Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Alessandro Cocco, trader di Tag Group, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su diverse blue chips.

Il Ftse Mib sta provando a riportarsi in direzione di area 19.500 che aveva già superato la scorsa settimana. Quali le sue attese nel breve?

Un po' come gli altri indici europei, anche il Ftse Mib ha subito un calo la scorsa settimana e venerdì ha provato a rialzare la testa, per poi vivere una seduta incolore ieri.

L'indice deve rompere in primis i massimi di venerdì a 19.454 punti, oltre cui punterà alla chiusura del gap del giorno precedente in area 19.500/19.600.

Onestamente sui livelli attuali non mi lancerei ad aprire nuove posizioni long perchè il Ftse Mib è in una zona di prezzo in cui potrebbe ballare al rialzo e al ribasso nel giro di pochi giorni.

Potrebbe crearsi una congestione tra i 19.000 e i 19.750 punti, fermo restando che oltre quest'ultimo livello si guarderà ad area 20.000 prima e ai 20.500 punti in seguito.

Già a ridosso dei 20.000 punti di Ftse Mib si potrà pensare di prendere posizioni long perchè di fatto si uscirà dalla negatività degli ultimi giorni.

Oltre area 20.000 l'auspicio è di assistere ad un allungo verso i 20.500 punti prima e in seguito fino a quota 21.000.
La mia view in questo momento è positivo perchè il canale creatosi tra i massimi dell'1 luglio e i minimi del 3 agosto, vede la sua resistenza in area 19.750.

Oltre questo livello si avrà una conferma della divergenza con prospettive rialziste verso quota 21.000 punti, con un ritorno del Ftse Mib quindi sui massimi di luglio.

E' bene in ogni caso fare attenzione perchè già in area 20.000 troviamo una prima resistenza e un ostacolo successivo in area 20.400/20.500.

Si tratta di due livelli abbastanza ravvicinati che potrebbero favorire un po' di andirivieni dell'indice.

Al ribasso, sotto area 19.000/18.950 il Ftse Mib potrebbe ritornare sui minimi del 18 settembre in area 18.500/18.550.

Banco BPM torna a salire dopo la pausa di ieri e riprende quota anche Bper Banca. Qual è la sua view su questi due titoli?

Banco BPM presenta un supporto intorno ai minimi del 9 ottobre a 1,565 euro, la cui rottura innescherà un movimento ribassista.

Dai top del 7 ottobre abbiamo tutti dei massimi decrescenti e solo in caso di rottura di quota 1,565 euro si guarderà a livelli più bassi e precisamente a 1,5 euro e a 1,435 euro.

Sopra i massimi del 7 ottobre a 1,7125 euro, Banco BPM diventerebbe interessante perchè potrà dar vita a nuovi allunghi verso quota 1,875 euro, ora resistenza ma in precedenza supporto tra fine 2019 e gennaio 2020.

Bper Banca presenta un trend ribassista che persiste da diverso tempo, per cui è molto pericoloso posizionarsi al rialzo ora.

Il titolo è sceso sotto i minimi del 22 maggio scorso a 1,221 euro e al ribasso sarà importante monitorare quota 1,083 euro, sotto cui Bper Banca potrebbe scivolare fino alla cifra tonda 1 euro.

Se il titolo al contrario romperà al rialzo quota 1,221 euro, potrebbe avviare un recupero verso 1,375 euro prima e in seguito in direzione di area 1,5 euro.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di Eni e Saipem e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

ENI ha trovato supporto sui minimi del 16 marzo a 6,26 euro cui si è avvicinato nei giorni scorsi.

Il titolo ha disegnato due minimi crescenti su questo supporto e ora non bisognerà andare sotto i 6,26 euro, per evitare scivoloni verso i 6 euro prima e i 5,5 euro in seguito.

Al rialzo per ENI segnalo una prima resistenza a 6,99 euro per puntare ad area 7,6 euro, raggiunta la quale si potrebbe assistere ad un ritracciamento prima di ulteriori salite.

Saipem è sceso sotto i minimi del 16 marzo a 1,6735 euro che potrebbero essere un target rialzista ora.
Il titolo ha disegnato dei minimi crescenti il 25 settembre e il 15 ottobre e se riuscirà a riposizionarsi sopra 1,5 euro potrà puntare in primis a 1,608 euro.

Oltre questo livello si apriranno le porte per un allungo verso 1,6735 euro.

Enel sta provando a lasciarsi alle spalle area 7,5 euro. Quali indicazioni ci può fornire per questo titolo?

Per Enel il ribasso del 15 ottobre può essere letto come un pull-back e ora l'auspicio è il titolo vada a rompere i massimi del giorno prima a 7,8 euro.

Al di sopra di questo ostacolo Enel potrebbe allungare verso gli 8,2 e gli 8,4 euro, prima di un test dei massimi storici.
Sotto i 7,4 euro invece il titolo punterà ai minimi di settembre a 7,228 euro, rotti i quali si avrà un seguito ribassista che potrebbe rivelarsi anche abbastanza importante.