Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

I mercati azionari continuano a spingersi in avanti, trainati in particolare da Wall Street. C’è spazio per ulteriori salite nel breve?

A Wall Street è molto forte ancora il Dow Jones che viaggia vicino ai massimi di periodo poco sotto i 25.000 punti.

Basta veramente poco, per schizzare anche sopra quest'ultima barriera, visto la forte e troppa negatività sanitaria ed economica, attenuata comunque da iniezioni sempre massicce di liquidità vera immessa sui mercati.

Basta veramente poco per l'appetito di rielezione di Trump sarà sufficiente un rallentamento nel numero dei deceduti, ormai sui 100.000, o una stabilizzazione dei sussidi di disoccupazione, giunti a 3 milioni, per portare ancora euforia sui mercati, contagiando sia il Dow Jones, che il Nasdaq e l'S&P500. 

Certo questo non potrà durare fino alle elezioni presidenziali Usa di novembre ed è difficile scegliere se sia meglio spostare l'appuntamento elettorale al prossimo anno o mantenerlo nel 2020 come da calendario.

Per il momento aspettiamoci nel breve per il Dow Jones un superamento per gradi dei 24.500/25.000 punti fino ad area 25.500, e dei 3.000/3.050 punti fino a quota 3.100 dell'S&P500.
Questo avrà effetti salutari di breve termine soprattutto per il Dax ed un poo' meno per il CAC40.

A Piazza Affari il Ftse Mib sta provando ad allontanarsi da quota 17.000 punti. Quali i possibili scenari nel breve?

A Piazza Affari ieri i volumi sono stati tutto sommato buoni e sopra la media, considerando la chiusura anche della Borsa di Londra per festività e di Wall Street, notoriamente prodighi di interventi anche pesanti sui nostri listini.

Il Ftse Mib ieri ha archiviato la seduta con una chiusura sui massimi in vista dei 17.800 punti, propedeutici al raggiungimento dei 18.200/18.300 punti, non considerando la soglia psicologica dei 18.000.

Questo alzerebbe solamente il baricentro dai 17.000 punti dell'ultimo mese e non è comunque cosa da poco.

Ci sono dei titoli a cui sta guardando con più interesse di altri a Piazza Affari?

Segnalo il grossi recupero di FCA verso i 7,70 euro, mentre UnipolSai è ritornato sui massimi di periodo din area 2 euro, dopo aver staccato però un dividendo di 0,16 euro.

EL.EN. si riavvicina ai 20 euro, soglia già toccata in queste ultime settimane e da tenere d'occhio.
Anche Valsoia si riprende, con scambi in aumento, ed uno scatto di oltre il 5% riacciuffando  gli 11 euro.

Per noi il titolo è un buy deciso fino a 12,50 euro, sui massimi degli ultimi 12 mesi, e poi buy di accumulazione per il medio-lungo termine in area 15/15,50 euro, toccato nel 2018 al netto dei dividendi.

Banco BPM resta inchiodato sui minimi storici, mentre appare migliore l’impostazione di Ubi Banca. Cosa può dirci di questi due titoli?

Tenendo presente la nostra repulsione semplicemente solo a consigliare indistintamente i titoli bancari e finanziari in genere, diamo comunque la nostra visione sul tema.

Premesso che in ogni caso è preferibile stare sui primi od al massimo i secondi di qualsiasi settore azionario, e non solo bancario e finanziario, eviteremo di acquistare Ubi Banca per lucrare sui rapporti di conversione con Intesa Sanpaolo, già di per sè molto sacrificata.

Ci posizioneremo quindi direttamente su Intesa Sanpaolo, che pare aver trovato una base fra poco meno di 1,40 euro e poco più di 1,45 euro.

Il titolo sarà da tenere per i dividendi sostanziosi che verranno, fra cui quello dell'esercizio 2019 rinviato al prossimo autunno.

Per Banco BPM, ormai quasi divenuta una stock penny (negli Usa sono i titoli che quotano sotto un dollaro) e pronta forse a far la fine di Banca Carige, Banca MPS e Creval a danno degli stessi azionisti minori.

Noi staremmo completamente fuori da Banco BPM e cosi i nostri abbonati, anche se il prezzo, a quota 1 euro, potrebbe attirare non pochi ingenui ed avidi speculatori dell'ultima ora.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di FinecoBank e Azimut e quali indicazioni ci può fornire per entrambi?

I due temi del risparmio gestito da lei indicati sono di gran lunga meglio dei bancari classici, come destino a medio-lungo termine, ma nel breve periodo sono troppo cari per avere sviluppi importanti, considerando la logica frenata psicologica degli ultimi tre mesi, dovuta alle notevoli incertezze future circa la possibilità innanzitutto di risparmio.

Meglio astenersi, ma se proprio si volesse intervenire sarà meglio FinecoBank di Azimut, quando sarà eventualmente il momento di rientrare.

L’euro-dollaro ha ritracciato dopo il test di area 1,10, mentre il dollaro-yen si mantiene al di sotto di quota 108. Cosa può dirci di questi due cross?

Ci dobbiamo necessariamente ripetere in merito a quanto detto almeno negli ultimi 12 mesi.
Vediamo l'euro-dollaro sempre fra 1,0750 e 1,1050, mentre il dollaro-yen di converso dovrebbe muoversi tra 106,5 e 109,5.

Più controllato comunque il dollaro-yen, con la solita bene attenta Bank of Japan.