Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Angelo Ciavarella, Head of Global Markets a Infinox Capital e Professore a contratto di Teoria e pratica dei mercati finanziari all'Università di Greenwich, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Nelle ultime sedute le Borse europee hanno mostrato più forza di quelle americane. Quali le sue attese nel breve?

Partendo dai mercati azionari americani, notiamo che settembre è partito con una violazione che ha portato l'S&P500 dai quasi 3.600 punti fin sotto area 3.300. con una flessione di circa l'8%-9%.

La discesa è stata guidata dai tecnologici, tanto che il Nasdaq Composite è sceso dai 12.400 punti fin sotto quota 11.000.

Questa flessione non è stata replicata in maniera fedele dalle Borse europee, tanto che il Dax 30 ha ripiegato dal top del 3 settembre a 13.400 punti, mantenendo però quota 12.800 punti.

Se l'indice tedesco dovesse riuscire a rompere in chiusura i 13.300/13.400 punti, si potrà assistere ad una nuova accelerazione verso l'alto.

Il Dax 30 da inizio anno è ancora negativo, con un calo di circa il 2%-3%, ma tra gli indici europei è il più forte, visto che altri listini perdono molto di più.

La Germania beneficia della ripresa economica in Cina, ricordando che quasi metà dell'economia tedesca si basa sulle esportazioni.

Il recupero del mercato asiatico e cinese ha dato un grande aiuto alla Germania che in temrini di coronavirus è anche uno dei Paesi meno colpiti in Europa.

A Piazza Affari il Ftse Mib sta provando a riconquistare quota 20.000. C'è spazio per ulteriori salite? 

Il Ftse Mib negli ultimi mesi è piatto, visto che dopo il recupero durato fino a maggio-giugno, si è mosso in un'area compresa tra i 19.000 e i 20.500 punti.

L'indice ha contenuto la potenziale discesa in area 19.200 e non ha rotto la soglia importante dei 19.000/18.800 punti.

Ora la possibile rottura di area 20.000 potrebbe finalmente portare ad un'accelerazione del Ftse Mib, con primo target i massimi di luglio in area 21.000/21.100.

Da non escludere ulteriori estensioni rialziste verso i 21.800/22.000 punti da raggiungere magari nel mese di ottobre.
Ricordiamo che la volatilità tenderà ad essere elevata man mano che ci si avvicinerà alle elezioni americane.

Se i sondaggi dovessero indicare Biden in vantaggio, i mercati azionari potrebbero accusare il colpo perchè tutti a Wall Street sono pro-Trump.

Il suo avversario infatti dovrebbe alzare le tasse e aumentare la regolamentazione dei mercati e delle istituzioni finanziarie.

Tornando a Piazza Affari, per il Ftse Mib la rottura al rialzo di area 20.000 potrebbe vedere ulteriori salite, mentre negatività si avrà solo in caso di violazione al ribasso dei 19.200/19.000 punti, diversamente il mercato rimarrà neutrale-positivo nel breve.

Banco BPM oggi resta a galla, mentre scende in controtendenza Bper Banca. Cosa ci può dire di questi due bancari?

I bancari fondamentalmente sonnecchiano in questa fase e Banco BPM ha messo il naso la scorsa settimana appena sopra quota 1,5 euro per poi scendere leggermente.

Il titolo rimane abbastanza positivo con un recupero di circa il 3% nell'ultimo mese e a mio avviso sui valori attuali in area 1,45 euro sarebbe da comprare con stop sotto 1,35 euro e target ambizioso almeno a 1,7 euro.

Bper Banca è impostato meno bene di Banco BPM e non è riuscito neanche a tornare in area 2,3/2,4 euro.
Gli investitori stanno abbandonando il titolo che tanto ad un mese quanto a sei mesi mostra un bilancio negativo, diversamente da Banco BPM che ha entrambi i dati positivi.

Potrei pensare di comprare qualcosa in caso di discesa di Bper Banca intorno ai 2 euro o in alternativa con un ritorno di forza che riporti le quotazioni intorno ai 2,3/2,4 euro.

Il grafico di lungo periodo mostra chiaramente una bassa forza relativa del titolo che non sta interessando al mercato in questa fase. 

ENI oggi rimbalza, mentre non riesce a fare altrettanto Saipem. Qual è la sua view su questi due titoli?

Il grafico di lungo periodo di Saipem mostra chiaramente un trend chiaramente discendente negli ultimi anni.

E' evidente che il titolo ha accusato il colpo quando il petrolio è crollato, ma non recupera neanche un minimo adesso, anzi continua a scendere e a segnare nuovi minimi di periodo.

Secondo me Saipem è da abbandonare in questa fase e non vedo alcun motivo per poter entrare in posizione long ora.

Se qualcuno volesse provare ad intervenire potrebbe farlo in area 1,5 euro, ma con un'esposizione molto ridotto, perchè il rischio di ulteriori scivoloni è reale.

La soglia degli 1,5 euro potrebbe favorire qualche piccolo rimbalzo di Saipem che per adesso strutturalmente va male.
I progetti a livello petrolifero sono bloccati e l'oro nero fatica a recuperare ancora oltre quota 45 dollari.

ENI oggi sta recuperando e la soglia dei 7,5 euro si conferma abbastanza importante per il titolo che l'ha sentita diverse volte.

Si potrebbe provare qualche acquisto su ENI che negli ultimi tre mesi dell'anno potrebbe tornare verso quota 8,5/8,6 euro. 

Viceversa, sotto i 7,4 euro uscire dal titolo e a quel punto lo aspetterei sui minimi segnati a marzo in area 6,9/6,8 euro.

Fca sta vivendo una seduta spettacolare oggi con un balzo sopra quota 11 euro. Quali strategie ci può suggerire per questo titolo?

Per Fca di recente avevamo indicato un target a quota 9,8/9,9 euro, rotta la quale il titolo è volato sulla scia delle indiscrezioni che indicano come positivo l'accordo con Psa in ottica di dividendo straordinario e riassetto.

Fca graficamente ha rotto l'area importante dei 10 euro che lo aveva tenuto in lateralità nell'ultimo mese e mezzo.

Il titolo è ormai prossimo al primo target a 11,2 euro, oltre cui potrebbe spingersi verso area 11,8/12 euro, obiettivo a mio avviso del movimento iniziato qualche giorno fa.