Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Angelo Ciavarella, Head of Global Markets a Infinox Capital e Professore a contratto di Teoria e pratica dei mercati finanziari all'Università di Greenwich, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Il Ftse Mib oggi si è spinto sopra area 21.000 salvo poi annullare parte del rialzo. Quali i possibili scenari dopo l'accordo sul Recovery Fund?

L'accordo sul Recovery Fund raggiunto la scorsa notte era stato in parte già prezzato dal mercato.

L'intesa c'è stata un po' al ribasso, ma leggermente, perchè l'ammontare è rimasto di 750 miliardi di euro, mentre la parte a fondo perduto è di 390 miliardi di euro.

Questo è il risultato di un compromesso tra i 4 Paesi frugali, Olanda, Danimarca, Austria e Svezia, che spingevano per non regalare soldi a fondo perduto, e l'Italia e la Spagna che puntavano invece in questa direzione.

E' passata quest'ultima linea supportata questa volta da Germania e Francia e il Paese che trarrà maggiori benefici dal Recovery Fund sarà l'Italia, con circa 210 miliardi di euro, di cui oltre 80 a fondo perduto.

A stupirmi intanto è Wall Street dove il Nasdaq Composite continua ad aggiornare i massimi storici, mentre l'S&P500 è ad un passo dai top di sempre.

Bene Piazza Affari che nelle ultime 8 sedute ne ha vissute ben 7 in positivo, con il Ftse Mib che ha provato a spingersi oltre quota 21.000, salvo poi muoversi a passo di gambero.

Soprattutto in mattinata c'è stato tanto entusiasmo per l'accordo sul Recovery Fund e questo lo trovo giustificato, mentre è ingiustificata a mio avviso la salita delle Borse vista da metà maggio ad oggi.

Trovo singolare la recente performance dell'azionario che per essere giustificata dovrà vedere un rialzo dei PIL del 7%-8% il prossimo anno.

La mia idea è che i mercati si stiano spingendo un po' troppo in avanti e questo mi sembra l'ultimo schizzo verso l'alto.

Dai livelli attuali si corre il rischio di assistere a correzioni importanti soprattutto a Wall Street.

Non è da escludere che le Borse possano muoversi ora un po' diversamente e il mercato italiano è quello che potrebbe fare di più rispetto agli altri, visto che il Ftse Mib è ancora sotto di circa il 10% rispetto ai valori del close del 2019.

Per l'indice domestico c'è quindi ancora spazio al rialzo, fermo restando che in generale mi sembra che ci sia un po' troppa euforia.

Il Ftse Mib ha chiuso finalmente il gap in area 20.750 lasciato aperto durante la crisi coronavirus e ora potrebbe spingersi in direzione dei 21.800/22.000 punti.

In sintesi Piazza Affari può ancora salire nel breve, con un occhio però sempre rivolto al rischio di eventuali correzioni.

In caso di storni il Ftse Mib potrebbe riportarsi verso i 20.200/20.000 punti, ossia verso l'area da cui è partita l'ultima gamba di rialzo.

Unicredit e Banco BPM da ieri sono finiti sotto i riflettori sulla scia dei rumor relativi a possibili operazioni straordinarie. Qual è la sua view su entrambi?

Banco BPM di fatto ha praticamente quasi raggiunto il target di questa salita che si poteva individuare in area 1,6/1,65 euro. 

Oggi il titolo ha rotto al rialzo un livello importante quale quota 1,4 euro, spingendosi fino ad un top a 1,56 euro.
Banco BPM potrebbe anche salire fino a 1,65/1,7 euro e non mi aspetto rialzi più marcati a meno che non ci siano operazioni straordinarie a sostegno degli stessi.

Il titolo rientra in un settore che si conferma in difficoltà e che in generale vede i vari protagonisti su valori ben inferiori a quelli del close del 2019.

Per Banco BPM non vedo upside oltre 1,65/1,7 euro, mentre al ribasso una rottura di 1,4 euro farà scattare nuovamente le vendite.

Unicredit oggi è arrivato ad un passo dal target della salita in atto in area 9,5 euro e solo con ritorni al di sopra dei 9 euro si potrà pensare a nuovi allunghi verso area 9,8/10 euro.

ENI e Saipem oggi salgono ma non mostra grande entusiasmo considerando il rally del petrolio. Quali indicazioni ci può fornire per questi due temi oil?

ENI fatica a salire malgrado il petrolio stia segnando nuovi massimi di periodo e mi sembra che un po' ovunque il settore oil stia soffrendo.

Mi meraviglia che il titolo non riesca a riposizionarsi neanche sopra i 9 euro e a questo punto penso che solo la rottura dei 9/9,2 euro in chiusura porterà nuovi spunti rialzisti sul titolo.

Ricordiamo che se ENI non salirà, il Ftse Mib più di tanto non potrà fare, visto il peso importante del titolo nel paniere delle blue chips.

Simile il discorso per Saipem che resta compresso verso la parte bassa del range esplorato di recente.

Qualche acquisto si potrà valutare in caso di rialzi del titolo sopra i 2,3/2,35 euro in chiusura di sessione, con target a 2,6 euro, ma Saipem non mi piace molto perchè lo vedo in difficoltà.

STM ha invertito la rotta dopo il buon rialzo della mattinata. Cosa fare con questo titolo ora?

STM beneficia della spinta che arriva dal settore tecnologico Usa e in caso di ulteriori sviluppi positivi potrà allungare il passo verso i 28,5/28,8 euro.

In caso di violazione del massimo precedente a 29,3 euro potrebbe salire ulteriormente, ma ritengo difficile che ciò possa accadere nell'immediato.

Ai prezzi attuali non comprerei in ogni caso STM che valutarei su livelli più bassi e precisamente in area 25/24,5 euro.