Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Sante Pellegrino, trader indipendente, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari.

Il Ftse Mib ieri ha perso terreno per la quarta seduta di fila, riportandosi ad un passo da quota 19.800. Cosa aspettarsi ora?

Il Ftse Mib purtroppo non è riuscito a riposizionarsi sopra la barriera psicologica dei 20.000 punti.
Fino a quando questa soglia non sarà superata, l'indice sarà costretto a lateralizzare ancora.

Se però il Ftse Mib dovesse abbandonare il supporto dei 19.500 punti, andrà velocemente verso i 18.800 punti prima e in direzione di area 18.300 in seguito, avviando la chiusura di una serie di gap che potrebbe condurre addirittura fino alla soglia dei 17.300 punti.

Questo scenario ribassista, anche se un po' spaventoso, può in effetti materializzarsi perchè ciclicamente dopo Ferragosto si assiste a delle discese del mercato, condizionate anche dai bassi volumi di scambio.

Per poter pensare ad un ritorno al rialzo, il Ftse Mib dovrà superare la barriera resistenziale posta tra i 20.700 e i 21.200 punti.

Solo al di sopra di questa fascia di prezzo l'indice potrà risalire la china fino alla resistenza dei 22.500 punti.

Cosa può dirci in merito al recente andamento del Dax e dell'S&P500? Quali le sue attese nel breve?

L'S&P500 tenta nuovi allunghi che si dovrebbe materializzare ora in maniera più decisa dopo il superamento ieri dei 3.385 punti.

Con conferme al di sopra di questa soglia l'S&P500 si spingerà a segnare nuovi massimi storici fino a 3.470/3.500 punti.

L'unico motivo per diventare ribassisti su questo indice sarà una discesa sotto i 3.300 punti.

Il Dax al pari del Ftse Mib si mantiene in laterale e l'area dei 13.000 si conferma una soglia resistenziale fortissima.
L'indice non dovrà abbandonare i 12.750 punti, perchè diversamente scenderà fino ai 12.400 punti prima e i 12.200 in seguito.

Il Dax a differenza dell'S&p500 non ha mai superato i massimi pre-Covid e quindi solo violando al rialzo le barriere dei 13.300 prima e dei 13.800 punti in seguito, l'indice potrà spingersi in avanti, fino a segnare nuovi massimi storici in area 14.500.

Banco BPM ieri è salito più di altri bancari, in controtendenza rispetto al Ftse Mib. Qual è la sua view su questo titolo?

Banco BPM al pari del Ftse Mib si sta muovendo in laterale e si sta appoggiando alla resistenza di quota 1,4 euro.

Se il titolo dovesse riportarsi sotto i minimi a 1,36/1,35 euro, riprenderà a scendere verso il primo supporto a 1,3 euro e poi in direzione del successivo a 1,23 euro.

Sotto questa soglia Banco BPM rischierà un affondo fino allo swing di 1,04 euro, con un ritorno così sui minimi storici.

FinecoBank sta mostrando più forza di Azimut da qualche tempo. Cosa può dirci di questi due titoli?

FinecoBank sta performando meglio del Ftse Mib, aggiornando i massimi storici salvo poi tornare a scendere perchè ha disegnato un doppio massimo.

Questa figura sta condizionando la struttura fortemente rialzista di FinecoBank che diventerebbe negativa in caso di chiusura sotto i 12,5 euro.

Oltre questa soglia assisteremo a ribassi verso i 12 euro prima e in seguito in direzione di quota 11,45 euro, con proiezioni successive a 11,15 euro.

Per tornare ad aggiornare i massimi storici FinecoBank dovrà superare la resistenza a 13,385 euro.

Azimut in passato ha regalato grandi soddisfazioni, ma in questo momento soffre a Piazza Affari.

Ieri il titolo si è fermato sulla tripla resistenza a 16,58 euro e solo il superamento di questo livello prima e dei 17,3 euro potrà favorire dei rialzi.

Diversamente l'impostazione di Azimut resterà ribassista visto che si trova su una trendline supportiva, il cui abbandono porterà subito a 15,3 euro, con proiezioni successive fino a 13 euro prima e addirittura verso i 10 euro più in là nel tempo.

ENI si mantiene a ridosso di quota 8 euro. Si aspetta una ripresa dai valori attuali?

ENI non ha la forza di salire, anzi continuerà a mostrare debolezza fino a quando non sarà superata la soglia degli 8,5 euro.

Solo oltre questo livello si potrà guardare ai 9 euro in primis e ai 9,8 euro in un momento successivo. 

Intanto, l'abbandono di 8,15 euro ha rappresentato un ulteriore segnale negativo per ENI che ora dovrà mantenere il primo supporto a 7,85 euro e il secondo a 7,5 euro, pena una prosecuzione del ribasso verso i 7,25 e i 6,5 euro.

Generali ieri si è fermato appena sopra la parità dopo il calo delle ultime 4 sedute. Qual è la sua view su questo titolo?

Generali continua a combattere, ma fino a quando non riuscirà a superare i 13,36 euro manterrà un'intonazione ribassista.

Quest'ultima sarà ulteriormente inasprita in caso di abbandono della zona supportiva compresa tra i 12,66 e i 12,5 euro.

Sotto questa soglia il titolo potrà accelerare fino a 11,5 euro e poi sotto 11,3 euro, con proiezioni successive a 10,83 euro.

Per tornare a salire Generali dovrà superare i 13,36 euro, con primo target a 14,25 euro.