Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro continua ad allungare il passo verso l'area di 1,10 da lei più volte citata nelle ultime interviste. Si aspetta ulteriori salite dai livelli attuali?

Senza dubbio mi aspetto nuove salite del cross, tenendo presente che buona parte della forza del dollaro era legata alle preoccupazioni globali legate al coronavirus e alla recessione.

Il biglietto verde come valuta rifugio nelle situazioni di emergenza perde un po' del suo appeal e questo favorisce un rialzo dell'euro-dollaro che potrebbe proseguire in primis verso quota 1,10 ed estendersi anche più in alto.

Dal punto di vista della diffusione del coronavirus c'è da dire che l'Europa è stata colpita prima e sta cominciando ora a recuperare terreno.

Quando il Vecchio Continente è stato colpito dalla pandemia abbiamo visto un calo dell'euro-dollaro che ora risale visto che l'Europa dovrebbe liberarsi prima degli Usa dal coronavirus.

La forza relativa del biglietto verde cala così in un momento in cui si stanno ridimensionando un po' tutte le vendite, con un andamento che mostra maggiore fiducia da parte dei mercati.

Il biglietto verde viene così un po' scaricato e ora mi aspetto che l'euro-dollaro oltre area 1,10 possa salire ancora verso 1,10/1,108 prima e in seguito fino a quota 1,11.

Non mi aspetto salite particolarmente profonde per l'euro-dollaro, perchè i movimenti sono più moderati in questa fase, ma sicuramente il trend rialzista è un po' più stabile.

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L'oro sta salendo ancora e segna nuovi massimi di periodo. La tendenza in atto è destinata a proseguire?

Questo movimento ascendente dell'oro potrebbe proseguire un po', facendo attenzione a tre elementi chiave da tenere sotto osservazione.

Il primo è che il gold è alternativo ai tassi statunitensi, per cui fino a quando questi ultimi sono a zero o vicini a questo livello, l'oro continuerà a salire o comunque si manterrà forte.   

Il secondo aspetto riguarda il problema della consegna del fisico che sta sostenendo le contrattazioni sul finanziario.
Il coronavirus sta avendo un impatto sul lato dell'offerta e non certo della domanda, tenendo presente infine che l'indebolimento del biglietto rende più conveniente l'acquisto degli asset in dollari.

Questo trend rialzista così forte dell'oro è sostenuto dalle tre componenti appena indicate.

Come prossimo target vedo l'area dei 1.750/1.760 dollari, ma non mi aspetto grandi rialzi oltre questa soglia, quando più un consolidamento non molto distante dai valori correnti.

Il petrolio è tornato a perdere terreno malgrado i tagli alla produzione. Cosa può dirci di questo asset?

E' difficile che il petrolio scenda sotto i recenti minimi, perchè tutti i Paesi che hanno una produzione attiva hanno dimostrato di volersi opporre ad una discesa esagerata delle quotazioni.

Abbiamo visto però che il loro impegno non viene effettivamente ripagato tanto che l'oro nero viaggia a poca distanza dai minimi.

A mio avviso vedremo ancora una fase di stabilizzazione dei prezzi su questi minimi, ricordando che la domanda globale è debole e che la parte dello stoccaggio è pieno al 70%/75%.

Questo rende l'idea del fatto che il taglio dei livelli produttivi sia stato legato non solo al tentativo fallito di sostenere i prezzi, ma anche all'impossibilità di stoccare ulteriore quantità di greggio.

Il mercato questo lo ha capito e si vede chiaramente che le quotazioni dell'oro nero non ripartono e per il momento non mi aspetto dei rialzi, quanto piuttosto un andamento laterale di circa 2 dollari intorno ai livelli correnti.

Alla luce di quanto detto fino ad ora cosa può dirci per le Borse e quali le sue attese nel breve?

Per le Borse vedo un po' di ritorno dell'appetito al rischio senza esagerazioni. Oggi l'S&P500 si è riportato sopra i 2.800 punti, massimo toccato la scorsa settimana e ora mi aspetto un consolidamento dei 2.800/2.820 punti.

Non prevedo certo un ritorno dell'indice sui massimi nè su valori molto lontani da quelli attuali.
Con l'arretramento della fase più acuta della crisi, forse c'è un po' più di recupero sui mercati azionari, ma è ancora presto per cantare vittoria.

Bisogna vedere infatti l'impatto reale che il coronavirus avrà sull'economia, segnalando che diversi analisti concordano sul fatto che la crisi che stiamo vivendo sarà la più acuta, ma anche la più veloce a passare.

Potremo vedere lo stesso effetto sui prezzi dell'azionario, ma non subito, visto che non mi aspetto un recupero fulmineo almeno per le prossime settimane.