Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

I mercati azionari stanno facendo retromarcia dopo i forti progressi messi a segno nella prima settimana di giugno. Si aspetta ulteriori vendite nel breve?

L'andamento molto volatile mostrato ieri da Wall Street, dove gli indici hanno chiuso in rialzo dopo un avvio in forte calo, non è altro che lo specchio della reale situazione sanitaria e sociale, molto pesante, ma molto attutita e nascosta dall'enorme liquidità immessa nei mercati.

Questo ha un rovescio della medaglia in rapporto alla molto più lineare Europa, dove le Borse sono salite piano piano, con molta minor "potenza di fuoco".

Ieri i mercati hanno perso terreno in mattinata, per poi riuscire a ridurre le perdite grazie al recupero di Wall Street che già a due ore dall'apertura degli scambi ha visto gli indici in rimonta dai minimi segnati in avvio.

Abbiamo assistito ieri ad una rappresentazione pratica di come gli eccessi, soprattutto rialzisti, si paghino sempre e naturalmente più sono esasperati e più si cade poi in basso.

A Piazza Affari il Ftse Mib ha subito un netto ritracciamento dai top di periodo in area 20.400 raggiunti la scorsa settimana. Quali i possibili scenari ora?

Il Ftse Mib e il relativo future con scadenza settembre sono rimasti in uno stretto range tra 18.200/18.300 e 18.800/18.900 punti.

Indice Ftse Mib e future potranno al massimo uscire a breve termine da questo intervallo di prezzi, probabilmente più verso i 17.800/17.900 punti che verso i 19.200/19,300 punti, ma avere una maggiore progressione anche se lenta, essendo ancora molto lontani dai massimi 2019/2020 toccati in area 25.500.

Azimut e FinecoBank stanno vivendo una fase molto diversa a Piazza Affari, con il primo preda della negatività e il secondo lanciato verso i massimi storici. Qual è la sua view su questi due titoli?

Come è noto siamo sempre negativi sui titoli bancari  più in generale finanziari, con rarissime eccezioni, fra cui FinecoBank.

Accordiamo la nostra preferenza a questo titolo fin dal suo lontano collocamento e continuiamo a guardare con favore a FinecoBank nonostante i livelli raggiunti.

Suggeriamo in ogni caso, sul ritorno del Ftse Mib sui recenti massimi di area 20.400, di attendere un superamento di questo top, per vendere almeno la metà della posizione long di FinecoBank, mantenendo il resto per il medio-lungo termine.

In caso invece di difficoltà a superare tali massimi, la strategia consigliata è di vendere l'intera posizione, meglio certo in giornate di forte danaro.

Quali sono i titoli che a Piazza Affari offrono interessanti opportunità in questa fase? A quali consiglierebbe di guardare in particolare ora?

Se scartassimo quasi tutti i bancari ed i finanziari, ci sono altri temi su cui punteremmo.

Ai nostri abbonati abbiamo suggerito anche in questo mese, come consigliato a partire dalla metà di aprile, nei frequenti momenti di storno sui vecchi e nuovi supporti, titoli ad alta cedola ripetitiva, anche se non distribuita quest'anno, ma rimandata o accantonata. 

Segnaliamo titoli come Intesa Sanpaolo, UnipolSai, e Generali, oltre a Telecom Italia risparmio in vista dello stacco cedola il prossimo 22 giugno, ma anche FCA, ENI, Moncler, Pirelli e Leonardo.

Fra le small e medium cap consigliamo EL.EN., Tamburi, Valsoia, De' longhi, Piaggio e Brembo.

L’oro si sta riportando verso area 1.700 dollari, ma anche il petrolio ha avviato un movimento correttivo da alcune sedute. Cosa può dirci di questi due asset?

Entrambe le commodities, soprattutto il petrolio certo, dopo il fortissimo recupero messo a segno in poco più di un mese, stanno giustamente rifiatando.

Non prevedendo, soprattutto per oro ed argento, scostamenti di rilievo, ci asterremmo dall'operare.

Imprevedibili poi, come sempre, al di sopra sicuramente delle nostre teste e degli stessi Stati sovrani, il petrolio WTI e il Brent, che paiono anche ritornati a bassa volatilità e spread ragionevoli di 2/3 dollari il barile.

Ovviamente, a meno di utilizzare le opzioni, suggeriamo di astenersi dall'operare sul petrolio.

Piuttosto preferiremmo intervenire sul cross euro-dollaro, apparentemente più facile e meno insidioso, visto che si sta muovendo nel breve-medio termine in un'area compresa fra 1,0750 (vendita) e 1,1450 (acquisto).