Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Gerardo Murano, consulente finanziario indipendente, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su diverse blue chips.

Il Ftse Mib è stato respinto nuovamente dai recenti top in area 19.900. Vede ancora la possibilità di recuperi o si aspetta nuove vendite nel breve?

L'analisi del movimento del Ftse Mib parte da una fase di accumulazione, una forte spinta verso l'area dei 20.300, una fase di storno mediamente decisa ma superiore al 50% che ha portato le quotazioni verso i 18.250 punti.

Da allora si è avuta una fase neutrale che assume le caratteristiche triangolari in termini tecnici.

Il triangolo delimita le potenziali direzionalità del movimento, fermo restando che la fase neutrale è giustificata dal flusso di notizie che appare incerto.

Ci troviamo in un momento in cui si devono attendere input positivi che per ora nel breve termine è difficile aspettarsi dalle istituzioni finanziarie.

Dal punto di vista tecnico l'area di resistenza per il Ftse Mib è individuabile a 19.850/19.900, ossia in prossimità dei massimi relativi delle ultime settimane testati per 2-3 volte.

Bisognerà attendere il superamento di questo ostacolo, che tra l'altro coinciderebbe con la violazione del lato superiore del canale, per vedere nuovi input rialzisti per il Ftse Mib che produrrebbero probabilmente nuovi top di periodo, quindi il superamento dei 20.250/20.300 punt, con proiezioni a 20.500 e a 20.900 punti.

L'incertezza e la neutralità sono costituite dal lato inferiore del canale che transita al momento in area 19.000 dove passa anche la media esponenziale a 30 periodi che in questa fase funge da supporto dinamico.

Per il Ftse Mib sarebbe il cedimento dei 18.800 punti ad avallare una nuova spinta ribassista che troverebbe il primo supporto in area 18.250.

Il momentum è leggermente impostato in negativo, quindi in questa fase è difficile attendersi che ci sia nel brevissimo un nuovo allungo rialzista.

Lo scenario più probabile per il Ftse Mib appare quello di una prosecuzione laterale, sempre all'interno di un range di oscillazione compreso tra i 18.250 e i 20.000 punti.

Al momento il Ftse Mib è in una fase neutrale, di stanca e di mancanza di direzionalità e operativamente conviene acquistare in buy area.

Questo significa che bisogna intervenire in ottica contrarian, cioè in caso di ritorni dell'indice verso i 18.800 punti si potrebbe avere un'occasione d'acquisto con uno stop molto stretto al cedimento dei 18.500 punti e target in area 20.000.

In questa fase le operazioni vanno fatte in ottica intraday e non multiday, perchè la neutralità e l'incertezza sono chiaramente visibili sul mercato.

Come valuta l'attuale impostazione di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Un po' tutto il settore bancario è sotto osservazione anche alla luce delle indicazioni della BCE prima e della Fed dopo sui dividendi e sulle possibili sofferenze.

Il comparto, a parità di condizioni difficilmente dovrebbe dare vita ad un exploit che potrebbe essere fornito nel momento in cui interventi pubblici consentano di limitare sensibilmente il rischio degli asset in portafoglio.

Tra i due big del settore bancario, Unicredit in questo momento presenta una maggiore debolezza relativa rispetto ad Intesa Sanpaolo.

Unicredit è appoggiato alla media mobile esponenziale a 30 periodo e tecnicamente il cedimento del minimo a 7,8 euro favorirebbe un ritorno verso i 7,45 euro.

Per operare la soluzione migliore consiste in interventi sulla forza, quindi per Unicredit alla violazione degli 8,6 euro si può avviare un'operazione di trading con proiezione al massimo relativo in area 9,2 euro.

Chi ha già il titolo in portafoglio deve fare attenzione al cedimento dei 7,6 euro perchè in tal caso dovrà chiudere il long.

Leggermente migliore l'impostazione grafica e algoritmica di Intesa Sanpaolo anche alla luce del via libera della Consob all'Ops su Ubi Banca.

La distanza del titolo dai supporti dinamici è più elevata di quella di Unicredit, quindi Intesa Sanpaolo mostra maggiore forza relativa.

La migliore strategia sarebbe quella di un ingresso al superamento di 1,74 euro, con proiezioni all'area di 1,95/2 euro, scenario largamente probabile per Intesa Sanpaolo.

Tra i due big del settore bancario, indubbiamente Intesa Sanpaolo è da preferire ad Unicredit al momento.

Telecom Italia oggi è tornato a scendere dopo il rimbalzo di ieri. Qual è la sua view su questo titolo?

Telecom Italia dal punto di vista tecnico non ha più caratteristiche di trading di breve termine e questo va precisato perchè i volumi non sono ancora abbastanza consistenti.

Notiamo che c'è un bel livello di pivot high a 0,39 euro e il superamento di questa soglia sarebbe da valutare con una proiezione tra 0,45 e 0,48 euro.

Telecom Italia potrebbe quindi balzare del 15%-20% ed è un titolo sicuramente interessante, ma va acquistato con un orizzonte temporale più ampio e non di trading.

L'input rialzista sarebbe fornito dalla violazione di 0,39 euro, ma per ora Telecom Italia resta in una fase di neutralità.

Enel continua a perforare bene e sembra avere nel mirino area 8 euro. Quali indicazioni ci può fornire per questo titolo?

Enel all'interno del basket italiano è uno dei migliori ed è sempre stato apprezzato dagli investitori.

Sarebbe stata un'ottima occasione acquistare Enel intorno ai 7,2 euro, fermo restando che il movimento è ancora caratterizzata da forza, con continui superamenti dei massimi relativi.

La violazione dei 7,85 euro, top degli ultimi giorni, fornirebbe un nuovo input rialzista per Enel con target di breve a 8,2 euro, raggiunti i quali la spinta verso l'alto potrebbe subire un rallentamento.

Eventuali operazioni long su Enel devono avere quindi come target gli 8,2 euro e stop i 7,55 euro.

ENI non ha mostrato grande vivacità durante gli ultimi rialzi del petrolio, pronto a scendere invece quando l'oro nero ha stornato. Qual è la sua view su questo titolo?

In termini fondamentali ENI aveva anticipato di molto il rialzo del petrolio e poi è rimasto invariato.
In questo momento il titolo non ha appeal in termini di trading, nel senso che è tornato all'interno dell'area di oscillazione tra 8,1 e 8,7 euro, quindi si è riportato in una condizioni di neutralità.

ENI ha assunto nuovamente la sua caratteristica di titolo da cassettista che offre un buon dividendo e che può essere acquistato solo con una logica di medio termine.

Tutti i ritorni verso gli 8 euro sono delle opportunità di acquisto estremamente interessanti, mentre in ottica di breve termine ENI non è tra i titoli da preferire.