Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Gerardo Murano, consulente finanziario indipendente, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su diverse blue chips.

Il Ftse Mib ha avviato un recupero dopo lo storno che lo ha portato a testare area 19.000. Si aspetta ulteriori sviluppi positivi dai livelli attuali?

L'ultima gamba rialzista ha spinto il Ftse Mib a testare le prime resistenze forti e in area 21.000 è stato registrato un momentum negativo di breve termine.

Era da attendersi una correzione come di fatto è avvenuto e al momento la stessa ha portato al 50% dell'ultima gamba ribassista compresa tra 21.000 e 19.000 punti.

Ora il Ftse Mib si spinge ad effettuare un nuovo test rialzista e tendenzialmente è concreta la possibilità che prosegua questo recupero con proiezioni non eccessive, diciamo verso l'area dei 22.000.

La forza del rimbalzo sta dimostrando che si tratta di uno scenario credibile, anche perchè il Ftse Mib è in ritardo rispetto agli indici azionari Usa che continuano ad aggiornare i massimi di periodo.

Tecnicamente e operativamente nel breve termine è quella dei 20.000 punti l'area da testare per avviare nuove posizioni long.

Un superamento di area 20.000 favorirebbe un ritorno del Ftse Mib nei prossimi giorni verso la soglia dei 21.000 punti, visto che il movimento sembra piuttosto deciso.

La volatilità è sicuramente aumentata e questo implica un incremento dell'incertezza, fenomeno tipico del mese di agosto.

Al momento però le possibilità che il rialzo del Ftse Mib prosegua sono sicuramente significative in questa fase.
Al contrario il cedimento dei 19.000 punti fornirebbe un'indicazione negativa, confermando questa come una gamba di storno caratterizzata da un movimento di tipo ABC che proietterebbe il Ftse Mib nuovamente verso area 18.000.

Al momento a Piazza Affari l'impostazione sembra positiva nel brevissimo termine e le attese quindi sono per una prosecuzione del rialzo.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di Banco BPM e Mediobanca? Quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Banco BPM non ha mostrato particolare forza in questo periodo, è tendenzialmente allineato al Ftse Mib ed è interessante perchè nelle valutazioni sottostanti sono impliciti anche possibili deal, quindi potenziali accordi e fusioni con altre banche.

Il titolo mostra quindi questo elemento di interesse, ma nel medio termine è neutrale visto che è più debole rispetto al Ftse Mib.

Banco BPM ha effettuato un movimento interessante ma in ottica intraday, con il superamento di 1,3 euro ed è giunto al test della prima resistenza dinamica rappresentata dalla media mobile a 30 periodi.

Bisogna attendere una piccola indicazione di forza, ma in questo momento è difficile che Banco BPM superi i massimi relativi a 1,56 euro, visto che non è dotato di particolare forza implicita.

Una prosecuzione della spinta rialzista da parte del Ftse Mib farebbe da traino anche per Banco BPM.

Vista la rapidità dello storno precedente, dobbiamo comunque monitorare il minimo a 1,229 euro e la rottura di questo livello fornirebbe un'indicazione di stop per chi ha avviato delle operazioni di trading di brevissimo periodo.

Nel caso di Mediobanca la forza relativa espressa è stata sicuramente maggiore di quella di Banco BPM.
I due titoli hanno avuto un andamento diverso e indubbiamente è stato più forte Mediobanca nel periodo post-crisi, con una fase di rallentamento invece nell'ultima gamba.

Per Mediobanca l'area dei 7,5 euro rappresenta un ostacolo importante, ma la forza relativa espressa nelle ultime due giornate è sicuramente interessante.

Nel brevissimo periodo è la soglia dei 7 euro a fungere da resistenza e il superamento di quest'area riproporrebbe un ritorno verso quota 7,5 euro, livello di resistenza significativo che non è detto venga superato al primo test.

La violazione dei 7,5 euro aprirebbe le porte ad un ritorno di Mediobanca verso il successivo ostacolo in area 8,2 euro.

ENI e Saipem sono tornati a calare dopo il recupero avviato in seguito al sell-off post conti. Si può tornare a scommettere su questi due titoli?

ENI è un titolo adatto ad un investitore di medio periodo e oltre all'andamento dei conti societari diffusi di recente bisogna segnalare anche il cambiamento del modello di distribuzione della cedola.

Il dividendo è passato infatti ad una parte fissa e ad una variabile ed essendo ENI un titolo da cassettista, sicuramente l'effetto dividendo è importante.

Non a caso il titolo ha ceduto l'area degli 8 euro, giungendo a testare la soglia dei 7,5 euro.
La forza del rimbalzo è sicuramente interessante e l'andamento del petrolio è in linea con un incremento della cedola, quindi vale la pena di tenere in portafoglio ENI.

Ci sono ancora spazi di crescita per il titolo e i primi livelli di resistenza sia statici che dinamici sono individuabili a 8,5 euro, ma il target dei 9 euro sembra raggiungibile.

Rispetto ad ENI c'è da dire che Saipem ha mostrato una debolezza relativa ancora più accentuata e anche nel caso di questa società gli ordini acquisiti dall'industria sono importanti.

Le prospettive del titolo sono tendenzialmente più rosee di quelle che si aspettava il mercato.

Lo storno di Saipem è stato particolarmente forte e il recupero potrebbe essere piuttosto deciso, quindi in questo momento è uno dei titoli più interessanti da acquistare e tenere in portafoglio con un'ottica di medio periodo.

Un ingresso su Saipem in area 2 euro con potenziale target in area 2,5/2,6 euro rende il titolo sicuramente molto appetibile.

Fca sta allungando ulteriormente il passo allontanandosi da quota 9 euro. Qual è la sua view su questo titolo?

La tendenza di Fca è stata sicuramente migliore rispetto a quella del Ftse Mib nel suo complesso.

Stiamo parlando quindi di uno dei migliori titoli in termini di forza relativa, la tendenza non ha mostrato spinte ribassiste nel breve periodo di particolare intensità.

Fca è giunto al test di un pivot high importante a 9,7 euro e il superamento di questa soglia imprimerebbe una nuova forza al titolo in grado di favorire un ritorno verso l'area degli 11 euro.

Il titolo si conferma quindi interessante ed è maggiormente correlato rispetto ad altri con l'andamento degli indici azionari Usa, vista la presenza e la forza di Fca negli Stati Uniti e in America Latina.

Con il breakout dei 9,7 euro avremo per Fca nuove opportunità di allungo rialzista, quindi stiamo parlando di un titolo che vale la pena tenere in portafoglio.