.700, superata la quale potremmo assistere ancora ad una prova di forza.

Fino a quando l'S&P500 rimarrà tra questi due livelli di supporto e resistenza, non vedo grandi spazi per ulteriori movimenti direzionali.

Sotto i 1.470 punti si scenderà profondamente, mentre per parlare di risalita e rivedere tutti gli obiettivi long, l'indice dovrà superare area 2.700 e non sarà facile.

Prematuro quindi pensare ad una ripresa più duratura?

Secondo me sì e non vorrei essere tacciato di essere un disfattista, ma onestamente anche dal punto di vista grafico non capisco tutto questo ottimismo, perchè l'S&P500 non ha superato una resistenza degna di nota che sia tale e già si parla di ribasso completo.

Il mio consiglio è di misurare bene il mercato, quindi aspettiamo che l'indice sfondi la prima resistenza a 2.700 punti.
Se sarà superata ne riparliamo, diversamente dobbiamo intendere questo mercato pronto a scendere di nuovo.