Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Massimiliano De Marco, analista tecnico di Robotrend.com, con domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Il Ftse Mib ha provato a recuperare ieri dopo l'affondo accusato in avvio di settimana. E' cambiato lo scenario del mercato in queste ultime sedute? Cosa aspettarsi ora?

Uno degli scenari discussi nelle ultime settimane era quello di una correzione abbastanza profonda a Piazza Affari.

La stessa si sarebbe materializzata non appena fosse stato rotto il range in cui l’indice Ftse Mib era imprigionato, il cui supporto principale era a 19.300 punti.

Il breakdown di inizio settimana conferma questo scenario, il cui target più probabile è intorno ad area 17.600.

Si tratta di un livello interessante per il Ftse Mib sia come ritracciamento, pari al 50% del rally da marzo, sia perché ex resistenza orizzontale sul grafico daily.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di Banco BPM e Bper Banca e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Se è corretta l’ipotesi che ci troviamo in presenza di una semplice correzione e non di un nuovo downtrend verso nuovi minimi, lo scenario più probabile per Banco BPM è un ritocco del minimo locale a 1,238 euro, senza però attaccare il minimo di maggio a 1,01 euro.

Un buon supporto per Banco BPM potrebbe trovarsi verso area 1,20 euro.

Questa ipotesi appena descritta per Banco BPM, è meno probabile per Bper Banca, che al contrario è molto vicina al vecchio minimo a 1,82 euro, e potrebbe quindi provare a correggere fino a quel punto.

Se al contrario il minimo dovesse reggere, il titolo offre una buona entrata con stop ben definito.

Saipem ieri ha continuato a perdere terreno, mentre ha rimbalzato ENI. Qual è la sua view su questi due titoli?

Saipem fatica a trovare un minimo stabile, ma gli oscillatori mostrano divergenze con i prezzi, facendo segnare una leggera risalita.

Questo è un segnale che potremmo essere vicini ad un’inversione, ma essendo il titolo in acque inesplorate non è agevole indicare un target.

ENI al contrario aveva fatto segnare un minimo “forte” a marzo, e molto spesso in questi casi prima di un’inversione sostenibile questi prezzi vengono ritoccati.

Il target finale del movimento si aggira sotto i 6,27 euro, mentre un primo segnale di inversione per ENI si avrebbe con un ritorno sopra 7,81 euro.

Quali sono i titoli che sta seguendo più da vicino in questa fase di mercato? A quali consiglia di guardare ora?

Con molti titoli che sembrano indirizzati ai minimi di marzo, la scelta non è agevole.

Dando però per valido lo scenario correttivo, potrebbe essere una buona idea entrare scalando su titoli che sono stati maggiormente penalizzati come i bancari.

In alternativa si potrebbe fare un’analisi basata su quali dividendi hanno raggiunto un rendimento particolarmente elevato rispetto ai prezzi, come ad esempio quelli di Generali o della stessa ENI.