Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte a Roberto Scudeletti, trader indipendente e titolare del sito www.prtrading.it.

Il Ftse Mib ha perso pesantemente terreno nell'ultima settimana di luglio, riportandosi in area 19.000. Quali i possibili scenari nelle prossime sedute?

Approfitto dell’andamento delle ultime due settimane a Piazza Affari per spezzare una lancia a favore dell’analisi tecnica a me tanto cara, data per morta, a favore degli ordini ad alta frequenza dei computer.

Ebbene, il grafico settimanale del Ftse Mib evidenzia come delle semplici medie semplici, scusate la ripetizione di parole, possano dare indicazioni sia in chiave di resistenza sia di supporto.

Se nelle precedenti due settimane parlavo di Piazza Affari alle prese con importanti resistenze sui massimi relativi, ora è evidente che il prezzo è caduto sul primo supporto settimanale della media a 12 periodi gialla.

Nelle prossime sedute, sulla tenuta del supporto di cui sopra in zona 19.105-19.085 punti, per il Ftse Mib sarà possibile una ripresa immediata, con obiettivo le resistenze giornaliere in area 19.540-19.960 e soprattutto la media daily a 12 periodi a 20.115 punti.

Sopra questo livello ci sarà un'accelerazione del trend positivo, con spazio per la chiusura del gap down precedente a 20.360 punti circa.

Viceversa, sotto i 19.085 punti ci sarà una continuazione del movimento negativo attuale, con spazio verso il secondo supporto della media settimanale a 24 periodi a 18.680 punti circa.

Possibile un'eventuale accelerazione sulla media giornaliera a 100 periodi intorno ai 18.210 punti, che dovrebbe favorire un pronto rimbalzo delle quotazioni, pena ulteriori forti ribassi.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di Banco BPM e Mediobanca e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Banco BPM dopo l’isola ribassista di febbraio da manuale dell’analisi tecnica (una serie di prezzi tra due gap, uno rialzista e uno ribassista) era crollato di oltre il 50%, andando a sfiorare un livello di prezzo psicologico, sulla cui tenuta ha effettuato il recente rimbalzo, percentualmente anche interessante, con attuale fase correttiva poco sopra un supporto giornaliero.

Lo scorso febbraio Banco BPM ha infatti effettuato una falsa rottura di 2,30 euro, con massimi relativi poco sopra i 2,50 euro e discesa verticale poco sopra 1 euro, con tentativo di inversione intorno a 1,55 euro e presente discesa al di sopra della media daily a 100 periodi a 1,29-1,27 euro circa.

Per Banco BPM si avranno ulteriori scenari rialzisti sopra 1,295 euro, con supporti a 1,23-1,165 euro e resistenze a 1,39-1,505 euro.

Mediobanca è un'altra vittima del crollo pandemico, con quotazioni in ribasso del 60% in poche sedute, tenuta di un livello di prezzo intero, percentualmente ottimo rimbalzo, con doppio massimo decrescente e attuale fase di incertezza direzionale.

Infatti, dopo il collasso da 10 a poco sopra i 4 euro, Mediobanca ha effettuato una ripresa verso la doppia vetta discendente a 7,53-7,32 euro, con presente correzione sulla media daily a 50 periodi intorno ai 6,75 euro circa.

Una nuova evoluzione positiva per Mediobanca si avrà sopra 7,05 euro, con supporti a 6,72 e 6,41 euro e resistenze a 7,53-7,90 euro.

ENI e Saipem sono stati travolti dalle vendite dopo la presentazione dei conti trimestrali. Questa flessione offre occasioni d'acquisto o è presto per intervenire?

ENI dopo la falsa rottura rialzista di un importante livello di prezzo intero ha intrapreso un trend chiaramente ribassista, con accelerazione negativa dei prezzi, sotto una valanga di vendite e la recente ripresa, seppure caratterizzata da un movimento laterale ancora incerto e da attuali nuove prese di beneficio.

Infatti, dopo la mancata conferma sopra 14 euro di febbraio, ENI ha cominciato una continua caduta culminata con correzione sotto 11-10 euro ed una discesa verticale poco sopra i 6,20 euro, con falsa rottura dei 10 euro in salita e attuale fase negativa verso i 7,50 euro circa.

E’ difficile dare indicazioni con un trend giornaliero così ribassista, ma sopra 7,95 euro per ENI è possibile un timido scenario rialzista di breve, con supporti a 7,45-7,10 euro e resistenze a 8,40-9,10 euro.

Saipem dopo un ampio e lungo movimento laterale ha rotto gli indugi e, sotto la sua parte inferiore, ha intrapreso anzi ripreso con forza il trend ribassista che la caratterizza da anni, con tanto di gap down compresi, sino a fingere la rottura ribassista di un prezzo intero.

Da segnalare il recente tentativo di inversione, ma con ancora tanta difficoltà e intervento dei venditori che lo stanno ributtando velocemente nei pressi dei minimi relativi del crollo Covid.

Nel concreto, dopo un andamento piatto tra 4,50 e 4 euro circa, sotto quest’ultimo livello è iniziato il crollo di Saipem di pari passo con le quotazioni dell’oro nero, con accelerazione sotto 3 euro e un minimo addirittura sotto i 2 euro, sin poco sopra 1,77 euro, movimento laterale intorno a 2,08-2,33 euro circa, dopo un tentativo fallito poco sotto la media giornaliera a 100 periodi a 2,747 euro e presente valanga di vendita verso 1,79 euro circa.

Vista la violenza del ribasso direzionale si può dimenticare il titolo o considerare un pronto rimbalzo nel breve, che verrà espresso al superamento di 1,815 euro, con supporti a 1,728 e 1,646 euro e resistenze a 1,94 e 2,04 euro.

FinecoBank ha reagito bene dopo i risultati del secondo trimestre, mentre non si può dire altrettanto di Azimut. Qual è la sua view su questi due titoli?

FinecoBank, dopo la falsa bucatura rialzista di un prezzo intero, ha risentito pure essa dell’effetto pandemia, con una forte discesa durante gli scorsi mesi, a cui è succeduta una cosiddetta V formation, ossia una gamba rialzista di pari intensità, con un ritorno, tra i pochi titoli, sugli stessi prezzi pre-covid, con nuovi massimi, falsa rottura di un altro prezzo intero superiore e attuale fase correttiva, poco sotto.

Infatti, sulla mancata tenuta dei 12 euro è iniziato un crollo percentualmente molto ampio, sino alla falsa rottura ribassista dei 7 euro che ha dato il via alla presente risalita imperiosa, con ritorno proprio poco sopra quota 13 euro e  massimo a 13,385 euro.

Per FinecoBank oltre i 12,77 euro potremo avere un rinnovato impulso rialzista seppure rischioso, con supporti a 12,19 e 11,67 euro e resistenze a 13,67-14,27 euro.

Azimut, dopo un doppio massimo decrescente che ha favorito la recente correzione, che si è poi tramutata in un crollo verticale causa note vicende sanitarie globali, ha espletato un tentativo di rimbalzo, tuttora in corso, seppur intervallato da correzioni e riprese.

Nello specifico sul duplice tentativo fallito di superamento di quota 24 euro, Azimut ha intrapreso una correzione diventata capitombolo poco sopra i 10 euro, con forte ripresa in area 17,85-17,56 euro, con presente discesa verso i 16 euro.

Per Azimut un nuovo impulso rialzista si avrà sopra i 16,67 euro, con supporti a 15,47 e 15 euro e resistenze a 17,90-18,70 euro.

Quali sono i titoli che sta seguendo da vicino in questa fase di mercato? A quali consiglia di guardare ora?

Monitoriamo con attenzione per eventuali rialzi: BUZZI UNICEM, ENEL, HERA e SNAM.