Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

La settimana è partita con il piede sbagliato per i mercati azionari, specie per quelli europei. E' solo l'inizio di un ribasso più ampio?

In Europa ha giocato un ruolo importante quanto uscito su HSBC, prima banca del Vecchio Continente, circa affari di riciclaggio con i Nord Coreani e non solo.

I mercati azionari hanno sofferto soprattutto laddove i titoli bancari erano più presenti, come in Italia, ma ha accusato il colpo anche la Germania, con un effetto domino in Francia e Spagna.

Dove invece il paniere bancario era meno rappresentato, ha giocato un ruolo importante il ritorno significativo dei contagi, come per Spagna e Francia.

Addirittura negli Stati Uniti, che comunque rimangono molto indietro nella gestione della crisi sanitaria, è importante soprattutto il ritorno della positività sul Nasdaq Composite, mentre l'S&P500 riesce per ora a mantenersi  sopra i 3.200 punti.

Più cauto il Dow Jones che, dopo aver testato i 26.500 punti, si riporta sopra area 27.000.

Ora ci aspettiamo Giappone e Cina in negativo, ma Borse europee in recupero, soprattutto Piazza Affari, che dovrebbe approfittare della ritrovata compattezza della compagine governativa per tutta la legislatura, dopo il responso referendario e la tenuta sostanziale per le regionali.

A Piazza Affari il Ftse Mib è ripiombato sotto quota 19.000 punti che ha difeso da quasi due mesi a questa parte. Quali scenari si profilano ora?

Per il Ftse Mib, rotti con estrema facilità i livelli supportivi chiave di area 19.300/19.200, si è pervenuti, con vendite insistenti non solo sui bancari, anche poco sotto i 18.800/18.900 punti.

Per il Ftse Mib ci aspettiamo ora un rimbalzo tecnico fino ai 19.200/19.300 punti, con un'ulteriore estensione verso i 19.500/19.600 punti.

Dovrebbero contribuire al recupero dell'indice le due principali banche, Intesa Sanpaolo e soprattutto Unicredit, quest'ultima addirittura sospesa per eccesso di ribasso ieri.

Non è escluso anche il contributo di qualche ciclico come FCA, scivolato sotto i 10 euro e vicino ai supporti di 9,80 euro, soglia importante ed ottimale per un inizio di riaccumulo.

Banco BPM ieri è stato oggetto di un brutto sell-off, mentre si è difeso meglio Bper Banca. Qual è la sua view su questi due bancari?

Recentemente indicavamo ai nostri abbonati proprio Banco BPM e Creval, le due orfanelle del nostro listino, pronte quantomeno a fidanzarsi.

Suggerivamo agli abbonati di iniziare un accumulo graduale su Banco BPM poco sotto 1,40 euro ed ora il momento è ancora più propizio.

Interessante anche Creval in area 7 euro, ma dopo l'accorpamento di 10 vecchie azioni in una nuova.

Non ci piace molto questa operazione, che potrebbe preludere a sorprese negative, come accaduto per esempio con Banca Monte Paschi, con aumenti di capitale a ripetizione.

Per BPER Banca preferiamo rimanere fermi al momento, poichè il gruppo pare aver raggiunto accordi soddisfacenti e sembra stare bene così, indipendente.

Saipem è stato travolto dalle vendite in avvio di settimana, ma non è andata tanto meglio ad ENI. Cosa può dirci di questi due titoli?

In questi momenti da panic selling, il consiglio è di preferire di gran lunga ENI, arrivata in chiusura ieri sotto i 7 euro.
Il titolo può essere accumulato per il medio-lungo termine, con ampio spazio di recupero fin verso la forte resistenza di poco sotto i 10 euro, già testata in estate.

Saipem invece continuerà, pur con strappi improvvisi, la sua lenta e lunga discesa, che lo ha visto negli ultimi 12 mesi crollare dai 4,50/4,6 euro agli attuali 1,50/1,55 euro.

La perdita assoluta solo in questo periodo ha ridotto ad un terzo il valore di Saipem che può solo momentaneamente rimbalzare.

ENI ha invece contenuto il ribasso, dimezzando il valore da poco più di 14 euro agli odierni 7 euro.
Le nostre passate indicazioni, pur nella negatività, erano e rimangono corrette, nel privilegiare ENI fra i due titoli oil.

Anche oro e petrolio sono finiti nel mirino dei venditori in avvio di settimana. Cosa aspettarsi per queste due materie prima ora?

Il vero driver di tutti i mercati rimane ora più che mai il dollaro, che tende a rafforzarsi, indebolendo le commodities, a maggior ragione in momenti di forte incertezza e negatività.

L'argento ed il petrolio WTI, le commodities che più seguiamo, subiranno quantomeno fino alle elezioni presidenziali Usa, un indebolimento a seguito di un rafforzamento del dollaro, anche per il ruolo di bene rifugio a livello mondiale.