Dopo un inizio dell'anno particolarmente burrascoso febbraio ha regalato qualche giorno di segni positivi. Ma i dubbi sulla reale affidabilità e sulla durata di questa calma persistono, così come persiste anche l'incertezza sui titoli IN e i titoli OUT da monitorare. A dare un'idea è Antonio Landolfi Trader Master presso la Trading Room Academy (ant.landolfi@libero.it)  

Dopo un inizio dell'anno particolarmente burrascoso febbraio ha regalato qualche giorno di segni positivi. Quanto durerà questa calma? E soprattutto, è affidabile? 

Le ultime 2 settimane, pur mantenendo in alcune giornate l’altissima volatilità espressa nel mese di gennaio ed agli inizi di febbraio, hanno contribuito a portare sui mercati un’ ”apparente” tranquillità che sembrerebbe dar luogo ad un temporaneo riequilibrio delle forze in campo. Eppure a ben guardare la disputa fra ribassisti e rialzisti è in pieno svolgimento proprio in questi giorni e, come ipotizzato più volte in questi 2 mesi, è palese sul mercato americano di riferimento mondiale dal quale ancora una volta è necessario cominciare la nostra analisi. Non è un caso infatti se proprio sul future dell’S&P500, che avevo indicato come vera cartina di tornasole per l’andamento dei mercati nei mesi a venire, negli ultimi 3 giorni abbiamo avuto il tentativo più serio per tentare di portarsi in prossimità del livello importantissimo di 1980 per la chiusura di Febbraio; in prossimità di tale livello però è subito tornata la pressione delle vendite.