Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

Il Ftse Mib è tornato sui massimi di inizio marzo, ad un passo da quota 22.500. Ci sono margini per ulteriori salite?

Prosegue il "nirvana" sui principali mercati azionari che portano avanti quel rally che si è innescato ad inizio mese, grazie ad una serie di incertezze che sono state spazzate via.

Il rialzo in atto sta portando Wall Street a chiudere il miglior mese degli ultimi 33 anni, grazie anche a Trump che accetta la sconfitta, ma soprattutto alla nomina di Janet Yellen a Segretario del Tesoro Usa.

In questo contesto, che vede il "sentiment" degli investitori tornare sui top di periodo, vengono messi in un angolo i timori legati alla Pandemia che continua con i suoi lockdown ad avere impatti negativi sulla crescita economica globale.

In questa fase di risk-on crolla l'Oro che nelle ultime sedute si porta in corrispondenza della media mobile a 200 giorni posta in area 1.800 dollari l'oncia.

In caso di perdita di questa soglia peggiorerebbe ulteriormente il quadro grafico del gold, con prossimi test nei pressi dei 1.750 dollari l'oncia.

Sul mercato delle valute notizie positive arrivano dall'euro che nei confronti del dollaro si porta oltre le forti resistenze poste in area 1,189-1,19.
Il cross apre le porte ad allunghi in direzione dei massimi degli ultimi 30 mesi sulla soglia degli 1,20.

Se Wall Street sta facendo segnare il miglior mese degli ultimi 33 anni, non scherza neppure Piazza Affari che da inizio novembre registra un guadagno di quasi il 25%, performance che non si era mai vista dal 2000 in poi.

Dal punto di vista grafico, il rally delle ultime settimane ha riportato il FTSE Mib in direzione dei 22.300 punti.

Ora l'indice mette nel "mirino" le prossime resistenze situate sui 22.400-22.450 punti, dove in prima battuta potremmo assistere a qualche presa di beneficio, anche in scia al forte ipercomprato che alcuni indicatori hanno raggiunto.

In questo caso l'eventuale correzione rappresenterebbe una nuova occasione di acquisto e permetterebbe a chi è rimasto "spiazzato" da questo rally di rientrare sul mercato.

Unicredit e Intesa Sanpaolo ieri si sono mossi quasi di pari passo. Quali indicazioni ci può fornire per questi due titoli?

L'Opa da parte del Credit Agricole sul Credito Valtellnese rilancia le "sirene" di una nuova stagione di M&A nel settore finanziario.

Nello specifico trend rialzista confermato per UNICREDIT che nella giornata di ieri si porta al test dei massimi di giugno 2020 in area 9.30 euro.

Nel breve è possibile che su questi livelli il titolo possa andare incontro a prese di beneficio, con ritorni in direzione degli 8,75 e a seguire degli 8,55 euro, prima di una nuova ripartenza.

Grafico quasi identico per INTESA SANPAOLO che si porta sui top degli ultimi 8 mesi in area 1,90 euro e apre le porte per un ritorno verso i 2,04 euro, dove verrebbe chiuso un gap lasciato aperto il 6 marzo scorso.

Saipem ieri ha tirato un po' il fiato, mentre si è spinto ancora in avanti ENI. Consiglierebbe di acquistare questi due titoli ora?

Nella seduta di ieri si interrompe momentaneamente il rally di Saipem (titolo ancora presente nel nostro Portafoglio Blue Chip) che dai minimi in area 1,27 euro, toccati sul finire di Ottobre, si è spinto fin verso l'area dei 2,2 euro con un guadagno del 70%.

Nel breve eventuali correzioni in direzione dei 2-2,05 euro rappresenterebbero occasioni di acquisto con target sui 2,3 euro.

Trend chiaramente rialzista anche per ENI, anche se nel breve non sono esclusi delle leggere correzioni, con ritorni delle quotazioni verso gli 8-8,10 euro.

Solo con ritorni sotto i 7.5 euro il titolo invierebbe un segnale di vendita.

Azimut si è riportato sopra quota 18 euro, mentre Finecobank sembra puntare ai massimi storici. Qual è la sua view su questi due titoli?

Il break dei 17,5 arrivato nelle passate giornate è stato senza dubbio un segnale importante inviato da AZIMUT che potrebbe proseguire il suo recupero verso i 19 euro.

Migliora anche il quadro grafico di FINECOBANK che oltre i 12,65 euro apre le porte per allunghi in direzione dei massimi di agosto in area 13,5 euro.

Quali sono i titoli che sta seguendo più da vicino in questa fase di mercato? A quali consiglia di guardare ora?

Tra i titoli interessanti segnalo BANCA GENERALI che con la tenuta dei 27,5 euro dovrebbe tornare in direzione dei massimi di novembre in area 28,8 euro.

Da seguire NEXI con il break dei 15,75-15,8 euro ed infine ESPRINET che in caso di ritorni verso area 7,90-8 euro rappresenterebbe una buona occasione per entrare in acquisto.

Buon trading

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