Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Alessandro Cocco, trader di Tag Group, al quale abbiamo rivolto delle domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro viaggia ad un passo da quota 1,16 grazie anche alla spinta dell'ok al Recovery Fund. Il rialzo in atto proseguirà nel breve?

L'euro-dollaro è partito al rialzo in maniera forte e come già indicato nell'intervista della scorsa settimana ha violato verso l'alto i massimi del 9 marzo.

A mio avviso si può ancora salire dopo la rottura di 1,15 e se i corsi riusciranno a confermare la violazione della fascia resistenziale compresa tra 1,153 e 1,157.

In caso di indicazioni positive in tal senso, per l'euro-dollaro si apriranno le porte per un allungo verso area 1,17 prima e 1,174 in un secondo momento.

Teniamo in considerazione i massimi del 9 marzo a ridosso di area 1,1495/1,15, che ora diventano un supporto importante da tenere.

In caso di test di questa soglia l'euro-dollaro dovrà rimbalzare, perchè in caso di violazione di quota 1,15/1,1495 rischierà una discesa verso quota 1,143 prima e in seguito in direzione di area 1,135.

L'oro continua a salire senza sosta, sempre più vicino ad area 1.900 dollari. Cosa può dirci di questo asset?

L'oro ha continuato a salire approfittando anche di qualche incertezza dei mercati azionari nelle ultime due sedute.

Al ribasso il primo supporto lo possiamo individuare a 1.818 dollari, sotto cui l'oro troverà un altro sostegno in area 1.790 dollari.

L'eventuale abbandono di quest'ultima soglia favorirà un ritracciamento più ampio verso i 1.750 dollari prima e i 1.720 dollari in un momento successivo.

La mia idea è che l'oro possa continuare a salire e possiamo individuare un target settimanale in area 1.930 dollari, da raggiungere con uma certa facilità se la volatilità si manterrà su livelli elevati.

Questo porterebbe l'oro a superare i massimi del 2011 toccati il 4 settembre.

Il petrolio sta provando a spingersi oltre quota 42 dollari al barile. Vede ulteriori progressi nel breve?

Il petrolio ha rallentato fortemente la sua salita nell'ultimo periodo e in particolare da inizio giugno.

Le quotazioni si sono compresse e sembra che la scorsa settimana stesse aumentando nuovamente la volatilità, facendo sperare nel superamento della resistenza in area 41,65/42 dollari.

Il petrolio ci sta provando dopo aver chiuso il gap del 9 marzo a 41,6/41,65 dollari e bisognerà attendere ora il superamento di area 42,5 dollari per assistere a nuovi rialzi.

Oltre i 42,5 dollari il petrolio potrà allungare verso il 47/47,5 dollari, target che avevamo già indicato nell'intervista della scorsa settimana.

Prendendo in considerazione i minimi del 15 giugno e del 10 luglio, se tracciamo una trendline troviamo ai 39,75/39,7 dollari come supporto per il petrolio.

In caso di violazione di questo sostegno si potrebbe assistere all'inizio di una divergenza, ma non mi aspetto ribassi molto accentuati almeno nell'immediato.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali indicazioni ci può fornire per le Borse?

Da segnalare che due giorni fa il Dax ha provato a superare la soglia dei 13.300 punti salvo poi frenare e mantenersi per ora al di sotto della suddetta area.

Sembra quasi un campanello d'allarme di un possibile ritracciamento, quindi al momento l'intonazione resta long, ma è bene fare attenzione.

Il Ftse Mib invece sembra voler ritracciare e fatta eccezione per il Dax, la view per gli indici europei sembra ribassista.