Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte a Roberto Scudeletti, trader indipendente e titolare del sito www.prtrading.it.

Il Ftse Mib ha vissuto una settimana in salita, fermandosi appena sopra i massimi di giugno. Il movimento rialzista in atto è destinato a proseguire?

Dopo aver rimbalzato sul primo supporto giornaliero, a Piazza Affari il Ftse Mib ha concluso la scorsa ottava su un doppio massimo relativo che segna lo spartiacque tra ulteriori progressi e una ennesima fase correttiva.

Il segnale positivo per il Ftse Mib sarà il superamento dei 20.427 punti, anche se poi ci saranno da affrontare subito delle vicine resistenze multi-temporali.

Mi riferisco alle medie mensili a 50 e 24 periodi in zona 20.500-20.600 punti, sino all’area 20.865-20.955 tra la media giornaliera a 200 e la sorella maggiore settimanale a 50 periodi.

Viceversa, sotto i 20.260-20.170 punti, per il Ftse Mib possibile ritorno del prezzo sulla media a 12 periodi giornaliera a 19.980 punti, con spazio per la sorella a 24 periodi a 19.715 punti circa.

Da non escludere un eventuale approfondimento negativo a 19.110-18.970 punti e una forte zona di supporto settimanale e giornaliera a 18.770-18.325 punti, che dovrebbe favorire un pronto riscatto delle quotazioni.

Tra i bancari come valuta l'attuale impostazione di Banco BPM e Mediobanca e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Banco BPM dopo l’isola ribassista di febbraio da manuale dell’analisi tecnica (una serie di prezzi tra due gap, uno rialzista e uno ribassista) era crollato di oltre il 50%, andando a sfiorare un livello di prezzo psicologico.

Sulla tenuta di questo il titolo ha effettuato il recente rimbalzo, percentualmente anche interessante, poco sotto una importante resistenza tecnica giornaliera, respinto dai venditori seguito da una correzione su un supporto giornaliero e l’attuale trend laterale, in attesa di nuova direzionalità.

Lo scorso febbraio Banco BPM ha infatti effettuato una falsa rottura di 2,30 euro, con massimi relativi poco sopra i 2,50 euro e discesa verticale poco sopra 1 euro, con tentativo di inversione a 1,46-1,42 euro circa, con la media daily a 100 periodi a fare da ostacolo poco sopra e prezzo in correzione a 1,211 euro sopra la media daily a 24 periodi e presente andamento oscillatorio tra 1,30 e 1,41 euro circa.

Ulteriori scenari rialzisti per Banco BPM sopra 1,4165 euro, con supporti a 1,35-1,285 euro e resistenze a 1,51-1,625 euro.

Mediobanca è un'altra vittima del crollo pandemico, con quotazioni in ribasso del 60% in poche sedute, tenuta di un livello di prezzo intero, percentualmente ottimo rimbalzo, con chiusura di un gap down e attuale fase di incertezza direzionale.

Infatti, dopo il collasso da 10 uro a poco sopra i 4 euro, Mediobanca ha effettuato una ripresa verso 7,53 euro, con presente laterale intorno ai 7 euro circa.

Per Mediobanca una nuova evoluzione positiva si avrà sopra 7,15 euro, con supporti a 6,82 e 6,51 euro e resistenze a 7,63-8 euro.

ENI e Saipem sono due temi appetibili agli attuali livelli di prezzo? Valuterebbe un acquisto di entrambi?

ENI dopo la falsa rottura rialzista di un importante livello di prezzo intero, ha intrapreso un trend chiaramente ribassista, con accelerazione negativa dei prezzi, sotto una valanga di vendite e la presente ripresa, seppure caratterizzata da un movimento laterale ancora incerto e da prese di beneficio.

Infatti, dopo la mancata conferma sopra i 14 euro di febbraio, ENI ha cominciato una continua caduta culminata con la recente rottura di 11-10 euro ed una discesa verticale poco sopra i 6,20 euro, con falsa rottura dei 10 euro in salita e attuale fase laterale tra 8 e 9 euro circa.

Sopra 8,98 euro per ENI è possibile una prosecuzione del timido scenario rialzista di breve, con supporti a 8,48-8,13 euro e resistenze a 9,43-10,13 euro.

Saipem dopo un ampio e lungo movimento laterale ha rotto gli indugi e, sotto la sua parte inferiore, ha intrapreso, anzi ripreso con forza, il trend ribassista che la caratterizza da anni, con tanto di gap down compresi, sino a fingere la rottura ribassista di un prezzo intero, con attuale tentativo di inversione, ma con ancora tanta difficoltà e intervento dei venditori nei pressi di importanti resistenze.

Nel concreto, dopo un andamento piatto tra 4,50 e 4 euro circa, sotto quest’ultimo livello è iniziato per Saipem il crollo di pari passo con le quotazioni dell’oro nero, con accelerazione sotto 3 euro e un minimo addirittura sotto i 2 euro, sin poco sopra 1,77 euro e presente movimento laterale intorno a 2,08-2,33 euro circa, dopo un tentativo fallito poco sotto la media giornaliera a 100 periodi a 2,747 euro.

Un primo segnale positivo verrà espresso da Saipem al superamento di 2,27 euro, con supporti a 2,15 e 2,04 euro e resistenze a 2,44 e 2,62 euro.

FinecoBank si presenta a poca distanza dai massimi storici, mentre di recente è rimasto più indietro Azimut. Quali indicazioni ci può fornire per questi due titoli?

FinecoBank, dopo la falsa rottura rialzista di un prezzo intero, ha risentito pure esso dell’effetto pandemia, con una forte discesa durante gli scorsi mesi, a cui è succeduta una cosiddetta V formation, ossia una gamba rialzista di pari intensità, con un ritorno, tra i pochi titoli, sugli stessi prezzi pre-covid, con attuale nuovi massimi, senza peraltro superare un altro prezzo intero superiore.

Infatti, sulla mancata tenuta dei 12 euro è iniziato per FinecoBank un crollo percentualmente molto ampio, sino alla falsa rottura ribassista dei 7 euro che ha dato il via alla presente risalita imperiosa, con ritorno proprio poco sopra quota 13 euro, massimo a 13,055 euro non confermato a 12,84 euro.

Oltre i 13.10 euro per FinecoBank potremo avere un rinnovato impulso rialzista seppure rischioso, con supporti a 12,52 e 12 euro e resistenze a 14-14,60 euro.

Azimut, dopo un doppio massimo decrescente che ha favorito la recente correzione, che si è poi tramutata in un crollo verticale, causa note vicende sanitarie globali, ha espletato un tentativo di rimbalzo, tuttora in corso seppur intervallato da correzioni e riprese.

Nello specifico, sul duplice tentativo fallito di superamento di quota 24 euro, Azimut ha intrapreso una correzione diventata capitombolo poco sopra i 10 euro, con forte ripresa in area 17,85-17…30 euro, recente discesa verso 14,66 e presente ritorno degli acquirenti verso 16,50 euro circa.

Un nuovo impulso rialzista per Azimut si avrà sopra i 16,76 euro, con supporti a 15,56 e 15,06 euro e resistenze a 18-18,80 euro.

Quali sono i titoli che sta seguendo più da vicino in questa fase di mercato? A quali consiglia di guardare ora?

Monitoriamo con attenzione al rialzo CAMPARI, INTERPUMP, LEONARDO, NEXI e TENARIS, al ribasso A2A, BANCA GENERALI, ITALGAS, PIRELLI e UBI BANCA.