Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte a Roberto Scudeletti, trader indipendente e titolare del sito www.prtrading.it.

Il Ftse Mib nelle ultime giornate si è mosso in trading range, riportandosi sotto quota 17.000. Cosa aspettarsi nelle prossime sedute?

Piazza Affari rimane ancora noiosamente in attesa di direzione, con il Ftse Mib che si trova nel rettangolo laterale di breve, come da grafico, fra 17.880 e 16.320 punti circa.

Nelle prossime sedute attenzione alla perdita di zona 16.555-16.450 punti e soprattutto dei 16310 punti, sotto cui il Ftse Mib troverà spazio per ulteriori ribassi verso area 15.790-14.890.

Da non escludere una possibile estensione verso un ritorno sui minimi dell’anno tra 14.695 e 14.153 punti, la cui perdita sarebbe una disgrazia in prospettiva di gravi crolli.

Viceversa, sopra i 17.155 punti di Ftse Mib, i compratori spingeranno i corsi verso la parte superiore del già citato movimento laterale in zona 17.545-17.887 punti.

Oltre questo livello scatterebbe l’ennesima gamba rialzista, con primo obiettivo a 18.410 punti e successivo la media giornaliera rossa a 50 periodi a 18.688 punti, con eventuale estensione verso 19mila-19.174 e 19.440-19.600 punti circa.

Banco BPM e Bper Banca sono stati i due bancari più colpiti dalle vendite venerdì scorso. Quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Banco BPM dopo la recente corsa culminata con una isola di inversione, caratterizzata da due gap, uno rialzista e uno ribassista, ha intrapreso una inversione  con connotati di crollo, per poi lateralizzare in queste ultime sedute, sotto importanti resistenze giornaliere.

Infatti, a febbraio Banco BPM aveva accelerato la salita con un gap up e massimi relativi intorno a 2,59-2,52 euro, con una prima discesa in gap down a 2,27-2,18 euro circa, tramutata in capitombolo.

Il titolo ha perso così oltre il 50% scendendo a 1,1025 euro, con movimento ondulatorio tra 1,16 e 1,36 eurom attualmente alle prese con le medie a 12 e 24 periodo che fungono da ostacolo di breve in zona 1,225-1,236 euro circa.

Per Banco BPM nuovi timidi scenari rialzisti solo sopra 1,13 euro, con supporti a 1,065-1 euro e resistenze a 1,225-1,34 euro.

BPER Banca sulla tenuta di un importante livello di prezzo intero estivo aveva effettuato una salita percentualmente molto interessante.

In seguito però il titolo ha iniziato un movimento laterale e ha innestato la presente pesante retromarcia, con accelerazione ribassista verticale da panico, nonostante l’ultima seduta in forte rimbalzo.

Lo scorso agosto abbiamo assistito per Bper Banca alla tenuta di 3 euro, con inizio di una decisa e fruttuosa salita, terminata intorno a zona 4,20-4,66 euro circa, con crollo addirittura poco sopra i 2 euro, buona risalita di breve sopra i 3 euro e attuale ritorno ribassista a 2,12 euro circa, a formare un potenziale doppio minimo.

Per Bper Banca solo sopra i 2,34 euro potremo assistere ad una prima timida risalita dei corsi, con supporti a 2,20-2,08 euro e resistenze a 2,53-2,74 euro.

Quella di venerdì è stata una seduta tutta in discesa per Saipem ed ENI. Quali indicazioni ci può fornire per questi due titoli?

Saipem dopo un recente movimento laterale ha rotto gli indugi e, sotto la sua parte inferiore, ha intrapreso anzi ripreso con forza il trend ribassista che la caratterizza da anni, con tanto di alcuni gap down compresi, sino a fingere la rottura ribassista di un prezzo intero, con attuale tentativo di formare una base per un eventuale ripresa dei corsi, situazione globale e del petrolio in particolare permettendo.

Nel concreto dopo un andamento piatto tra 4,50 e 4 euro circa, sotto quest’ultimo livello è iniziato per Saipem il crollo di pari passo con le quotazioni dell’oro nero, con accelerazione sotto 3 euro e un minimo addirittura sotto i 2 euro, sin poco sopra 1,77 euro e presente risalita in area 2,58-2,5 euro circa, con successivo ritorno verso i 2,18/2,1 euro.

Un nuovo timidissimo segnale positivo verrà espresso da Saipem solo al superamento di 2,29 euro, con supporti a 2,17 e 2,06 euro e resistenze a 2,46 e 2,64 euro.

ENI dopo la falsa rottura rialzista di un importante livello di prezzo intero ha intrapreso un trend chiaramente ribassista, con la recente accelerazione negativa dei prezzi, sotto una valanga di vendite e la presente ripresa, in attesa di una chiara direzionalità.

Infatti, dopo la mancata conferma sopra i 14 euro di febbraio, ENI ha cominciato una continua caduta culminata con la recente rottura di 11-10 euro ed una discesa verticale poco sopra i 6,20 euro.

Al momento è in atto un tentativo di rimbalzo tecnico in zona 10-9,30 euro circa, con falsa rottura dei 10 euro e attuale correzione in zona 7,90-8,25 euro circa.

Per ENI sopra 8,70 euro è possibile una prosecuzione del timido scenario rialzista di breve, con supporti a 8,20-7,85 euro e resistenze a 9,35-9,85 euro.

STM ha brillato nelle ultime due sedute, mentre si è mosso in direzione opposta Telecom Italia. Qual è la sua view su questi due titoli?

STM era in chiara fase rialzista, caratterizzata da minimi e massimi crescenti, però dopo un evidente doppio massimo ha intrapreso la via della correzione, tramutatasi in crollo arricchito da ricchi gap down, con presente tentativo di rimbalzo, peraltro percentualmente interessante, seppur ancora lungi dall’inversione rialzista stabile.

In concreto, sul recente doppio top intorno a 29,40 euro, è iniziata per STM la valanga delle vendite, con caduta verticale delle quotazioni addirittura più che dimezzate a 13,70 euro e attuale tentativo di ripresa sopra i 23 euro, verso la media giornaliera a 100 periodi a 23,30 euro circa.

Per STM sopra i 23,40 euro ci sarà un'ulteriore salita dei corsi, con supporti a 22,35 e 21.33 euro e resistenze a 25-26,20 euro.

Telecom Italia pareva essere riuscita ad invertire il trend laterale ribassista, caratterizzato da massimi chiaramente decrescenti e da un triplo minimo potenzialmente pericoloso, sulla cui tenuta invece è stata protagonista del recente rialzo.

Quest'ultimo è stato seguito purtroppo da una fase correttiva tramutatasi in crollo verticale e dalla presente ripresa, peraltro ostacolata da una importante resistenza, tra un prezzo intero e un pesante gap down.

Infatti, per Telecom Italia possiamo osservare come il supporto statico intorno a 0,4350 euro, già toccato tre volte, dopo un buon rialzo poco sopra 0,59 euro, sia stato fatalmente rotto con la classica figura del gap down, con minimo relativo addirittura a 0,2861 euro e attuale percentualmente forte rimbalzo, respinto per ora da quota 0,42-0,40 euro verso 0,3370 euro.

Per Telecom Italia un nuovo impulso rialzista si avrà solo sopra 0,3660 euro, con supporti a 0,3460 e 0,3280 e resistenze a 0,3940-0,4160 euro.

Quali sono i titoli che sta seguendo più da vicino in questa fase? A quali consiglia di guardare ora?

Monitoriamo con attenzione in ottica long CNH INDUSTRIAL, FCA, NEXI, PIRELLI, PRYSMIAN e TENARIS, mentre in chiave short BANCA MEDIOLANUM, CAMPARI, FERRARI, MONCLER, RECORDATI e SNAM.