Ftse Mib: atteso storno a breve. ENI e Saipem da salvare?

Il Ftse Mib ha mostrato più forza degli altri in avvio di settimana, ma nel breve sono più probabili movimenti al ribasso che al rialzo. La view di Fabrizio Brasili.

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Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

Gli indici azionari continuano a viaggiare sui massimi tanto a Wall Street quanto in Europa. Cosa aspettarsi nel breve?

Considerando che ieri, prima seduta della settimana, Wall Street era chiusa per il Martin Luter King Day, ben poco da dire, soprattutto per la direzionalità e sulla susseguente affidabilità degli altri indici, europei in primis.

Rimane la maglia rosa italiana in Europa, tutta sotto il mezzo punto di percentuale.

Il Ftse Mib in effetti era rimasto un po' indietro, a causa delle nostre incertezze sulla tenuta del Governo, invischiato in una ennesima e ricorrente crisi, e ieri appunto ha performato un po' meglio rispetto al resto dell'Europa, in pratica in stallo su poco più della parità.

Oggi tutto dipenderà in Italia dall'esito del voto al Senato, per cui ci può essere un mercato attendista, anche in Europa.

Così pure negli USA, appesi al filo di quello che accadrà domani, 20 gennaio, con l'insediamento di Biden e relativo anomalo contorno, ed in attesa delle nuove misure urgenti che saranno prese dal nuovo presidente.

Temiamo che una fase generale di storno sia non solo prevedibile ma indispensabile, per il troppo ipercomprato di medio-lungo termine, soprattutto sui mercati americani.

Come già anticipato anche ai nostri abbonati, possiamo prevedere un più probabile storno verso i 28.500/29.000 punti di Dow ones, che andare a superare i massimi assoluti di area 31.000.

A Piazza Affari il Ftse Mib si è indebolito nelle ultime giornate: quali i possibili scenari ora?

Orfano appunto dei mercati USA, come già detto, il Ftse Mib ed il relativo future con scadenza marzo, ormai appaiati da ieri, hanno vissuto su un rimbalzo dai supporti di area 21.200 alle prime resistenze di breve termine a 21.500/21.600.

Il movimento è stato dovuto in grandissima parte alla spettacolare performance di Stellantis, che ha guadagnato sulla chiusura di venerdì, quando ancora era FCA, oltre un euro, passando da 12,50 a a 13,60 euro.

Il recupero dai supporti del Ftse Mib e del future marzo è stato pur condizionato al contrario dallo stacco cedole di due big come ENEL e SNAM.

Per il Ftse Mib prevediamo comunque un mercato più riflessivo e verso i 21.800/21.900 punti e poi anche a 21.500/21.600 a breve termine, più che un superamento dei massimi di periodo posti in area 23.000.

Bper Banca si è spinto in avanti in avvio di settimana, mentre è rimasto al palo Banco BPM. Cosa può dirci di questi due titoli?

Indubbiamente quelli cui stiamo assistendo sono movimenti esclusivamente dovuti agli arbitraggisti, che scommettono ed ipotizzano (o sanno) i veri prezzi di concambio fra i due titoli.

Continuiamo a suggerire il mantenimento di ambedue i titoli, ma coperti entrambi da vendita di opzioni call scadenza giugno e settembre, at the money, o leggermente sopra su Banco BPM, cioè con strike 1,90/2,00.

Per BPER Banca invece stessa strategia, ma strike out the Money 1,80/1,90.

Quali strategie ci può suggerire per ENI e Saipem alla luce delle attuali quotazioni del petrolio?

Proprio in giornate di lettera o a causa dello storno annunciato del petrolio, meglio accumulare ENI, se dovessimo scegliere di averne uno solo nel settore oil.

ENI é molto più liquido di Saipem, con range affidabili, alta cedola ripetitiva, anche di acconto ed opzioni molto liquide e con bassi spread.

Tutto il contrario di Saipem che peraltro rispetto ad ENI è caratterizzato da una volatilità troppo alta.

L'euro-dollaro si è allontanato ancora di più dai recenti top di periodo. Vede il rischio di nuovi cali?

Tutti vogliono o vorrebbero un dollaro forte, ma tutto questo si scontra con la continua esplosione del debito pubblico USA, gonfiato anche ad arte dall'amministrazione Trump, pro domo sua.

E non e' detto che il nuovo presidente cambi strategia, anzi, pare proprio che siano già pronti altrettanti sostanziosi sostegni che andranno a far lievitare ulteriormente detto debito.

Quindi, rimanendo i tassi ultra bassi, ancora per anni secondo la FED, prevediamo che il dollaro non possa rafforzarsi ancora più di tanto rispetto all'euro.

Sarà anzi più probabile un ulteriore ritorno all' indebolimento, con gravi preoccupazioni per Europa, ed Italia in particolare.

Anche il Giappone dovrà fare ricorso alla molto attenta Bank of Japan.

In sintesi per l'euro-dollaro è più probabile un ritorno anche sopra i massimi di periodo posti a 1,2320, con possibili allunghi anche verso 1,24/25 intraday.

Ampio Range di breve-medio termine 1,1850/1,1950 e 1,24/1,25 circa largo.

Per il dollaro-yen invece vediamo un range di breve-medio supercontrollato fra 103/103,50 e 104,50/105.