Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte a Roberto Scudeletti, trader indipendente e titolare del sito www.prtrading.it.

Il Ftse Mib ha recuperato terreno la scorsa ottava, malgrado la pesante battuta d'arresto di venerdì. Quali le attese per le prossime sedute?

Dopo l'auspicata reazione positiva della scorsa ottava, ora Piazza Affari si trova in una fase anche grafica di incertezza.

Il Ftse Mib è infatti in bilico tra una eventuale nuova discesa e una prosecuzione della faticosa risalita, ancora distante dall’essere una vera inversione rialzista.

Per le prossime sedute, sotto i 16.665-16.580 punti di Ftse Mib assisteremo ad una discesa sul supporto della media giornaliera a 12 periodi a 15.950 punti circa.

Al di sotto di questa soglia i venditori avranno spazio per i 15.790-15.320 punti, con eventuale estensione a 15.090-14.890 punti, ultimo baluardo prima di un ritorno pesante sui minimi dell’anno a 14.153 punti.

Viceversa, sopra i 17.285-17.370 punti, potremo assistere ad un attacco rialzista da parte del Ftse Mib dei massimi della scorsa ottava a 17.830 punti.

In caso di superamento di questo ostacolo, sarà possibile un rialzo verso le resistenze in area 18.400 e della media daily a 24 periodi a 18.530 punti circa, che almeno in un primo momento dovrebbe respingere ulteriori velleità dei compratori.

Ubi Banca prima del week-end si è difeso meglio di altri bancari, mentre ha pagato un conto più salato Banco BPM. Cosa può dirci di questi due titoli?

Ubi Banca, dopo una esplosione verticale rialzista, anche con ampio gap up su notizie societarie, è stata anch’essa vittima del dramma coronavirus che ha coinvolto soprattutto i titoli petroliferi e bancari.

Il titolo ha accusato così un altrettanto potente e ripido ribasso, con presente tentativo di costruire una base dalla quale ripartire, almeno con una fase di rimbalzo.

Ubi Banca infatti ha spiccato il volo dopo l'Ops di Intesa Sanpaolo, arrivando addirittura a 4,51 euro, con recente crollo poco sopra i 2,10 euro e attuale timida ripresa in area 2,61-2,41 euro circa.

Nuovi scenari rialzisti per Ubi Banca si avranno sopra i 2,62 euro, con supporti a 2,495-2,376 euro e resistenze a 2,80-2,95 euro.

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Banco BPM nella scorsa estate ha formato un doppio minimo sulla cui tenuta ha svoltato al rialzo, con una recente impennata verticale, la formazione di un doppio gap, prima up e poi down, che ha dato il là alla presente correzione.

Quest'ultima è stata amplificata dai noti avvenimenti, con presente rallentamento e tentativo di costituzione di una base di prezzo stabile dalla quale ripartire o, nel peggiore dei casi, crollare novamente.

Tra maggio e agosto 2019 Banco BPM era sceso in intraday sotto 1,60 euro, da cui ha iniziato una buona ripresa, prima verso quota 2,20 euro, successivamente volando a 2,59 euro, con recente discesa repentina poco sopra 1,10 euro e attuale ripresina in zona 1,38-1,23 euro circa.

Nuovi timidi scenari rialzisti per Banco BPM solo sopra 1,39 euro, con supporti a 1,325-1,26 euro e resistenze a 1,485-1,58 euro.

Azimut e FinecoBank sono stati tra i peggiori del Ftse Mib nell'ultima seduta. Quali indicazioni ci pu fornire per entrambi?

Azimut negli ultimi mesi è stata protagonista, dopo un ampio ribasso di medio termine, di una ripresa al raddoppio, con rottura rialzista di un importante livello, seguita dal recente rialzo verticale e da un doppio massimo decrescente che ha favorito la presente correzione.

Quest'ultima si è poi tramutata in un crollo verticale, causa la caduta del mercato per via del coronavirus, con tentativo attuale di rimbalzo.

Nello specifico, a inizio 2019 abbiamo assistito per Azimut ad un duplice minimo rialzista a 9,252-9,614 euro, con profittevole rialzo poco sotto i 24 euro, recente capitombolo veloce a 20,38 euro, con missile rialzista sino a 24,70 euro non confermato, sali e scendi tra 22 e 24 euro e attuale ennesima correzione diventata capitombolo poco sopra i 10 euro, con ripresa in area 13,90-12,50 euro circa.

Un nuovo timido impulso rialzista si avrà per Azimut solo sopra i 14,90 euro, con supporti 13,70 e 13,20 euro e resistenze a 16,70-17,85 euro.

FinecoBank dopo la fase correttiva estiva del 2019 ha intrapreso una discreta fase rialzista, sino ad un recente massimo relativo che, essendo peraltro decrescente, ha favorito la recente forte fase discendente, con falsa rottura ribassista di un livello di prezzo intero e la presente ripresa da confermare nelle prossime sedute.

Nel concreto, sulla tenuta di 8,40 euro di agosto 2019, per FinecoBank è partita una salita sino alla falsa rottura rialzista dei 12 euro di inizio febbraio 2020, con correzione verticale poco sotto i 7 euro e immediata ripresa in zona 8,65-8,25 euro circa, in attesa di ulteriori sviluppi in un senso o nell’altro.

Oltre 8,84 euro avremo per FinecoBank un rinnovato impulso rialzista, con supporti a 8,40 e 8,10 euro e resistenze a 9,45-9,85 euro.

Saipem ed ENI sono stati affondati dal nuovo ribasso del petrolio. Quali strategie ci può suggerire per questi due titoli?

Saipem dopo un recente movimento laterale ha rotto gli indugi e, sotto la sua parte inferiore, ha intrapreso, anzi ripreso, con forza il trend ribassista che lo caratterizza da anni, con tanto di alcuni gap down compresi, sino a fingere la rottura ribassista di un prezzo intero.

Per ora stiamo assistendo ad un tentativo di formare una base per un'eventuale ripresa dei corsi, situazione globale e del petrolio in particolare permettendo. Nel concreto, dopo un andamento piatto tra 4,50 e 4 euro circa, sotto quest’ultimo livello per Saipem è iniziato il crollo di pari passo con le quotazioni dell’oro nero.

Il titolo ha così accelerato sotto i 3 euro, con un minimo addirittura sotto i 2 euro, sin poco sopra 1,77 euro, e presente risalita in area 2,44-2,22 euro circa.

Un nuovo timidissimo segnale positivo verrà espresso da Saipemsolo al superamento di 2,45 euro, con supporti a 2,33 e 2,22 euro e resistenze a 2,62 e 2,80 euro.

ENI dopo la falsa rottura rialzista di un importante livello di prezzo intero, ha intrapreso un trend chiaramente ribassista, che pareva aver trovato una base su un altro livello intero, rotto con la recente accelerazione negativa dei prezzi, sotto una valanga di vendite e la presente ripresa, in attesa di una chiara direzionalità.

Infatti, dopo la mancata conferma sopra 16 euro di aprile 2019, ENI ha cominciato una continua caduta, culminata con la recente tenuta di 13 euro, ma dopo un tentativo di rimbalzo, alla rottura di tale livello abbia assistito ad una discesa verticale poco sopra i 6,50 euro, con attuale tentativo di rimbalzo tecnico in zona 8,90-8,20 euro circa.

Sopra i 9 euro per ENI sarà possibile una prosecuzione del timido scenario rialzista di breve, con supporti a 8,57-8,16 euro e resistenze a 9,65-10,15 euro.

Quali sono i titoli che sta seguendo più da vicino in questa fase? A quali consiglia di guardare ora?

Monitoriamo con prudenza in ottica long A2A, DIASORIN, ENEL, HERA e TELECOM ITALIA, mentre in chiave ribassista segnaliamo BPER BANCA, CAMPARI, FERRARI, e RECORDATI.