Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

I mercati azionari continuano a spingersi in avanti e nell'ultima settimana sono state le Borse europee a fare meglio di quelle Usa. Quali le prospettive nel breve? Cosa aspettarsi in particolare a Piazza Affari?

La nostra idea è che si stia ora esagerando nell'altra direzione, dopo che Wall Street ha tenuto comunque molto bene, rispetto alle Borse europee, complice l'enorme liquidità iniettata nel sistema finanziario, ma anche data alle aziende e ai cittadini.

Ora però si sta esagerando con alcuni indici che sono tornati su livelli pre-crisi sanitaria, e soprattutto in presenza di caos e disordini, senza dimenticare che è ancora ben presente la gravità di oltre 100.000 decessi.

Vacilla il trono di Trump che viene sconfessato anche dai suoi fedelissimi.
A Wall Street il Dow Jones si è spinto poco oltre i 27.500 punti e l'S&P500 al di sopra di area 3.200.

Erano troppo bassi i massimi di inizio anno o troppo alti gli attuali livelli?

Ci sembra che si dia una identica, ma erratica valutazione per entrambi, con una situazione generale, sanitaria, economica, politica e sociale agli antipodi.

Anche noi siamo stupiti di tutto ciò ed indubbiamente abbiamo peccato di troppa prudenza.

Certo, il parallelo con Europa ed Italia in particolare, non si pone: in generale e globalmente stiamo paradossalmente molto meglio, ed infatti i mercati europei, ed ancor di più il Ftse Mib, hanno fatto meglio degli indici Usa nelle scorse sedute, con un rialzo settimanale a doppia cifra.

Non temiamo un ulteriore effetto domino negativo, in caso di probabile stop o storno degli USA, ma un "motu proprio" di Ftse Mib, DAX e CAC40, sulla scia di un costante e leggero miglioramento della triade sanitaria, economica e politica.

In sintesi l'Europa farà meglio di Wall Street, anche a costo di rimanere nella peggiore delle ipotesi sostanzialmente al palo a Piazza Affari, per esempio fra i 19.000 e i 20.000 punti di Ftse Mib.

Tra i bancari sta vivendo delle sedute spumeggianti Bper Banca, ma sta performando bene anche Banco BPM. Qual è la sua view su questi due titoli?

Nella nostra ormai nota repulsione al settore bancario e finanziario, con le dovute eccezioni e comunque con le necessarie protezioni e cautele, avevamo individuato nelle prime tre banche italiane, Intesa Sanpaolo, Unicredit ed Ubi Banca, quelle maggiormente in evidenza anche sul fronte del risiko.

BPER e Banco BPM hanno recuperato in poche sedute il distacco rispetto agli altri titoli bancari, essendo anche arrivate, a prezzi da saldo, praticamente sole a contendersi il quarto posto nel panorama bancario italiano.

Chissà mai che sugli strappi comunque noi venderemmo, mentre rimarremmo posizionati su Intesa Sanpaolo in primis e in secondo luogo su Ubi Banca, ma sempre con adeguata copertura con opzioni.

ENI e Saipem stanno approfittando del rialzo del petrolio. Quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Parlando di questi due temi del settore oil, si tratta solo di scegliere fra un titolo da cassettisti, ma dinamico, come ENI, e un titolo molto volatile e speculativo quale è appunto Saipem.

Noi abbiamo una visione più favorevole verso ENI, complici gli scambi elevati che ne fanno un titolo molto liquido e con spread molto contenuti.

Pensiamo che il proseguimento al rialzo del nostro Ftse Mib possa passare inevitabilmente verso il superamento dei 9,90 euro di ENI, già toccati negli ultimi due mesi, con proiezioni verso gli 11/11,50 euro.

L'unico timore è dovuto ad un possibile inizio di esaurimento del forte trend ascendente del petrolio, partito da 10/12 dollari e pervenuto fino ai 40/42 di WTI e Brent rispettivamente, entrambi sotto i 40 dollari oggi.

L’euro-dollaro ha allungato con decisione il passo e sta provando ad andare oltre quota 1,13, mentre il dollaro-yen si è riportato sotto quota 109. Cosa aspettarsi nel breve?

L'euro-dollaro si è spinto fin poco sotto la soglia degli 1,14m dopo aver superato in un paio di sedute ed in velocità la resistenza di breve-medio termine a 1,1220.

Questo movimento al rialzo è avvenuto un po' per l' enorme quantità di moneta stampata dalla FED ed un po' per la forza del petrolio fino ad oggi.

Il cross si è poi assestato intorno a 1,1280/1,1320, con un logico rafforzamento della moneta Usa.

All'inverso il dollaro-yen, che si era portato fin sotto 108, dopo i dati sul lavoro Usa si è riportato sopra i 109, con uno scostamento più contenuto, visto che è controllato molto bene dalla Bank of Japan.