Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

La scorsa settimana le Borse Usa sono salite più di quelle europee: questa tendenza è destinata a durare nel breve?

Direi proprio di sì: la differenza di performance delle Borse sulle due opposte sponde dell'Atlantico durerà ancora.
Negli Stati Uniti pare che si voglia arrivare ad una immunità di gregge, non riuscita in Inghilterra, o meglio presto accantonata, facendo leva sulla bocca di fuoco del bazooka monetario praticamente illimitato, che sostiene in ogni caso tutto il sistema.

In Europa, sempre peraltro a due velocità, si viaggia invece con enormi precauzioni, burocrazia e lentezza.
L' Italia, come al solito, fa storia a parte.

I mille campanili, le regioni e le mai defunte province, fanno da padrona, ed è sufficiente una proposta e linea di condotta indicata, per instaurare immediate polemiche ed uno scontro infinito.

Il comune denominatore oggi in Europa è il timore di nuovi focolai che si potrebbero abbattere su questa quasi generale pur minima discesa dei contagi e forza del Virus.

L'esempio ed il monito vengono in queste ore sempre da est,ossia da Cina e Corea del Sud.
Per l' Italia sta cominciando a preoccupare anche la mancanza generalizzata di aiuti tangibili ed economici ai cittadini ed alle imprese, stremate da due mesi di fermo e ormai senza più risorse.

Tornando alle Borse, Non ci stupiremmo di vedere il Dow Jones poco sotto i 25.000 punti e l'S&P500 poco sopra area 3.000.

L'Europa invece si muoverà in ordine sparso, con i vari mercati a macchia di leopardo.

Il Ftse Mib ha difeso per ora la soglia dei 17.000 punti, dando vita ad un primo recupero. Si aspetta ulteriori progressi?

Il Ftse Mib potrebbe faticare non poco a superare i recenti massimi di periodo in area 18.200/300, la cui violazione potrebbe verificarsi solo con una ulteriore discesa di tutti i parametri sanitari e con una stabilizzazione in zona di sicurezza, verso giugno, con la possibile terza fase.

In seguito però i nodi verrebbero egualmente al pettine, ed anzi un superamento  delle resistenze in velocità, con slanci del Ftse Mib anche verso i 19.500 punti, aumenterebbe la pressione ribassista conseguente.

Quest'ultima avrebbe l'unico vantaggio di riportare il range dell'indice con minimi e massimi superiori ai precedenti: da 17.000/17.200-18.000/18.200 ai 17.500-18.500 punti.

E' bene ricordare che la salita dei mercati è sempre più lunga e faticosa della discesa.

Banco BPM continua a salire dopo il rally di venerdì seguito alla diffusione dei conti, mentre si è mosso in direzione opposta Ubi Banca. Cosa può dirci di questi due titoli?

I nostri abbonati ben sanno ch giudichiamo il settore bancario molto vulnerabile ormai da più di un decennio.
Possiamo solo consigliare di stare quantomeno sui numeri uno di ogni settore ed in particolar modo, nello specifico, su quello che a maggior ragione sarà Intesa Sanpaolo dopo la fusione ormai certa con Ubi Banca.

Quindi, fra i due titoli da lei indicati meglio Ubi Banca a medio lungo termine.
Per il breve-medio periodo, considerando che quota ormai quasi come una stock penny, suggeriamo Banco BPM.

Notiamo che forse è rimasta l'ultima banca di grandi dimensioni ad andare a fidanzarsi con più players, o meglio sposarsi con un cavaliere bianco, che al momento non si intravede.

Fca si è riportato sotto quota 8 euro, ma sta perdendo terreno anche Leonardo. Quali indicazioni ci può fornire questi due industriali?

Tanto Fca quanto Leonardo sono due fra i migliori titoli di quella dozzina di large e medium cap che segnaliamo da metà marzo ai nostri abbonati.

I due titoli si sono ripresi bene dai minimi assoluti, ma ancora molto lontani dai massimi e con prospettive interessanti di fusioni e commesse.

In questa fase consigliamo comunque il semplice e solo approccio con acquisto di Fca e Leonardo con opzioni call giugno e luglio, limitando il rischio alla sola somma pagata per il possesso fino a dette scadenze.

L’euro-dollaro sta cercando di difendere la soglia degli 1,08, mentre il dollaro-yen si è riportato con slancio oltre quota 107. Qual è la sua view su questi due titoli?

Il tiro alla fune è ripreso per l'euro-dollaro fra 1,0750 e 1,1050 e al contrario con il dollaro-yen fra 106 e 110.
Da questo intervallo di prezzi non si scappa, con un forte impegno stabilizzatore soprattutto della Bank of Japan per il dollaro-yen.

Abbiamo notato che anche in presenza di fortissime tensioni, come il crack sul petrolio, la pandemia e l'impennata dell'oro, i due cross non sono usciti dai suddetti canali, se non per pochissimo e nell'intraday.