Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

I mercati azionari stanno mostrando un andamento altalenante sulla scia anche delle notizie sulle presidenziali Usa. Quali le attese nel breve?

I mercati USA sono stati i più reattivi alla notizia del "giro in auto" dimostrativo e del buono stato di salute di Trump.
Sembrava quasi essere in uno stato dittatoriale, asiatico od africano, quando si deve dimostrare l' esistenza in vita.

Il Dow Jones è ritornato al di sopra dei 28.000 punti, l'S&P500 oltre i 3.400 ed il Nasdaq 100 in area 11.500, quasi sui massimi.

Ovviamente, da questo strano mordi e fuggi sanitario, Trump ne ricaverà indubbiamente un vantaggio, ai fini dell'immagine e in termini di risvolti elettorali.

Non pensiamo comunque che questo recupero di Wall Street verso i massimi possa significare un ulteriore proseguimento al rialzo.

La coscienza di questa politica USA sta portando le due fazioni a ragionare un po' di più sulla necessità di varare urgenti interventi a sostegno dell'economia.

L'avvicinarsi della data delle presidenziali renderà gli indici USA molto volatili e sensibilissimi alle singole notizie, scandali e scaramucce fra i contendenti, ma nulla di più.

La gravità del momento pare aver scosso non soltanto l'opinione pubblica ed i cittadini tutti, ma anche Democratici e Repubblicani.

A Piazza Affari il Ftse Mib continua a muoversi a non molta distanza da area 19.200. Si aspetta ulteriori sviluppi positivi nel breve?

Nonostante le apparenze dell'estrema tenuta di area 19.000 da parte del Ftse Mib, temiamo che lo svilupparsi di continui aumenti dei positivi possa incrinare ogni sostegno, anche e soprattutto con le ormai annunciate misure restrittive, simili a quelle della scorsa primavera.

Il tutto con l'aggravante del Paese, delle aziende e dell'economia ora allo stremo.

Per il momento vediamo con più  probabilità un ritorno del Ftse Mib sui 18.200/18.300 punti, con estensioni veloci intraday anche sui 17.800/17.900 punti.

Meno credibile invece un allungo dell'indice oltre i 19.200/19.300 punti, con estensioni sempre veloci intraday oltre i 19.500/19.600 punti.

Tutto questo fino alle presidenziali USA, con relativi scossoni sui vari asset, anche europei, qualsiasi possa essere il risultato elettorale.

Banco BPM ieri ha tirato il fiato dopo il rally delle ultime sedute, mentre è crollato Bper Banca nel giorno di avvio dell'aumento di capitale. Qual è la sua view su questi due bancari?

Dopo i minimi intraday toccati a settembre in area 1,25/26 euro, Banco BPM ha giustamente fermato la sua corsa al ribasso, rimbalzando fin verso area 1,6 euro.

Vediamo se oggi il titolo riprenderà la sua corsa o se avrà bisogno di qualche seduta in congestione, che male non fa. Anzi!

La vicinanza o meno dell'annuncio di un operazione straordinaria, dipenderà proprio da queste due temporalità.

BPER Banca invece, nel primo giorno dell'aumento di capitale, lascia sul terreno un 40%, con i giochi già fatti, ma soprattutto per la richiesta di denaro, su un titolo bancario ed in questo contesto economico sociale.
"The Money Is the king": la liquidità è sovrana, chi c'è l'ha se la tiene, a ragione, ben stretta!

ENI e Saipem hanno rialzato la testa in avvio di settimana. Si può tornare a valutare dei long su questi due titoli?

Non illudiamoci per questo rimbalzo!

Il destino di ENI e Saipem non dipenderà comunque solo dal prezzo del petrolio, che potrà dare anche dei segnali positivi, ma senza una precisa direzionalità.

Certo, per i motivi più volte espressi in queste interviste ed ai nostri abbonati, tra i due titoli oil da lei citati è sempre meglio ENI, per flusso cedolare, liquidità ed operatività su opzioni.

Suggeriamo due approcci per questo titolo: acquisto per il medio-lungo termine coperto da vendita di opzioni call dicembre-marzo-giugno strike 8/9/10 rispettivamente.

In alternativa, acquisto di opzioni call novembre-dicembre strike 7/8.

Dopo i 2/3 bruttissimi scivoloni negli ultimi anni di Saipem, proveniente addirittura da 30 euro, il titolo non si è più ripreso, godendo solo di grosse ed esagerate escursione nei due sensi.

Saipem ha fatto scappare tutti gli investitori più accorti che non amano l'eccessiva volatilità e le scarse remunerazioni del capitale.

L'oro si è riportato sopra i 1.900 dollari, mentre il petrolio sta risalendo in direzione di 40 dollari. Cosa può dirci di questi due asset?

Come i nostri abbonati ben sanno, avendone recentemente approfittato, sempre molto meglio il Silver che il Gold.

Quest'ultimo è passato solamente da poco meno di 1.900 dollari a poco più, dopo aver da tempo abbandonato lo status di bene rifugio, a favore per esempio del dollaro.

I prezzi dell'oro, per contro, appaiono "tirati" ed anzi invogliano le Banche centrali ad alleggerire sulle punte recentemente toccate e che si stanno ripresentando in area resistenziale 1.950/1.960 dollari, poco sopra i prezzi attuali.

Il Silver invece non ha questa unica peculiarità, ma viene "abbandonato", disperso, visto il rapporto di valore molto basso, ora raggiunto di nuovo, e non riciclato, come l'oro.

Viene estratto in misura sempre meno pura assieme ad altri minerali, a profondità sempre maggiori e più costose.
L'argento è impiegato negli smartphone e PC, oltre che per le marmitte catalitiche.

Poco da dire invece sul petrolio, se non suggerire di operare in trading con le sole opzioni sui livelli supportivi di 36,50/37 dollari di WTI e 38,50/39 dollari di Brent.

Come resistenze segnaliamo i 40,50/41 dollari di WTI e i 42,50/43 dollari di Brent.