Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Alessandro Cocco, CEO di Unicron Associates, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su diverse blue chips.

Il Ftse Mib è tornato su valori che non si vedevano da febbraio scorso. Il rialzo è destinato a proseguire nel breve?

Nella seduta di mercoledì il Ftse Mib ha superato con decisione i top di novembre con buoni volumi di scambio e di conseguenza si prospetta ora una prosecuzione della salita.

In altre parole l'indice ha dato seguito al trend partito tra fine ottobre e inizio novembre e dopo aver ritracciato a dicembre con un minimo ad un soffio dai 21.000 punti è ripartito con decisione al rialzo rompendo i top di novembre.

A questo punto mi aspetto che il Ftse Mib possa spingersi ora verso i 23.500 punti, ma anche ara 24.000 è raggiungibile.

Oltre questa soglia l'indice andrà a chiudere il gap aperto in area 24.750 dopo il crollo del 24 febbraio scorso.
Al ribasso l'attenzione andrà rivolta ad area 22.400/22.500, precedente resistenza da violare, diventata ora supporto.

La soglia di prezzo appena indicata deve essere difesa dal Ftse Mib che dovrà ancor più mantenersi sopra area 22.000, per scongiurare una negatività che potrebbero riportarlo in direzione dei 21.000 punti.

Per il momento l'impostazione resta positiva e le attese sono per ulteriori sviluppi positivi anche alla luce dell'andamento degli altri mercati.

Bper Banca ieri ha messo a segno un forte rally, seguito da Banco BPM. Cosa può dirci di questi due titoli?

Banco BPM è interessante perchè è uscito da quella negatività vissuta in buona parte di dicembre e si sta avvicinando ai top del 23 novembre a 1,9685 euro.

Una volta raggiunta questa soglia bisognerà vedere se il titolo ritraccerà o se continuerà a salire.

In caso di storno Banco BPM potrebbe scendere verso 1,8125 euro dove potrebbe partire un rimbalzo.

Con la rottura di 1,9685 euro il titolo potrà spingersi fino a quota 2,125 euro, resistenza che stava tenendo i prezzi al di sotto tra la fine del 2019 e gli inizi del 2020.

Bper Banca è impostato ancora meglio di Banco BPM che ha disegnato dei massimi decrescenti un po' più inclinati.
Il titolo ieri ha violato i massimi del 23 novembre a 1,5745 euro e ora punta a quota 1,75 euro prima e in seguito a 1,875 euro.

Al ribasso cruciale sarà la tenuta di area 1,5 euro, sotto cui Bper Banca rischierà una flessione verso 1,375 e 1,25 euro.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di ENI e Saipem e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

ENI mercoledì ha violato i massimi del 9 dicembre e già questo lascia pensare che possa continuare a muoversi al rialzo.

Segnalo un supporto intermedio a 8,75 euro, la cui tenuta confermerà la view positiva in atto, mentre sotto il livello appena segnalato si guarderà a quota 8,5 euro.

In caso di cedimento di questo livello ENI scenderà verso i minimi del 21 dicembre a 8,05 euro.

Con la tenuta di 8,75 euro il titolo potrà continuare a salire nel breve e puntare ai massimi di giugno a 9,67 euro, oltre cui punterà ai 10,5 euro.

Sta performando ancora meglio Saipem che è ripartito dopo la congestione di dicembre.

Il titolo ha violato i massimi del 25 novembre e probabilmente punterà ora ai top dell'8 giugno scorso a 2,74 euro, senza escludere allunghi fino a 2,8/2,82 euro, con conseguente chiusura del 9 marzo 2020.

Questo è il target di questo trend per Saipem che in caso di ritracciamenti dovrà difendere la soglia dei 2,2 euro per poter salire ancora nel breve.

Sotto i 2,2 euro si guarderà ai minimi del 21 dicembre a 2,01 euro, supporto importante della congestione abbastanza lunga che c'è stata tra marzo e giugno scorsi.

Fca è stato respinto per ora da quota 15 euro. La corsa al rialzo è da considerarsi conclusa?

Fca ha violato i massimi di novembre a 14,78 euro, spingendosi fino ad un top a 15,18 euro, livelli battuti nella prima metà del 2018.

Tra i massimi di novembre e i 15,18 euro il titolo ha trovato una fascia di resistenza un po' difficile da violare, anche perchè dopo la salita vista fino ad ora il fiato inizia a mancare un po'.

Fca in ogni caso sta tenendo duro perchè il Ftse Mib sta salendo, ma a mio avviso è pronto per un ritracciamento.

Segnalo un'area compresa tra 13,8 e 13 euro che potrebbe bloccare un ritracciamento del titolo, ricordando che questa fascia di prezzo aveva tenuto Fca in congestione da luglio 2018 fino ad ottobre 2019.
In caso di rottura dei 15,18 il titolo punterà ai 16 euro che difficilmente dovrebbero essere violati nell'immediato.