Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Laura Sovardi, trader indipendente e corresponsabile del sito www.pietro-pitt-origlia.it, alla quale abbiamo rivolto alcune domande sui mercati finanziari.

I mercati azionari mostrano un andamento altalenante dopo lo scossone che ha colpito Wall Street una settimana fa. Quali le attese nel breve per le Borse?

I mercati azionari globali stanno vivendo un mese di settembre all’insegna del nervosismo, della volatilità e delle vendite, con l’S&P500 che ha azzerato i guadagni del 2020.

Il tutto avviene in scia ai rinnovati timori provenienti dalla seconda ondata di Covid19 che sta colpendo molti Paesi europei, spingendo le autorità ad attuare nuove misure restrittive, in particolar modo in Francia, in Spagna e nel Regno Unito.

Anche se questi nuovi lockdown non possono essere paragonati a quelli a cui abbiamo assistito nei mesi passati, potranno comunque avere un impatto sui consumatori.

Questi ultimi infatti preferiranno non spendere e di conseguenza fermeranno quella ripresa economica globale che nelle settimane passate aveva mostrato dei primi segnali di affaticamento.

Quali sono i driver che guideranno i mercati azionari nel breve? A cosa consiglia di guardare in particolare ora?

Sui mercati sta continuando a pesare in maniera importante lo stop all’interno del Congresso americano per quel nuovo piano di stimoli fiscali, fermo da fine luglio.

Un piano che sarebbe di fondamentale importanza, come asserito peraltro dalla FED, per dare una nuova scossa positiva all’economia statunitense.

Proprio quest’ultima, con i recenti dati macro, ha mostrato segnali di affaticamento anche sul fronte dell’occupazione, come dimostrato solo 24 ore fa dai sussidi di disoccupazione saliti meno delle attese nell’ultima settimana.

Ulteriori driver a cui il mercato guarderà nelle prossime settimane saranno i sondaggi riguardanti le elezioni presidenziali americane.

Un appuntamento che inizia ad avvicinarsi velocemente ed il cui risultato avrà un impatto fondamentale sui mercati finanziari tra fine 2020 ed inizio 2021.

A Piazza Affari il Ftse Mib sta provando a risalire verso quota 20.000. Ci sono le condizioni per ulteriori recuperi a breve o si rischiano nuove vendite?

La struttura grafica dell'indice Ftse Mib, già traballante nelle settimane passate, ha dovuto subire un nuovo colpo negativo nelle ultime giornate, con la perdita di quella soglia psicologica posta nei pressi dei 19mila punti.

Questi saranno i livelli a cui il mercato guarderà nelle prossime sedute, perché in caso di mancato recupero di area 19.000 il Ftse Mib potrebbe portarsi in direzione dei prossimi sostegni situati in area 18.200-18.250 punti.

A dare un “briciolo” di positività al nostro mercato potrebbe però essere il settore finanziario, rimasto ai margini nelle ottave passate e tornato nella seduta di ieri sotto i riflettori, in scia ai rumors di possibili M&A.

Si guarda in particolare a Banco BPM e a Credito Valtellinese che potrebbero essere oggetto di interesse da parte di banche francesi.

A livello generale, nonostante la debolezza di fondo del Ftse Mib, non  mancano alcune buone idee di investimento in particolar modo tra le blue chip.

Tra queste menziono Amplifon con la tenuta dei 28 euro e Prysmian con conferme oltre la soglia dei 24 euro.

L'euro-dollaro ha avviato un recupero dai recenti minimi in area 1,175. C'è spazio per ulteriori salite?

Il sell-off sui mercati azionari ha riportato interesse sul biglietto verde che è stato riscoperto dagli investitori come valuta rifugio.

In questo contesto l’euro, che nelle ottave passate era andato incontro ad un forte rally dopo la svolta storica della Fed per quanto riguarda l’inflazione come target per alzare i tassi d’interesse, è sceso sotto gli importanti sostegni situati in area 1,1750.

Questo per il cross apre la strada per una continuazione della correzione in direzione degli ex massimi di marzo posti sulla soglia degli 1,15.

Il petrolio ha subito un netto arretramento dai top di periodo: la correzione è destinata a proseguire?

L’eventuale rallentamento dell’economia globale potrebbe avere un impatto negativo anche sui prezzi del Petrolio che già nelle settimane passate ha inviato segnali di affaticamento.

Per le prossime sedute da monitorare sarà per il Crude Oil un ritorno oltre la soglia dei 40 dollari al barile, perché il mancato recupero di questi livelli potrebbe indebolire il quadro grafico dell’oro nero con discese in direzione dei 36 dollari e a seguire dei 34,5 dollari al barile.

Per rimanere tra le materie prime uno sguardo anche all’Oro che paga la forza del biglietto verde e scende sotto gli importanti supporti dei 1.900 dollari l’oncia.

Nel caso in cui questi livelli non dovessero essere recuperati, il bene rifugio per eccellenza potrebbe proseguire la sua fase correttiva in direzione dei prossimi supporti posizionati in area 1.800 dollari l’oncia.