Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Filippo Diodovich, strategist di IG, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e sulle prospettive nel breve.

I mercati azionari Usa continuano a mostrare più forza di quelli europei. Una tendenza destinata a durare? Vede ulteriori progressi a breve?

La nostra view è che i mercati azionari statunitensi continueranno a evidenziare performance migliori rispetto a quelli europei.

La principale ragione è l’atteggiamento ultra-accomodante della Federal Reserve e le manovre di sostegno all’economia e ai mercati da parte dell’amministrazione Trump.

Il presidente Donald Trump ha un obiettivo infatti abbastanza chiaro: portare i mercati azionari su livelli alti per essere usati nella campagna elettorale del prossimo autunno.

Per quanto concerne l’Europa, la BCE si comporta in modo egregio, mentre la Commissione Europea mostra dei ritardi notevoli sulla creazione di strumenti per sostenere l’economia del Vecchio Continente.

Sono trascorsi mesi e al momento sono stati fissati tre pilastri: il discusso MES (prestiti con tassi vicino allo zero da destinare alle spese sanitarie), il SURE,per sostenere la cassa integrazione e il rafforzamento del BEI per gli investimenti per la crescita.

Manca il quarto pilastro, ovvero il Recovery Fund, che sta suscitando diversi problemi tra le proposte franco-tedesche (fondo da 500 miliardi di euro finanziato da emissioni di bond con la possibilità di distribuire denaro fresco ai paesi più colpiti dall’emergenza coronavirus) a quelle dei paesi rigoristi (Olanda, Danimarca, Svezia e Austria che vorrebbero solamente l’uso di prestiti e non contribuiti o trasferimenti).

Il Ftse Mib fatica ad allontanarsi con convinzione dall'area dei 17.000 punti. C'è il rischio di nuove vendite nelle prossime sedute?

Il Ftse Mib rimane indietro rispetto agli altri indici per la debolezza del comparto bancario italiano e per le incertezze e i ritardi della politica italiana.

Crediamo che questi fattori abbiano impedito alle quotazioni dell’indice italiano di evidenziare performance migliori.
Manteniamo almeno per il medio/breve periodo una view moderatamente rialzista per l’azionario tricolore, sulla scia delle riaperture delle attività economiche a livello globale.

Riteniamo che sia possibile assistere a un movimento rialzista che guadagnerà forza con il superamento da parte del Ftse Mib della resistenza statica posizionata in area 18.400.

Banco BPM viaggia sui minimi storici, mentre si sta difendendo meglio Ubi Banca. Quali indicazioni ci può fornire per questi due titoli?

E’ un momento particolarmente complesso per il settore bancario italiano.
Banco BPM continua a rompere supporti e la corsa al ribasso non sembra trovare ostacoli. Possibili nel breve ulteriori ribassi.

Per Ubi Banca il discorso è diverso, perché legato alle incertezze sulla possibile fusione con Intesa Sanpaolo.
Anche per Ubi Banca comunque la nostra view rimane ribassista.

Spread e BTP hanno beneficiato nelle ultime sedute del successo del BTP Italia e non solo. Un buon momento per comprare titoli di Stato italiani?

Il successo del BTP Italia è legato al rendimento appetibile offerto, ovvero l’1,4% lordo, con le cedole protette dal rischio inflazione e con il premio fedeltà raddoppiato all’8 per mille.

Una scelta necessaria da parte del Tesoro per raccogliere più capitali possibili da tale emissione.

E’ vero che lo spread è sceso quasi a 200 punti base, a nostro avviso più sul passo solidale fatto dalla Germania che assieme alla Francia ha messo a punto una proposta sul Recovery Fund molto interessante soprattutto per l’Italia.

Il Governo Conte non potrà fare affidamento solamente alle emissioni di obbligazioni per coprire il fabbisogno necessario per sostenere le imprese e il mercato del lavoro, per aiutare le famiglie in difficoltà e per rilanciare l’economia.

Servono necessariamente aiuti esterni. Le incertezze sulla struttura, sulla natura dei trasferimenti e sulle tempistiche di tale Recovery Fund potrebbero portare ulteriori tensioni anche sull’obbligazionario.

L'euro-dollaro sta tentando l'allungo verso quota 1,10. Ritiene probabile una rottura al rialzo di questa soglia?

La resistenza a 1,10 per il cambio euro-dollaro è particolarmente significativa visto che è stata testata 3 volte nelle ultime settimane.

Il fallimento di un possibile breakout rialzista di 1,10 ci lascia credere che al momento lo scenario più probabile sia quello di un ritorno delle quotazioni della coppia valutaria euro-dollaro verso il supporto posizionato a 1,08.