Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Gaetano Evangelista, amministratore unico di AGE Italia.
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I mercati azionari stanno fronteggiando i timori crescenti legati al coronavirus in Cina. Quale impatto si aspetta da questo fenomeno e cosa provocherà sulle Borse UE e Usa nel breve?

Se dessimo credito allo script storico, non ci sarebbe da preoccuparsi: dalla SARS al virus zika, passando per influenza suina e H5N1, il mercato ha sempre salutato con favore queste epidemie, conseguendo un minimo proprio quando la minaccia è divenuta pandemica.

L’unica non irrilevante differenza rispetto al passato è che questa volta siamo arrivati all’emergenza sanitaria con il mercato sui massimi e non, come nel passato, in calo.

Detto questo, credo però che i tempi fossero maturi per un salutare consolidamento. Che buffo, fino ad una settimana tutti gli autoesclusi dal rialzo profetizzavano e quasi raccomandavano uno storno, e ora che le Borse cedono qualche punto percentuale, si scatenano le profezie di sventura.

Come dicevo, lo storno era maturo. Il sentiment era oggettivamente sbilanciato tutto da un lato, e si registrava un pesante ipercomprato di lungo periodo. Sull'S&P500 da diverse settimane l’analisi della regressione lineare suggeriva la possibilità di un top. Mancava un catalizzatore. Puntualmente pervenuto dalla Cina.