Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Gianluigi Raimondi, analista tecnico e co-fondatore di Finanzaoperativa.com, con domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Il Ftse Mib ha visto fallire l'allungo oltre quota 20.000 e ieri è tornato sotto tale soglia. Cosa si aspetta alla luce degli ultimi movimenti?

Nelle prossime sedute è atteso il rientro degli operatori dalle ferie e auspicabilmente si avrà un incremento degli scambi a Piazza Affari.

Dal punto di vista tecnico il Ftse Mib è graficamente incastrato in un trading range, ossia in un movimento laterale con baricentro di oscillazione dei corsi intorno alla soglia dei 20.000 punti.

A mio giudizio l'indice potrà uscire al rialzo con questo movimento laterale solo con la conferma del superamento della resistenza statica di breve a quota 20.460 punti.

Oltre questo livello il successivo target per il Ftse Mib sarà a ridosso della soglia dei 21.000 punti e anche oltre.
Per contro, l'eventuale cedimento del supporto statico a quota 19.480 punti innescherebbe una nuova discesa verso un altro sostegno statico a 18.900 punti, preludio ad un ulteriore ribasso sin verso il supporto a quota 18.315 punti.

Personalmente al momento sono fuori dal mercato perchè è vero che il Ftse Mib ora è in trading range, ma non sono confidente che il rialzo possa continuare nel medio termine.

Nelle prime settimane di settembre mi aspetto una correzione e poi un ritorno del rialzo anche in vista delle elezioni presidenziali Usa.

Non sarà un bel mese quello che sta per iniziare, anche perchè statisticamente settembre non lo è mai stato.

Quali indicazioni ci può fornire per i due big del settore bancario quali Unicredit e Intesa Sanpaolo?

Unicredit si muove in uno stretto trading range e un'uscita a breve da questa empasse si potrà avere solamente con la conferma del superamento della resistenza statica di breve a quota 8,6 euro, con successivi target a 9 e a 9,4 euro.

Al contrario il cedimento del supporto a 7,9 euro innescherebbe una correzione che porterebbe Unicredit verso 7,55 euro prima e in seguito in direzione dei 7/6,8 euro.

Intesa Sanpaolo si sta avvicinando al test della media mobile a 50 sedute che ora transita a 1,78 euro.
La conferma della tenuta di questo livello potrebbe favorire un rimbalzo verso 1,9 e 1,93 euro, e poi riportare i corsi al di sopra dei 2 euro.

L'incrocio al ribasso di quota 1,78 euro, cosa che vedo assai probabile, potrebbe portare i corsi prima al test di 1,67 euro e poi al di sotto della soglia a 1,6 euro.

Enel viaggia circa 1 euro più in basso rispetto ai massimi storici. Questa flessione offre occasioni per nuovi buy?

Dopo i massimi della terza settimana di luglio in area 8,5 euro e un ulteriore tentativo di ripresa che però è fallito, su Enel vedo quasi delle prese di beneficio.

Il titolo è molto tecnico e la tenuta del supporto a 7,6 euro potrebbe innescare un'inversione rialzista in ottica di breve verso quota 8,1 euro e quindi far proseguire Enel in quel trading range che lo caratterizza dall'ultima settimana di luglio.

Sotto quota 7,6 euro invece il downtrend avrebbe un po' più forza, con obiettivi a 7,4 euro prima ed eventualmente a 7,1 euro.

Al di sopra della resistenza a 8,1 euro per Enel sarà possibile un ulteriore allungo verso quota 8,5 euro.

Ieri STM è tornato indietro dopo essersi spinto fino all'area dei 26,5 euro. Qual è la sua view su questo titolo?

STM dopo aver registrato l'incrocio al rialzo delle medie mobili a 21 e a 50 sedute in zona 24,84 euro, ha oltrepassato ieri anche la resistenza statica di breve a 25,6 euro, per poi fermarsi esattamente su questo livello al close.

Complice anche il fatto che gli indicatori tecnici non sono ancora entrati in zona di ipercomprato, è possibile assistere ad un allungo di STM con primo target in zona 28 euro e poi al test della resistenza statica di medio termine in area 29,5 euro.

A chi volesse acquistare STM suggerirei di fissare uno stop stretto a 25,35 euro, dov al momento transita il supporto dinamico ascendente di breve termine.

Ci sono altri titoli che vuole segnalarci a Piazza Affari?

Sempre tra le blue chips segnalo Prysmian che è graficamente inserito in un canale rialzista dalla seconda metà di marzo scorso.

Proprio ieri il titolo ha superato la resistenza statica a 23,25 euro e nelle prossime sedute potrebbe allungare il passo sin verso la soglia dei 23,7 euro, top da inizio anno.

Difficile che Prysmian possa andare oltre almeno per ora il livello appena indicatori, trattandosi di un ostacolo importante.

Un acquisto del titolo dovrà essere accompagnato a mio avviso da uno stop loss a 22,6 euro, dove transita al momento la media mobile a 21 sedute.