Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte a Roberto Scudeletti, trader indipendente e titolare del sito www.prtrading.it.

Il Ftse Mib è tornato a recuperare terreno dopo la flessione dell'ottava precedente. Il rimbalzo delle ultime giornate proseguirà?

Continua l’alternanza di ottave negative e positive all’interno di un movimento laterale successivo al crollo delle Borse mondiali post covid-19.

A Piazza Affari c'è un piccolo spiraglio positivo, dato dalla chiusura del Ftse Mib venerdì scorso a 17.316 punti, poco sopra la prima resistenza settimanale della media a 12 periodi a 17.210 punti.

In caso di tenuta di quest’ultimo livello e sopra i 17.385 punti circa, potremo assistere ad una ulteriore spinta rialzista del Ftse Mib, almeno sino al limite superiore dell’attuale andamento ondivago, ossia in area 17.880-18mila.

Oltre il massimo relativo a 18.302 punti potrebbe partire una decisa nuova gamba rialzista, con spazio per 18.410-18.650 e 19mila-19.174 punti circa.

Viceversa, sotto i supporti giornalieri tra 17.210 e 16.950 punti di Ftse Mib, sarà possibile un ritorno anche prepotente dei venditori verso i 16.674-16.550 punti e 16.310 punti.

La perdita di quest'ultimo livello porterà ad una accelerazione verso i  15.970-15.780 punti e i 15.320-14.894 punti circa, ultimi baluardi prima di un avvitamento, al momento poco probabile e non auspicabile, verso i minimi dell’anno tra 14.695 e soprattutto 14.153 punti.

Banco BPM ha aggiornato i minimi storici nelle ultime sedute, mentre conferma una migliore tenuta Ubi Banca. Quali strategie ci può suggerire per questi due bancari?

Banco BPM dopo la recente corsa culminata con una isola di inversione, caratterizzata da due gap, uno rialzista e uno ribassista, ha intrapreso una inversione  con connotati di crollo, per poi lateralizzare in queste ultime sedute, sotto importanti resistenze giornaliere.

Infatti, a febbraio Banco BPM aveva accelerato la salita con un gap up e massimi relativi intorno a 2,59-2,52 euro, con una prima discesa in gap down a 2,27-2,18 euro circa, tramutata in capitombolo.

Il titolo ha perso così oltre il 50% scendendo a 1,1025 euro, con movimento ondulatorio tra 1,16 e 1,36 euro, attualmente alle prese con le medie a 12 e 24 periodi che fungono da ostacolo di breve e nuovi minimi poco sopra quota 1 euro.

Nuovi timidi scenari rialzisti per Banco BPM si avranno solo sopra 1,165 euro, con supporti a 1,10-1,035 euro e resistenze a 1,26-1,375 euro.

Ubi Banca, dopo una esplosione verticale rialzista, anche con ampio gap up su notizie societarie, è stata anch’essa vittima del dramma sanitario che ha coinvolto soprattutto i titoli petroliferi e appunto bancari.

Il titolo ha vissuto così un altrettanto potente e ripido ribasso, con presente tentativo di costruire una base dalla quale ripartire, almeno con una fase di rimbalzo.

Infatti Ubi Banca ha spiccato un volo addirittura fino a 4,51 euro, con recente crollo poco sopra i 2,10 euro e attuale movimento ondulatorio tra 2.55 e 2.33 circa.

Per Ubi Banca nuovi scenari rialzisti si avranno sopra 2.50 euro, con supporti a 2.375-2.256 euro e resistenze a 2.68-2.83 euro.

Venerdì scorso Diasorin e Nexi hanno brillato a Piazza Affari. Ritiene che i due titoli possano correre ancora nel breve?

Diasorin dopo una recente correzione con falsa rottura ribassista di un importante livello psicologico, ha ripreso la marcia trionfale, andando addirittura al raddoppio delle quotazioni in poco meno di 3 mesi!

Sulla tenuta di quota 125 euro di inizio dicembre 2019, Diasorin aveva infatti corretto anche sotto quota 100 euro, seppure per una seduta e mezza solamente, con pronta ripresa, trasformatasi in un missile verticale eccezionalmente sopra i 200 euro, in pieno record storico.

A questo punto è da coraggiosi entrare in acquisto sul titolo senza attendere almeno un ritracciamento, qui lo dico e qui non lo nego, quindi faccio il coniglio e non scrivo altro!

Nexi, dopo il capitombolo post covid-19m riprende il chiaro cammino crescente, seppure all’orizzonte si prospetta la chiusura del gap down che diede origine al crollo del titolo lo scorso febbraio e che ora potrebbe fungere da dura resistenza da superare.

Infatti, sulla perdita di 16 e 15 euro il titolo, per le note vicende pandemiche, è crollato sino al minimo relativo di 8,50 euro, con recente e presente fase di rilancio verso zona 15-15,35 euro circa, con all’orizzonte il livello sopra citato che si trova intorno ai 15,90 euro.

Per Nexi eventuali nuovi spunti rialzisti si avranno sopra i 15,36 euro, con supporti tra 14,63 e 13,93 euro e resistenza in zona 16,43-17,26 euro.

ENI e Saipem sono scesi scesi in controtendenza prima del week-end. Cosa può dirci di questi due titoli?

ENI, dopo la falsa rottura rialzista di un importante livello di prezzo intero ha intrapreso un trend chiaramente ribassista, con la recente accelerazione negativa dei prezzi, sotto una valanga di vendite e la presente ripresa, seppure caratterizzata da nuove vendite sino ad un minimo, al momento crescente.

Infatti, dopo la mancata conferma sopra i 14 euro di febbraio, ENI ha cominciato una continua caduta culminata con la recente rottura di 11-10 euro ed una discesa verticale poco sopra i 6,20 euro, con falsa rottura dei 10 euro in salita e attuale fase laterale tra 9 e 8 euro circa.

Sopra 8,50 euro per ENI è possibile una prosecuzione del timido scenario rialzista di breve, con supporti a 8-7,65 euro e resistenze a 9,15-9,65 euro.

Saipem dopo un ampio e lungo movimento laterale ha rotto gli indugi e, sotto la sua parte inferiore, ha intrapreso anzi ripreso con forza il trend ribassista che la caratterizza da anni, con tanto di gap down compresi, sino a fingere la rottura ribassista di un prezzo intero, con attuale tentativo di formare una base per un'eventuale ripresa dei corsi, situazione globale e del petrolio in particolare permettendo.

Nel concreto, dopo un andamento piatto tra 4,50 e 4 euro circa, sotto quest’ultimo livello è iniziato il crollo di pari passo con le quotazioni dell’oro nero, con accelerazione sotto 3 euro e un minimo addirittura sotto i 2 euro, sin poco sopra 1,77 euro e presente incertezza di breve tra 2,50 e 2,10 euro circa.

Un nuovo timidissimo segnale positivo verrà espresso solo al superamento di 2,25 euro, con supporti a 2,13 e 2,02 euro e resistenze a 2,42 e 2,60 euro.

Quali sono i titoli che sta seguendo in questa fase di mercato? A quali consiglia di guardare ora?

Monitoriamo con attenzione al rialzo ENEL, INTESA SANPAOLO e UNIPOL, mentre al ribasso AMPLIFON, EXOR, FCA, PRYSMIAN e RECORDATI.