Di seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione di Piazza Affari e sulle strategie da seguire per diversi titoli.
Pietro Paciello vi aspetta il lunedì e il venerdì alle ore 16 con il Market Talk OPENING BELL - NewTraderLab. Per info clicca qui.

Il Ftse Mib non è riuscito a confermare oltre una certa soglia lo spunto rialzista partito dai recenti minimi in area 16.500. Quali le possibili evoluzioni a Piazza Affari?

La sospensione delle vendite allo scoperto a partire da martedì non è il fattore che ha scatenato il ribasso a Piazza Affari.

Ricordo che a livello politico fino a ieri c'era qualche timore e un po' di instabilità, quindi da un lato l'apertura dello short selling ha favorito qualche speculazione, dall'altro il nostro mercato ha fibrillato ancora una volta per variabili endogene.

Dal punto di vista operativo, nelle prossime giornate per il Ftse Mib il quadro è molto stretto e poco significativo.

Segnaliamo un'area supportiva abbastanza evidente in zona 16.500, minimo relativo di qualche giorno fa, mentre al rialzo vedo una prima resistenza a 17.500 che, se violata, potrebbe portare il Ftse Mib a rivedere i massimi di fine aprile in area 18.400.

Ribadisco che Piazza Affari non abbia grandi temi da sviluppare e che è inserita in una logica di trading.

Oggi ci troviamo di fronte ad una realtà particolare: in presenza di mercati azionari globali che hanno effettuato dei recuperi molto più consistenti rispetto a quello di Piazza Affari, quest'ultima ha accumulato un ribasso.

Non siamo però un mercato sanissimo per costituzione e notre vicende, motivo per cui dubito che il Ftse Mib riuscirà a colmare questo ritardo.

Se poi nel frattempo, stante gli eccessi raggiunti ad esempio dal Nasdaq Composite, gli altri indici azionari dovessero iniziare a correggere, evidentemente Piazza Affari se la passerebbe abbastanza male.

Credo che la situazione del nostro mercato rispecchi tutto sommato questa stabilizzazione che sta interessando tutte le Borse.

Gli altri indici stabilizzano in alto e il nostro in basso per i motivi accennati primi, ma di fatto il Ftse Mib da ora in poi andrà a replicare in pieno quello che faranno gli altri listini.

Prescindendo da queste considerazioni, per il Ftse Mib ribadisco di fare attenzione all'area di 16.500 al ribasso e a quella dei 17.500 al rialzo.

La fuoriuscita da questo triangolo di congestione ci regalerà una spinta interessante, rialzista o ribassista, ma prima onestamente non vedo motivi per muoversi.

Nel breve non escludo rischi al ribasso a Piazza Affari: sono portato a pensare che se gli altri mercati dovessero avviare una correzione consistente, dopo il forte rimbalzo dai recenti minimi, a quel punto il Ftse Mib romperebbe area 16.500 al ribasso e credo che andremo a rivedere i minimi di marzo poco sopra i 14.000 punti.
Non auspico che ciò avvenga, ma mi sembra uno scenario più logico.  

Banco BPM ha sceso su nuovi minimi storici dopo la sospensione dello short selling, mentre si comporta meglio Ubi Banca, aiutato dallo scudo dell'Ops di Intesa Sanpaolo. Cosa può dirci di questi due titoli?

Per Banco BPM c'è da dire che non è debole da oggi nè da quando sono state sciolte le riserve sulla vendita allo scoperto due giorni fa.

Il titolo è debole in maniera struttura e da febbraio viene giù da area 2,6 euro ed è stato uno dei pochi che non ha recuperato nulla.

Dal punto di vista operativo, Banco BPM è un coltello che continua a cadere, quindi non va afferrato ora.

Si comprerà solo sulla forza e il primo segnale in tal senso lo vedo nel breakout della prima resistenza dinamica che riesco ad individuare, ossia una chiusura giornaliera sopra 1,165/1,17 euro.

Oltre questa soglia Banco BPM potrebbe anche mettere a segno un bel recupero, ma prima onestamente mi sembra giusto e doveroso segnalare di non operare sul titolo.

Un po' diversa la situazione su Ubi Banca, visto che sicuramente il paracadute dell'Ops di Intesa Sanpaolo sta facendo il suo lavoro.

Anche nel caso di Ubi Banca però la stabilizzazione verso il basso è impressionante e segnalo la possibilità a livelli inferiori a quelli attuali di un supporto molto forte a 2,12 euro.

Comprerei su Ubi Banca l'estrema debolezza a 2,12 euro, oppure la forza in caso di chiusura sopra i 2,55 euro, evento che probabilmente porterà il titolo ad abbandonare questa fase di depressione dei prezzi.

Telecom Italia ha provato oggi a risalire la china dopo l'affondo delle ultime due sedute, fallendo però nel suo intento. Quali strategie ci può suggerire per il titolo?

Quello di oggi è stato il classico rimbalzo del gatto morto che ha avuto peraltro vita breve, essendo stata una reazione ad un eccesso di venduto.

Non vedo però per Telecom Italia nessuna motivazione grafica per un posizionamento di lungo. 
Anche in questo caso, se si dovrà intercettare il titolo bisognerà farlo sulla forza visto che di debolezza ce n'è tantissima.

Una chiusura di Telecom Italia sopra quota 0,365/0,37 uro potebbe essere un primo segnale, ma fino ad allora i rimbalzi andranno sempre venduti.

Enel continua a mostrare forza, in linea con quanto accaduto nelle ultime sedute. Valuterebbe un acquisto del titolo?

Il mercato sta premiando chi ha la capacità di buon timing di intervento, quindi tutti i posizionamenti sulla forza sono perdenti.

Di conseguenza o si compra quando i prezzi sono particolarmente bassi, quindi in prossimità di grandi aree di supporto, oppure è meglio non intervenire, perchè comprare sulla forza fino ad oggi si è rivelato una grande delusione.

Su Enel dunque non interverrei ora anche perchè alle prese con la prima resistenza a 6,31 euro, superata la quale si guarderà all'ostacolo successivo dei 6,5 euro.

Chi ha il titolo in portafoglio fare bene a monitorare questi due livelli, mentre chi è fuori a mio avviso non ha lo spazio prezzo per entrare con un buon rapporto rischio-rendimento.

Lo stop loss per Enel infatti sarebbe troppo ampio rispetto al potenziale target e ribadisco che è un mercato da trading range, quindi o si ha un timing molto efficiente o è meglio non provarci neanche. 

Per Enel poi in termini di pericolo potenziale sarebbe una discesa sotto 5,81/5,8 euro a dare un segnale ribassista, ma per ora il titolo è chiaramente long.

Fca ha indietreggiato dopo l'exploit di lunedì scorso seguito alla richiesta del prestito garantito dallo Stato. Quali strategie ci può suggerire per questo titolo?

Devo premettere che sono short su Fca e non vorrei essere condizionato nella mia valutazione.

A mio avviso il titolo sta scontando tutto quello che di positivo poteva scontare e quando ha raggiunto area 8 euro ha toccato una soglia psicologica non indifferente.

Penso che Fca possa scendere ancora almeno per andare a colmare il gap in zona 6,55 euro, quindi mantengo la mia posizione short.

Solo un repentino recupero di area 7,8/7,85 euro mi farebbe cambiare idea, ma al momento vedo Fca inserito in una dinamica ribassista e spero che prosegua, visto il mio posizionamento.