Di seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione di Piazza Affari e sulle strategie da seguire per diversi titoli.
Pietro Paciello vi aspetta il lunedì e il venerdì alle ore 16 con il Market Talk OPENING BELL - NewTraderLab. Per info clicca qui.

Il Ftse Mib ha subito un duro colpo ieri, riportandosi sui minimi di metà giugno scorso. Il mercato ora cambia faccia o è presto per dirlo?

Il Ftse Mib ha violato al ribasso anche i minimi che si erano registrati a inizio mese durante il piccolo crollo del mercato tecnologico americano.

Per me la rottura dei 19.200 punti di Ftse Mib equivale ad una resa che è tecnicamente ribassista e dovrebbe spingere velocemente l'indice verso la soglia di supporto stimabile in zona 18.350/18.300 punti.

Diciamo quindi che i mercati azionari sono definitivamente compromessi al ribasso, salvo colpi di coda che al momento non riesco ad immaginare.

Per quanto mi riguarda, con la violazione dei 19.200 punti di Ftse Mib è avvenuta una consacrazione ribassista di uno scenario sul mercato.

Non sfugga il fatto che questo movimento ribassista è stato preceduto da una trappola rialzista con due giornate che hanno visto il Ftse Mib sopra area 19.900/20.000.

Tanti hanno creduto ad un tema rimbalzista del mercato che in quel momento era anche assecondato da un po' di ritorno di forza sulla tecnologia americana che non si sta concretizzando.

In questo momento, pur non volendo parlare di dipendenza dagli indici americani, c'è anche il fatto che in Europa la problematica Covid riprende ad assumere dei toni importanti.

Questo si riflette molto bene sul petrolio che ha iniziato a scendere perchè se il coronavirus dovesse presentare nuovamente problematiche all'economia, i consumi in generale dovrebbero rallentare di nuovo.

Il petrolio di per sè uno degli indicatori più efficaci, quindi in generale potremmo dire che tutto collima con una rottura ribassista dei mercati.

ENI ha accusato un netto calo ieri complice anche lo stacco del dividendo. Cosa può dirci di questo titolo?

ENI è fortemente correlato al petrolio e credo che si stia muovendo graficamente in maniera ineccepibile.

Alla fine di agosto il titolo ha tentato un allungo rialzista sopra area 8 euro, si è scontrato con una evidente resistenza dinamica e dalla stessa è stato respinto.

ENI è sceso la soglia dei 7 euro, psicologica ma anche discretamente tecnica, in quanto è possibile identificarla unendo una serie di minimi decrescenti.

Anche in questo caso si tratta di un titolo compromesso al ribasso e come dicevo poc'anzi parlando del Ftse Mib, o qui i mercati hanno un colpo di reni impressionante oppure si andranno a cercare nuovi minimi.

Nel caso di ENI parliamo di area 6,3/6,25 euro, ma ribadisco che il titolo è compromesso al ribasso da tempo e solo una chiusura sopra 7,6/7,65 euro ridarebbe un po' di verve rialzista.

Nel settore dell'energia ieri Enel si è in qualche modo difeso, vista anche la sua minore dipendenza dal petrolio. Quali strategie ci può suggerire per questo titolo?

Il grafico di Enel è un po' diverso perchè la dipendenza dal petrolio è decisamente meno forte.

Il titolo è stato uno dei pochi che è riuscito a recuperare la discesa da Covid-19, ma poi sono partite le prese di beneficio.

Enel è stato molto tonico e forte e ipotizzando che lo sia anche in futuro segnalo una zona di supporto molto valida in area 7,15/7,1 euro.

Si tratta del supporto dinamico che si può costruire dai minimi relativi che si sono creati post forte choc da Covid, quindi si tratta di un livello molto osservato dagli operatori.

In caso di tenuta di area 7,15/7,1 euro, per Enel potrebbe esserci un tentativo di rimbalzo anche con un rapporto rischio-rendimento interessante.

Ricordo che Enel è il titolo più pesante del Ftse Mib, quindi se dovesse reagire in area 7,15/7,1 euro potrebbe anche decretare un nuovo ciclo potenzialmente rimbalzista sull'indice in generale.

Enel va tenuto quindi sicuramente d'occhio, tenendo presente che non è ancora compromesso al ribasso.

Banco BPM ieri è stato uno dei peggiori tra i bancari, mentre Mediobanca si è mosso in linea con il Ftse Mib. Quali indicazioni ci può fornire per questi due titoli?

Banco BPM solo ieri, pur in una fase laterale leggermente positiva, ha rotto al ribasso l'area supportiva a 1,335 euro.

Il grafico è compromesso al ribasso e a questo punto bisogna andare a cercare nuovi livelli di supporto su cui si potrebbe arrestare questa discesa.

Il primo che mi viene di suggerire è in zona 1,25 euro, ribadendo che è da ieri che Banco BPM entra potenzialmente in un ciclo ribassista.

Mediobanca ha lavorato abbastanza bene questo mese, ha incontrato una forte resistenza in zona 7,6/7,65 euro.
Giustamente su questo livello si è fermato e la debolezza di ieri ha colpito anche Mediobanca che si trova ora sul filo del rasoio.

Il grafico del titolo è equiparabile a quello di Banco BPM, con la differenza che quest'ultimo ha già violato al ribasso, mentre Mediobanca tenta di mantenersi al di sopra di una soglia critica.

Una chiusura sotto area 6,7 euro decreterebbe per il titolo l'abbandono di un precedente e molto interessante ciclo rialzista.

Telecom Italia ieri è sceso sotto quota 0,35 euro. Meglio stare alla larga ora da questo titolo?

Telecom Italia dal punto di vista tecnico-grafico si sta comportando in maniera eccellente.

Il livello di 0,42 euro era una resistenza dinamica molto chiara e visibile, quindi il recente rimbalzo ha incontrato in quest'area una resistenza difficile da superare, considerato anche il contesto difficile di mercato.

Nella fase discendente Telecom Italia è sul filo del rasoio, con un supporto abbastanza evidente dai minimi di marzo in zona 0,35 euro, violato ieri.

Conferme al di sotto di tale soglia riporteranno drammaticamente il titolo in ottica short, viceversa un recupero della stessa offrirà potenzialmente una zona d'acquisto.