Di seguito riportiamo l'intervista a Davide Biocchi, professional trader, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro sta allungando con decisione il passo ogi e sembra diretto nuovamente verso area 1,13. Quali i possibili scenari nel breve?

Graficamente l'euro-dollaro sta disegnando una flag e mi aspetto che figure di questo tipo, dopo che c'è un pennant, ossia un'asta, siano leggermente in controtendenza. 

Alla luce di ciò la mia idea è che il buy per l'euro-dollaro scatta sopra 1,13 e il sell sotto area 1,115.

In caso di rottura al rialzo di quota 1,13 l'euro-dollaro potrà spingersi verso il target degli 1,15, mentre sotto 1,115 ci sarà spazio di discesa fino ad area 1,10.

In questo momento sono piuttosto neutrale sul cross e onestamente non ho una convinzione più al rialzo o al ribasso.

L'euro-dollaro potrebbe andare da qualsiasi parte, ma tornando alla flag di cui parlavo prima, essendo un pennant propendo un po' più per il rialzo.

Cosa può dirci in merito al recente andamento dell'oro e quali le attese per le prossime sedute?

L'oro si conferma forte e si mantiene sempre nella parte alta del trading range, anzi ora si trova proprio in cima allo stesso, con uno spirito decisamente orientato a rompere verso alto, per quanto nessuno può sapere quando e se lo farà.

In caso di violazione al rialzo dei 1.790 dollari l'oro avrà spazi di crescita fino ad area 1.900 dollari.

Se si dovesse continuare nel trading e range e il gold non dovesse riuscire a rompere i 1.790 dollari, allora non saranno da escludere movimenti al ribasso che avranno come target la soglia dei 1.670 dollari.

Il petrolio oggi ritrova la via del rialzo e si riporta in area 39 dollari al barile. Si aspetta nuovi spunti verso l'alto dai valori attuali?

Il petrolio resta in trading range che vede come supporto i 34/35 dollari e come area di resistenza i 40/41 dollari.

Fino a quando le quotazioni dell'oro nero si manterranno all'interno di questo intervallo di prezzi sarà difficile assistere a movimenti direzionali.

Per poter spostare il petrolio da una parte o dall'altra servirà qualcosa di rumoroso, ci vorrà cioè qualcosa di forte che sia in grado di scuotere i prezzi e farli muovere in un verso o nell'altro.

Alla luce di quanto detto fino ad ora a livello intermarket, cosa può dirci per le Borse?

Per le Borse a mio avviso ci attendono due giorni finali di window dressing, ossia oggi e domani.

Può essere quindi che ci siano ancora quegli aggiustamenti che spingeranno a salire ciò che fino ad ora è salito e a scendere ciò che fino ad ora è calato.

In seguito però i mercati dovranno dimostrare di avere ancora forza e parlando in particolare di Piazza Affari secondo me la forza del Ftse Mib non è più quella di prima.

L'indice delle blue chips è un po' stanco e il discorso non è diverso per altri, come ad esempio il Nasdaq Composite che alla fine sta girando sempre attorno ai 10.000 punti.

Anche l'S&P500 e l'Eurostoxx sembrano un po' più deboli e serve qualcosa che possa risvegliarli e ridare loro vigore.