Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Filippo Diodovich, strategist di IG, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e sulle prospettive nel breve.

Le Borse mostrano nel complesso una buona intonazione sostenute dalle mosse della Banche Centrali. E' lecito attendersi ulteriori acquisti?

Le Borse rimangono ben intonate sulle ulteriori manovre da parte delle Banche Centrali.

La Bank of England ha incrementato il proprio piano di acquisto di titoli per un ammontare pari a 100 miliardi di sterline e la Federal Reserve ha ampliato il suo programma di aiuto alle imprese, aggiungendo l’acquisto di obbligazioni societarie tramite il veicolo gestito in collaborazione con il Dipartimento del Tesoro, denominato SMCCF (Secondary Market Corporate Credit Facility).

Oltre alle misure espansive promosse dalle Banche Centrali, anche l’amministrazione Trump sta preparando un mega piano da 1,000 miliardi di dollari in infrastrutture (ponti, autostrade e digitalizzazione delle aree rurali).

L’entusiasmo delle politiche economiche espansive è tuttavia compensato dalle preoccupazioni sugli sviluppi dell’emergenza coronavirus.

In Brasile continuano a emergere nuovi focolai, negli Stati Uniti, Arizona, Florida e Texas hanno incrementato il numero di contagi, in Cina sono tornate a essere riutilizzate alcune misure di lockdown per l’emergere di un nuovo focolaio a Pechino.

Nonostante i timori sul Covid-19 manteniamo le nostre aspettative moderatamente rialziste sugli indici.

A Piazza Affari il Ftse Mib sta provando a riportarsi verso i recenti top di periodo ad un passo da quota 20.500. Quali le possibili evoluzioni nel breve?

Riteniamo che il Ftse Mib seguirà l’andamento degli altri indici internazionali e quindi anche per Piazza Affari abbiamo una view di medio/breve periodo rialzista.

Tuttavia, i rischi per l’Italia sono maggiori e legati soprattutto alle performance del settore finanziario.
Abbiamo infatti molte perplessità su una soluzione rapida per introdurre il Recovery Fund da parte della Commissione Europea.

Il ritardare il lancio di misure di solidarietà potrebbe provocare tensioni sul mercato obbligazionario, obbligando l’Italia a incrementare le proprie emissioni di titoli di Stato (a luglio ci sarà anche l’innovativa emissione di BTP Futura).

Questo contribuirebbe ad aumentare le tensioni sullo spread che potrebbe tornare sopra i 200 punti base nonostante lo scudo protettivo della BCE.

In sintesi ci aspettiamo forti movimenti oscillatori dei prezzi del Ftse Mib che troveranno una importante resistenza a 20.450 punti.

Ci sono però elevate possibilità che in caso di superamento di tale riferimento tecnico si possano creare i presupposti per un allungo in direzione degli obiettivi long a 20.550 punti prima (copertura del gap) e a 21mila punti in seguito.

ENI sta mostrando più forza relativa di Saipem malgrado la frenata del petrolio dai recenti top. Quali indicazioni ci può fornire per questi due titoli?

ENI ha una impostazione tecnica leggermente migliore rispetto a quella di Saipem.
Al momento i prezzi del gruppo petrolifero guidato da Claudio Descalzi si attestano vicino ad area 9 euro.

Per inviare concreti segnali rialzisti le quotazioni di ENI dovranno superare la resistenze comprese tra 9,85 (picco dell’8 giugno) e 10,20 euro (copertura del gap down apertosi il 9 marzo).

In tal caso la spinta rialzista potrebbe gettare le basi per un’ascesa in direzione di obiettivi long ipotizzabili a 10,41 e 11,35 euro, rispettivamente il 50% e il 61,8% dei ritracciamenti di Fibonacci della discesa dai picchi annuali.

Tali prospettive tecniche di crescita sarebbero annullate con il cedimento del supporto a 8 euro.

Per Saipem invece indicazioni positive si avranno sopra area 2,50 euro, ma attenzione che il breakout ribassista di 2,24 euro potrebbe portare il titolo a testare i 2,08 euro.

L'euro-dollaro sta oscillando intorno ad area 1,125 dopo il ritracciamento partito dagli ultimi top. Cosa aspettarsi nel breve?

Le quotazioni dell’euro-dollaro hanno messo pressione ai supporti di breve periodo situati in area 1,1190.

Una perentoria violazione al ribasso di tali riferimenti tecnici indebolirebbe il quadro tecnico della coppia valutaria, portando anche a un ribasso verso 1,1150.

Segnali contrari per l'euro-dollaro sopra 1,1250, condizione che aprirebbe uno spiraglio per un ritorno delle pressioni rialziste verso target a 1,13 e 1,1350.